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Una poesia per il mio papà

PADRE, SE ANCHE TU NON FOSSI IL MIO
di Camillo Sbarbaro

Padre, se anche tu non fossi il mio
Padre se anche fossi a me un estraneo,
per te stesso egualmente t’amerei.
Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno
Che la prima viola sull’opposto
Muro scopristi dalla tua finestra
E ce ne desti la novella allegro.
Poi la scala di legno tolta in spalla
Di casa uscisti e l’appoggiasti al muro.
Noi piccoli stavamo alla finestra.

E di quell’altra volta mi ricordo
Che la sorella mia piccola ancora
Per la casa inseguivi minacciando
(la caparbia aveva fatto non so che).
Ma raggiuntala che strillava forte
Dalla paura ti mancava il cuore:
ché avevi visto te inseguir la tua
piccola figlia, e tutta spaventata
tu vacillante l’attiravi al petto,
e con carezze dentro le tue braccia
l’avviluppavi come per difenderla
da quel cattivo che eri il tu di prima.

Padre, se anche tu non fossi il mio
Padre, se anche fossi a me un estraneo,
fra tutti quanti gli uomini già tanto
pel tuo cuore fanciullo t’amerei.

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Il regalo

Dopo un periodo molto travagliato della mia vita,  sfociato nella morte dei miei genitori, mi sono  ritrovata accanto una la zia, la sorella di mia madre.  Io adoro le persone anziane e forse avrò la possibilità di fare per lei quello che, per diversi motivi, non ho potuto fare per mia madre. La zia ha sempre vissuto tutti gli eventi della mia famiglia, a volte ne è stata così coinvolta che mi era sempre parso innaturale che improvvisamente se ne fosse estraniata.  Ora ha 83 anni, vive sola, ma il suo alloggio è proprio accanto al mio e questo facilita il nostro rapporto, devo dire che lei  ha per me tutte quelle attenzioni che da tanto tempo non ero più abituata ad avere. Certo capita che  si dimentichi le cose, o  che le ripeta più volte… ma se cucina qualche cosa me ne porta sempre un assaggio e  quando cucino io prevedo sempre una porzione anche per lei……

Ciò che veramente mi riempie il cuore è il poter parlare con lei di tante cose accadute quando ero bambina, per tanto tempo non ho avuto più testimoni della mia infanzia ed è stato tanto doloroso. Non poter dire a nessuno.. ti ricordi? mi faceva tanto male. Invece ora lo posso dire a lei, lei c”era.. lei viveva con la mia nonna, lei ha visto il mio papà ritornare dal campo di concentramento, lei mi ricorda bambina e ha il piacere di raccontare. Lei è una grande ricchezza per me, è il regalo più bello che il buon Dio poteva farmi.

Un bastone decorato

Il giorno prima di lasciare Lanzo, durante la quotidiana passeggiata nel bosco, mio marito, con l’aiuto del seghetto e dei denti di Flora, mi ha procurato un ramo di nocciolo sufficientemente robusto per diventare un bastone. Quel pomeriggio stesso mi sono comperata dei colori indelebili e mentre lui schiacciava il suo pisolino, mi sono seduta sul terrazzo e ho iniziato ad intagliare la corteccia. Era un “lavoro” che il mio papà mi aveva insegnato a fare durante le nostre vacanze: ricordo che lo guardavo ammirata da quando mi tagliava il bastone a quando mi faceva vedere come fare ad usare il coltello senza farmi male… il colore poi mi appassionava moltissimo e allora usavo solo le matite colorate.
Mentre lavoravo al mio nuovo bastone pensavo alle cose che ritornano, alla gioia di aver ritrovato in questo luogo tanti ricordi mai sopiti e alle sorprese che la vita ti riserva… chi l’avrebbe mai detto che alla mia età avrei potuto rivivere concretamente episodi della mia infanzia in modo così tangibile dal sentirmi il cuore leggero di una bimba? Immersa nei miei pensieri mi sono trovata tra le mani il bastone intagliato e decorato e mio marito accanto a me che, guardandomi con tenerezza, diceva …..”ora manca il puntale”.
Il bastone ora fa bella mostra di se nel nostro portaombrelli, ne farò altri, il primo per il mio nipotino e poi per tutta la famiglia, non esiste regalo più bello.

Cento di questi giorni!

Oggi è il compleanno di mio marito e io voglio dedicargli un pensiero fatto di amore, tenerezza, complicità e amicizia…

Ci conosciamo da tanti anni, da quando eravamo adolescenti, lui aveva tre anni più di me, ma se mi guardo indietro provo tanta tenerezza per i due ragazzi che eravamo, tanto giovani ma tanto determinati.

I nostri compleanni si sono susseguiti tra le gioie e le vicissitudini della vita, ora queste date sono preziose perchè ci trovano ancora insieme e perchè gli auguri che gli ho fatto questa mattina sono stati accompagnati da abbraccio e da  una carezza, un gesto tenero ma pieno di affetto che fa capire come il nostro amore  negli anni sia mutato e sia ora un sentimento  forte, tranquillo e rassicurante.

E allora buon compleanno amore mio e cento di questi giorni!

La tua “socia”

love is for life

love is for life

Pensieri per papà

A mio padre

Mi scopro
a ricercarti
nei ricordi altrui.
Struggente
è il rieccheggiar.
E mi commuovo ancora.

Mio padre

Non c’era bisogno
di parole.
Bastava una carezza
leggera.
Bastava un bacio
sfiorato.
Mi ha educato
la tenerezza del suo sguardo.

Ringrazio la mia cara amica Enrica  per questi pensieri che sento profondamente miei.

Strana la vita..

I rapporti tra me e mia suocera  non sono stati mai idilliaci: lei da buona mamma italiana era gelossissima dell’unico figlio maschio e mi vedeva come una nemica, io da nuora giovane e inesperta non mi sono mai prodigata più di tanto per ingraziarmela, ero timida e il fatto di essere sempre sotto esame mi bloccava molto. L’arrivo dei nipoti è servito ad allentare un po’ la tensione,  ma non abbastanza. Da quando è rimasta vedova  le cose sono cambiate, con me si è addolcita ed è riuscita a dimostrarmi quell’affetto che aspettavo da tanto tempo. Ora La mamma di mio marito ha 92 anni è costretta su una sedia a rotelle da tre, ma è molto serena, sempre pronta a dispensare sorrisi a chi la va a trovare e a fare un sacco di complimenti al suo ultimo bisnipote, un pupone di quasi due anni. Da ieri sta male, è caduta in  un torpore pesante e i controlli del sangue hanno evidenziato un diabete alle stelle. Mentre sto scrivendo lei è al pronto soccorso del nostro ospedale di zona con i suoi figli e io ho tanta paura che le accada qualche cosa di brutto.  E’ proprio strana la vita, ora che la sento mamma a tutti gli effetti  e provo per lei tanta tenerezza, corro il rischio di perderla e io non sono pronta.

Cuccioli

Ricercando una data, un riferimento da inserire in un documento mi sono fatta aiutare da mio figlio, l’ho pregato di dare un’occhiata ai CD  colmi di fotografie che mio marito ha condiviso con lui e le foto mi sono arrivate: è stata una meraviglia di immagini di bimbi che corrono sulla spiaggia di  un mare invernale, che si scaldano al fuoco di un camino in una casa di montagna, faccette tenere e felici, rosse dal vento prima e dal calore della fiamma poi. Mio figlio con la sua aria di ometto che abbraccia  la sorellina  e lei che gli appoggia il capo sulle ginocchia, accanto a loro  un camino accesso che li sovrasta, sette anni lui e 2 lei e una tenerezza infinita. Una foto che non ricordavo così bella e di grande significato, come bellissimi sono loro i miei cuccioli, ora grandi e grossi ma per me e per il loro papà sempre cuccioli da proteggere contro il mondo intero.