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Al mio papà mando una carezza

Oggi è la Festa del Papà e al mio papà, che certamente mi sta osservando mando una tenera carezza fatta di fiori di primavera, a lui voglio dire, anche se sono sicura che lo sa benissimo, che mi manca tanto, che tutte le volte che guardo il suo ritratto sorridente mi sembra impossibile che non sia più qui con me, mi aspetto sempre che varchi la soglia di casa mia, mi chiami con la sua voce squillante e mi dica …“Ciao… e allora come va? Ma sei qui da sola?” Questa frase mi è rimasta in mente e ora mi viene anche una risposta diversa da quella che gli davo allora…. “Si papà , sono qui da sola… ora che tu sei da un’altra parte,  sono proprio sola nell’anima”.

Un bacio papà, con tutto il mio cuore!

un carezza di tenere margherite

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Pensieri di pioggia

Questa domenica  piena d’acqua  mi è pesata, questa interminabile domenica battuta dal vento e dalla pioggia  sembra non avere più fine. La mia cucciolona è triste, si aggira per casa e ogni tanto mi porta la palla.. è incredula,  i suoi  occhioni sembrano chiedermi : “ma oggi non posso fare le solite corse?” poi si accuccia accanto a me e mi mette il muso in grembo, rassegnata.  Siamo usciti per una passeggiata breve, troppo breve per lei e per noi e poi  lo stato d’animo non è dei migliori. Ho addosso tanta malinconia, mi mancano le riunioni famigliari, il vociare dei miei figli,  il mio papà che arriva come un ciclone e mi propone sempre di fare qualche cosa… ma la porta rimane chiusa e tutta questa  pioggia non fa che aumentare la mia solitudine, mi fa sentire isolata dal mondo.

E pensare che io la amo la pioggia,  ho sempre pensato  che con il suo incessante cadere lavi tutte le brutture del mondo.. mi piacciono i temporali improvvisi, quando gli scrosci d’acqua  colgono di sopresa,  mi è capitato qualche volta di essere investita da un acquazzone e di morire dalle risate nella corsa affannosa per trovare riparo, ma oggi è diverso, oggi mi fa male il cuore e il silenzio che mi circonda è diventato assordante.

 

Pioggia

Pioggia

Sentirsi soli

Capita di sentirsi soli  e senza radici, capita  di guardare una foto  e sentirsi piangere il cuore. Mio padre se ne è andato 11 mesi or sono e oggi è stata una giornata di grande malinconia. Undici mesi sono quasi un anno, ma il senso di vuoto che ci ha lasciato è rimasto intatto e credo che non si affievolirà mai.

Oggi ho pensato tanto a te papà, ti mando un bacio.

Domani sarà Natale

Questa mattina ho letto un articolo di Vittorio Feltri sul Natale, lo stile un poco ironico si è poi dissolto in tanta malinconia e il suo stato d’animo mi ha contagiato. Mi ci sono ritrovata nel suo snobbare un poco le tradizioni ma nel sentirne la necessità per ricordare i tanti Natali vissuti da bambini, o con i figli piccoli o comunque, con una famiglia allargata, fatta anche di nonni, zii, nipoti. Per molti anni il Natale si è festeggiato in casa nostra, ai miei figli non è mai mancato il calore di una bella famiglia riunita attorno al tavolone fatto “costruire” per le occasioni importanti da mio padre. Lo scorso anno non è andata così, i parenti che io credevo più vicini a noi sono andati al ristorante e ci hanno trascinato anche mio padre, già molto malato. Non è nemmeno stato accolto l’invito che ho fatto a mia madre per il primo dell’anno, anche in quell’occasione ha scelto di essere da un’altra parte. Noi abbiamo trascorso lo scorso Natale da mio figlio sposato, a Saronno, avevamo con noi una tenera cucciolotta di 2 mesi che era entrata da poco a far parte della nostra famiglia dopo la morte di Rhoda. Ricordo con dolcezza la piccola Flora, si era accucciata sui piedi di mia figlia sotto il desco natalizio e non aveva fatto un fiato. Era arrivata in casa di mio figlio con una valigetta colorata che conteneva la pappa e i pannoloni per evitare che facesse pipi’… La giornata andò bene, ce ne tornammo a casa con il nostro fagottino caldo e tirammo un sospiro di sollievo, la festa amata e temuta era trascorsa. Quest’anno Flora è più grande e noi staremo a casa nostra. Abbiamo pensato che ci meritiamo un Natale tutto per noi. Faremo del nostro meglio affinchè la giornata sia gradevole. Questa sera faremo un piccolo buffet con mio figlio e la sua famiglia, ci sambieremo i regali e domani loro saranno a casa degli altri “nonni”. Ho scoperto che i parenti che pensavo molto vicini, vicini non lo sono per nulla e quindi il loro Natale non assomiglierà al nostro perchè i loro valori non sono i nostri. Ho previsto di andare a trovare mio padre in istituto e di passare nel pomeriggio a salutare una mia carissima amica per uno scambio di doni. Mi piacerebbe trovare un attimo di spiritualità in questo Natale, ricordo con tanta emozione una messa di mezzanotte nella nostra parrocchia con mio figlio di appena 8 anni impegnato a fare il chierichetto. L’avevamo tenuto sveglio a fatica, ma poi era entrato nella parte ed era stato felicissimo di essere stato scelto dal nostro parroco. Sarebbe bello se riuscissi a ritrovare un po’ di serenità, forse il piccolo Gesù può aiutarmi.