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Il primo giorno dell’anno

Questa mattina Milano era imbronciata, la neve che ieri sera aveva imbiancato nuovamente la città,  si era quasi dissolta ma il freddo era pungente. Come da tradizione noi siamo andati in Galleria per il gesto scaramantico da compiere ai danni del toro in mosaico che decora la pavimentazione, la gente era infreddolita ma davanti all’effige c’era una discreta coda.. tre giri sul tacco della scarpa e via verso il nuovo anno. Dai bar aperti l’aroma del caffè inondava l’aria e noi proprio di  un caffè avevamo bisogno. Flora non ama la Galleria,  tutte le volte che ci andiamo lei si scatena, salta addosso a mia figlia, le mordicchia le braccia scatenando l’ilarità dei passanti. Questa mattina non è andata diversamente…. per fortuna nel bar abbiamo incontrato Brian, uno schnauzer medio, molto affettuoso, che si è lanciato su di lei e ha avuto il potere di calmarla, giusto il tempo di bere il caffè e di scattare una foto in Piazza Duomo e poi, quando tutto sembrava tranquillo, lo scoppio di due botti ha riaperto le danze.  Peccato perchè avrei voluto andare a Palazzo Marino ad ascoltare le bande dei vari rioni cittadini, anche questa è  una tradizione che amo moltissimo e che si ripete ogni anno alla presenza del Sindaco della città. Siamo ritornati nel parco vicino a casa e finalmente la piccola si è potuta scatenare con il suo amico Chicco in una estenunate gara di corsa e lotta libera, un gioco che a lei adora. Ci siamo trattenuti un po’, quattro chiacchiere con gli auguri di rito con i padroni di cani  hanno contribuito a rallegrare la giornata. A casa era tutto pronto per un pranzetto con i fiocchi: cotechino e lenticchie con un vinello da favola. E’ stata una giornata piacevole e serena.

Ecco qui sotto il magico incontro di Flora

Buon Anno da schnauzer

Buon Anno da schnauzer

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Gli “Oh bej Oh Bej”.. che delusione

Da qualche anno non frequentavo la tradizionale fiera di S. Ambrogio, forse l’ultima volta che ci sono stata si teneva ancora intorno alla stupenda basilica ma oggi mio marito ed io abbiamo deciso di andarci,  lui era alla ricerca di un vecchio meccanismo a catenella che ci consentisse di riparare una delle nostre lampade e così nel primo pomeriggio ci siamo messi in moto. La Fiera si tiene attorno al Castello Sforzesco e noi dopo  una camminata interminabile ci siamo finalmente arrivati. Una serie di bancarelle bianche e  tutte uguali sostituivano quelle variopinti ed estrose che erano un po’ la caratteristica della Fiera, la merce esposta si sarebbe potuta trovare in qualsiasi mercatino… insomma nulla di quello che era è rimasto. Unica consolazione una bella frittella calda che ci siamo mangiati sul posto e un filone di castagne al prezzo esorbitante di 10 euro.  Per evitare la camminata di ritorno abbiamo pensato di prendere  il tram  e siamo stati sommersi da piacevoli ricordi. Forse erano trent’anni che non ci salivamo, la vettura era di quelle vecchie ancora con il manovratore che gira la manovella e  tutto si è svolto secondo copione: lo sferragliamento sulle rotaie, le frenate che ti consigliano di ancorarti saldamente ai maniglioni mobili e la fretta da dimenticare.. il tram procede lentamente. Ricordo che prendevo proprio la linea 1 per andare al lavoro in centro e riuscivo ad isolarmi con i miei pensieri durante tutto il tragitto.  Ecco  il pomeriggio si è salvato con la tenerezza di un vecchio tram, ma la fiera è stata proprio una delusione.

Ciao Natale

Domani forse sarà una giornata normale, il forse è d’obbligo. La cosa mi solleva molto, confesso che temevo questo Natale, il primo senza mio padre, di solito il giorno in cui tutti “devono” essere buoni, anche se buoni non vogliono essere. E’ passato e io lo saluto senza alcun rimpianto se non quello per il tempo che passa. Ogni anno disprezzo sempre di più il lato consumistico della ricorrenza, vorrei riuscire a dare più valore all’evento della nascità di Gesù, il Natale è solo questo, ma per una cosa o per l’altra non entro in sintonia. Sono lontano da quella grotta e invece vorrei esserci dentro. Siamo vitttime della televisione: ogni giorno ho sentito bollettini di guerra su chi compra che cosa, su come affronteranno gli italiani il pranzo di Natale, su quanti italiani lasceranno la città e su quanti invece festeggeranno in casa. Non una parola su quanti saranno i connazionali che andranno alla Messa .. almeno a Natale. La Chiesa ha le sue responsabilità perchè non si può accettare che ci si accosti alla religione come ad un amburgher e si diventi cattolici solo per far numero, a cominciare dai Battesimi e dalle Prime Comunioni e poi dai Matrimoni. Gente che lo fa solo per consuetudine, può evitare di farlo. Siamo un popolo di cattolici all’acqua di rosa e io mi ci metto dentro e non mi piaccio per niente. Ma ritorniamo al mio Natale: avevo preparato pochissimi pensierini per i miei famigliari e li ho distribuiti, ho rispettato la tradizione. Abbiamo affrontato un imprevisto: la famigliola di mio figlio era tutta allettata per l’influenza quindi ci siamo ritrovati in quattro. Siamo stati bene comunque, abbiamo pranzato senza esagerare e alle tre era tutto finito. Avevo con me la badante di mio padre, ne sono stata tanto felice, lo scorso anno papà e lei  erano insieme in ospizio, un Natale umanamente tristissimo. Almeno per lei ho cercato di rimediare quest’anno, per mio padre, purtroppo, non ho avuto la possibilità di farlo. Verso le cinque sono andata a trovare una mia cara amica, scambio di pensierini, un caffè e poi a casa, finalmente tranquilla. Ho avuto e fatto telefonate di auguri che si sono trasformate in piccoli drammi , le mie quattro amiche del cuore erano tutte nei guai, chi per i genitori, chi per i figli, insomma si sono trovate ad affrontare il Natale loro malgrado, con la testa da un’altra parte. Le ho sentite oggi, non vedevano l’ora di ritornare alla normalità. E allora da parte di tutte noi: ciao Natale, alla prossima.

Natale e tradizione

Iniziano con oggi nella mia città eventi che ci conducono al Natale. In Fiera si apre l’esposizione dei lavori degli Artigiani (un’ottima occasione per fare qualche regalino), in occasione della Festa di S.Ambrogio ci sarà la tradizionale fiera degli “Oh bej-Oh bej” (che vuole dire “che belli – che belli” in dialetto milanese) tanto cara ai Milanesi e poi l’inaugurazione della stagione lirica alla Scala. Un tempo per andare alla prima Scaligera occorevano abiti da cerimonia e il dopo opera era rigorosamente un risotto allo zafferano al ristorante Savini. Oggi è tutto molto più semplice, abiti eleganti ma anche non e del Savini di un tempo ci siamo tutti purtroppo dimenticati. Mi ripropongo di andare alla fiera di Sant’Ambrogio, se non altro per gustare la frittella calda e zuccherata che ti scodellano tra le mani e per acquistare la collana di castagne, vedremo se riuscirò a farlo. I negozi aperti mi mettono allegria e vorrei, per una volta, riuscire ad immergermi nel clima festaiolo anche se i ricordi degli ultimi due anni non sono facili da accantonare. In questi periodi si viene colti anche dalla nostalgia, ma cercherò di superare il magone e mi dedicherò alla preparazione del Natale, agli acquisti per il mio nipotino e per tutta la mia famiglia, piccole cose ma fatte con il cuore

Frittura dolce

Ho finalmente ritrovato da un vecchio pastaio la frittura dolce. La mangiavo da bambina, lo stesso faceva mio marito…. allora era un fine pasto fantastico, un piccolo dolcetto che si mangiava dopo il primo. Questo era quello che passava il convento. Ora può essere uno sfizio da far provare al nostro nipotino ma ha sempre il delizioso profumo dell’infanzia e  in un mondo in cui tutto cambia rapidamente è bellissimo scoprire che esiste ancora qualche cosa del tuo passato, anche se è una cosa semplice come questa. La preparerò questa sera: taglio a metà i quadrotti di semolino dolce, li faccio passare nel pangrattato e poi li friggo nel burro e cospargo di zucchero…. alla faccia di tutti i dietologi di questo mondo

Giorno del ringraziamento

Domani è il Tanksgiving Day, il Giorno del Ringraziamento. Milioni di Americani festeggeranno. Le loro famiglie si riuniranno, si cucinerà il tacchino ripieno e molti altri piatti tradizionali per finire poi con la classica Pumpink pie, la famosa torta di zucca. La festa ha origini cristiane molto antiche che non starò a raccontare, vi dirò invece quello che mi piace di questa festa, trovo bellissimo il bisogno di riunirsi per ringraziare il buon Dio. Credo che tutti noi dovremmo avere questo desiderio e se l’anno che è appena trascorso è stato difficile o addirittura doloroso, pensiamo che poteva andare anche peggio… Indipendentemente dalle vicende personali, anche molto terrene, anch’io mi sento di ringraziare il Signore per tutto quello che ho: una famiglia unita, una marito affettuoso e disponibile, due figli che sono bravi ragazzi, una nuora tanto cara, un nipotino capellone e bellissimo e una cucciolotta terremoto. Così abbiamo deciso di adottare questa festa e domani sera ci siederemo tutti insieme allo stesso tavolo e davanti ai cibi americani della tradizione, ringrazieremo con il cuore perchè apprezziamo ciò che ci è stato donato, la nostra bella famiglia, la capacità di apprezzare le cose semplici e di godere della bellezza della natura. Auguro a tutti una bella Festa del Ringraziamento e spero che abbiate il cuore pieno di gioia e di riconoscenza, qui sotto trovate un’immagine, cliccateci sopra e scoprirete una vera e propria magia…… quando si apre la schermata accendete il sonoro e cliccate sul cappello.