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Speranze

Spesso mi ritrovo a condividere le speranze con mio marito, è bellissimo farlo ed è altrettanto bello raccontarci i nostri sogni. Abbiamo una certa età e quindi molti dei nostri sogni sono rivolti al benessere dei nostri ragazzi che si dibattono nell’attuale mondo del lavoro.

Sarebbe bellissimo poter garantire loro un futuro sereno, lasciare questo mondo senza pensieri per il loro avvenire e per quello dei nipoti. Chissà forse ci sarà concesso di poterlo fare.

Non abbiamo pretese di nessun genere, non vogliamo fare grandi spese per il piacere di “avere”, preferiamo di gran lunga “l’essere” , e siamo lieti anche così, ma si sa, i figli sono il nostro futuro.

Sono pensieri che so di  condividere con tanti di voi, tanti genitori che vorrebbero poter fare di più per  il bene dei propri figli, probabilmente siamo un esercito.

Non rinunciamo ai sogni, non facciamolo mai…. fa bene a noi, mantiene giovane il cuore e poi avere uno scopo nella vita aiuta la vita!

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Oggi ho imparato…..

Ho imparato a sorridere tenendo i pugni chiusi in tasca.

Ho imparato a stringere i sentimenti piccoli e grandi con una cordicella di prudenza.

Ho imparato a trovare virtù in ogni dove e a penetrare il grigio dell’incertezza.

Il mio lavoro è vendere a caro prezzo la mia ansia,

il mio lavoro è tessere reti di sogni per conservare la fantasia e falciare il vento che mi mostra paura

il mio lavoro è scavare a mani nude il mistero di ciò che mi inquieta,

il mio lavoro è fare tutti i giorni, il conto con il tempo…

Ho imparato tutto questo e so quale dovrà essere il mio lavoro, ma non so se potrò imparare a non essere io…

Stati d’animo di un fine settimana

So che capita a molti di passare weekend malinconici, a me capita quasi sempre. Le ragioni sono molte, forse perchè non posso fare le cose di tutti i giorni, forse perchè i troppi pensieri non mi permettono di vivere serenamente il riposo.  Così anche  questa mattina  mi sono svegliata piena di angoscia, il sogno che avevo fatto nella notte da un lato mi aveva confortato e dall’altro mi aveva intristito….. vedevo mio padre sorridente e in salute che se ne andava con la sua borsa da tennis e si lasciava alle spalle tutti i nostri problemi… era come se lui vivessa da un’altra parte. Come accade spesso nei sogni realtà e fantasia si sovrappongo, quindi io sapevo benissimo che il mio papà non era più in vita ma nello stesso tempo speravo che lo fosse. La cosa positiva è che tutte le volte che sono particolarmente triste e mi addormento con gli occhi umidi, il mio papà arriva in mio aiuto. Domani sarà lunedì, farò  le cose di sempre e apprezzerò di poterle fare, forse è questo il bello del weekend, d’altra parte Leopardi insegna.

Magico ottobre

Nel mesi di ottobre si concentrano molte delle ricorrenze della mia famiglia, il mio compleanno, quello di mia nuora, il mio anniversario di matrimonio e ora anche il compleanno di Floretta. Amo questo mese, non so perchè ma lo sento come un mese positivo, penso che nulla di quello che mi accade in ottobre possa farmi male. Così ho pensato e ripensato alla mia ultima delusione accaduta proprio la settimana passata e mi sono detta che forse le cose potevano essere viste da un’altra angolazione.. ho dato  uno sguardo alla foto del mio papà, il viso sorridente, gli occhi luminosi forse più del solito e dietro la foto, alla splendida statua in bronzo, una scultura di Picault che celebra  il lavoro, che lui amava moltissimo e che  ieri, chiudendo per l’ennesima volta un rapporto, sono riuscita a recuperare facendomi forza e chiedendola. Allora ho capito.. Il giorno del mio compleanno avevo sperato segretamente che la persona che aveva la scultura mi chiamasse per farmela avere, l’avevo richiesta esplicitamente tramite il mio legale rivendicando un oggetto in ricordo di mio padre, ma le cose erano ferme e la giornata era trascorsa in una vana attesa. Poi lunedì quella telefonata con tutto quello che ne è conseguito… Mi piace credere che il mio papà me l’abbia voluta far aver quella statua e che in fondo nulla sia successo per caso. Sta di fatto che “Le travail” è sul mio pianoforte e il mio papà sembra sorridere compiaciuto.

Alla ricerca della serenità

Qualche vota per inseguire un po’ di serenità si lasciano volare i pensieri, si fanno progetti di cambiamento e si cerca la condivisione di chi ci è accanto. Ultimamente lo faccio spesso perchè non sono soddisfatta della mia vita, perchè la situazione che sto portando avanti è troppo stressante: vorrei cambiare casa, vorrei lasciare Milano, vorrei trovare altri sbocchi per il mio lavoro….ma sembra che tutto questo  si infranga contro un muro di gomma fatto di mille difficoltà.  Oggi ad esempio, mi sento veramente sola, sola con quella voglia di cambiare tutto che ti prende allo stomaco e che so essere solo mia. Forse sono troppo vecchia per avere ancora “diritto” a sperare di avere una vita migliore, forse da sola non so trovare quel coraggio che invece occorre e che ho sempre avuto fino a qualche anno fa. Sarà tutto questo, sarà che ciò che vorrei fare non è facile da realizzare…Forse dovrò cercare ancora la forza dentro di me, in fondo, quando ci sono stati problemi,  l’ho sempre fatto.

Stati d’animo

Oggi un piccolo gesto inconsapevole mi ha riportato con la mente  al mio papà, mi si è stretto il cuore pensando a  come portava la sua famiglia in palmo di mano, a  come ne era fiero. Purtroppo nella famiglia ci credevamo solo noi due, io e lui, legati anche in questo da una fede incrollabile nella persone e  negli affetti più cari.  In cuor mio sapevo con con la  morte di mio padre sarebbe finito tutto ed è stato così da subito, nello stesso giorno del suo funerale. La dissoluzione della sua famiglia è stata netta e visibile a tutti: io, mio marito con figli e nipoti  seduti da un lato della chiesa e gli altri dall’altra, due orazioni funebri  diverse composte in una sola grazie alla saggezza del sacerdote, l’una che liquidava la vita di un uomo a con due banali righe di circostanza, l’altra che raccontava con tenerezza e riconoscenza tutto ciò che quell’uomo era stato e aveva fatto. Poi sono arrivate le azioni ignobili fatte di disprezzo, di rancore  e di negazione, come se mio padre non fosse mai esistito  e tutto questo riguardava naturalmente  anche me, io e lui cancellati, morti insieme. Io orgogliosa di  assomigliargli, loro impegnati a disfarsi di tutto quello che era suo. Io con la voglia di consegnare alla storia quello che nella vita aveva fatto scrivendo  un libro e loro impegnati a non ricordarlo nemmeno disertando la funzion religiosa che ho fatto celebrare in suo ricordo. Ora la situazione è precipitata, ora lavorano gli avvocati. La giustizia farà il suo corso, ma i tempi saranno lunghi. Saprò aspettare, non ho più nessun affetto da salvare. Questa consapevolezza fa male, fa soffrire, ma solo accettandola  riuscirò ad uscirne.  Ho tante cose belle da fare e mio padre mi direbbe di andare avanti senza voltarmi, mi direbbe che occorre rincorrere i sogni e credere che si possono realizzare per far si che si realizzino davvero.