Archivio tag | sofferenza

Ancora dal mio libricino sugli Angeli

“….Lei pensa veramente che gli Angeli siano solo una fantasia? Diceva questo prendendo dalla spalla la libellula, accarezzandola delicatamente sulle ali….Guardi la sua vita e provi a pensare bene quante volte è stato sul punto di cadere, di farsi male, di essere coinvolto in un incidente…… Ci pensi bene e vedrà che le è capitato molte volte. Adesso pensi più intensamente al modo in cui lei ha evitato il pericolo. E’ sempre stata la sua abilità o qualcosa di diverso? …. “

“Molti ti derideranno perchè,

per loro perdi tempo

a contemplare il cielo d’Agosto,

la neve di Gennaio,

la pioggia di Marzo,

le nuvole di Ottobre..

Non ci badare;

tu sei solo uno spirito “leggero”

che vuole staccarsi dalla terra per vedere tutto dall’alto”

*******

“E’ già un miracolo quando aspetti con certezza

che il miracolo si compia”

*******

Bisogna scegliere,

nella vita,

non tra il bene e il male,

ma tra la verità e la menzogna”


Sfogo.. finalmente!

Ieri, grazie ad un caso fortuito (ma  vedrete poi che forse tanto fortuito non era..), ho avuto la forza di mettere in chiaro con alcuni parenti la mia posizione rispetto ad avvenimenti che mi hanno veramente fatto soffrire e che riguardavano la malattia di mio padre e la sua morte.  Avvenimenti gravi e vergognosi che per almeno  tre anni mi sono tenuta dentro, assistendo senza aver la forza di reagire personalmente  a cattiverie, bugie, sotterfugi, calunnie rivolte a me alla mia famiglia e purtroppo anche a mio padre.

Ieri sono riuscita ad aprire il libro degli orrori, sono riuscita a gridare il male che ci era stato fatto, ad indicare i colpevoli di tutto il dolore che avevamo patito.. le parole uscivano senza esitazione dalla mia bocca ed andavano a segno, una dopo l’altra.

Non so che cosa abbiano recepito i miei interlocutori, quello che so con certezza è che oggi io sto benissimo perchè ho ritrovato la mia serenità.

Ieri mattina, in un lungo ed accorato “discorso” con il mio papà fatto davanti alla sua foto sorridente, avevo chiesto aiuto per uscire in qualche modo dalla situazione di angoscia in cui mi trovavo, glielo avevo chiesto quasi con rassegnazione, facendogli presente quanto fosse difficile per me andare avanti in quel modo..

Sono certa quindi che ancora una volta il mio papà mi ha teso la mano e mi ha indicato la via. Il suo è stato un regalo di Natale per me e per la mia famiglia, il più bello che potesse farci.

Cambiamenti

Nella vita ci sono cose che ti cerchi e altre che ti vengono a cercare. Non le hai scelte e nemmeno le vorresti, ma arrivano e dopo non sei più uguale. A quel punto le soluzioni sono due: o scappi cercando di lasciartele alle spalle o ti fermi e le affronti. Qualsiasi soluzione tu scelga ti cambia, e tu hai solo la possibilità di scegliere se in bene o in male. La malattia del mio papà, la sua morte e i fatti che hanno accompagnato quel periodo terribile mi hanno costretto a ricostruirmi come persona, ho perso tutto e dal niente ho dovuto riprendere la mia esistenza. In quei momenti così gravi le verità emergono con prepotenza, scopri la sincerità o la falsità degli affetti e sei costretta a fare scelte che mai prima di allora avresti pensato di dover fare. E  da tutto questo non si può tornare indietro perchè la persona di prima non esiste più, non esiste più il tuo vecchio mondo rassicurante e tutto ciò che davi per scontato. La persona che sono ora è più consapevole di se, pone dei limiti alla sua disponibilità verso gli altri e si vuole un po’ più bene. Credo che questa persona dopo aver attraversato l’inferno e aver incontrato una fede più adulta non abbia più paura di vivere e nemmeno di morire.

Pensieri

Un giorno mi sentii dire: “sono sola, devo pensare a me stessa prima che agli altri” e pensai che la solitudine sarebbe stata superata proprio aiutando gli altri.

Mi sentii dire anche: “è un povero demente, non voglio pensare a lui non ne vale la pena” e  pensai che quell’uomo che mi sorrideva e mi faceva un buffetto sulla guancia forse senza riconoscermi, non era un povero demente era mio padre e io non potevo non amarlo.

Mi sentii dire :“che cosa vuoi? Tu non sei nessuno”, e  sentii la porta sbattere dietro la mia fuga e pensai che non avrei più versato una lacrima per avere un po’ del suo affetto.

Quella porta non si è più riaperta e io non riesco a dimenticare,  immagini di dolore e parole non dette popolano i miei sogni aspettando un’ alba che tarda ad arrivare.

Per quanto ancora?

I sogni muoiono all’alba

Il senso della precarietà di ciò che ci circonda è tutto qui, racchiuso in questa frase. Purtroppo ci si illude che le cose possano cambiare, che una telefonata possa riparare a tutto il dolore vissuto, ma è appunto una illusione. La telefonata che mi ha raggiunto lunedì, mi aveva fatto sperare  perchè è tanto difficile credere che una persona che ti è cara ti faccia del male e ti volti le spalle, ma di mera speranza si trattava. Dopo quattro giorni di frequentazione  non posso far altro che prendere atto che non è cambiato nulla, lo scopo della telefonata era falso, come falsi sono stati i rapporti che ha avuto con me, da sempre. Ho messo fine alla sceneggiata, ho capito che questa persona è completamente plagiata, lo è grazie alla sua età e al suo ceco fidarsi di altri. Ho constatato che tante cose accadute in questi mesi non le sapeva, le è stato detto solo quello che volevano che sapesse. Ma la battaglia degli affetti è perduta comunque, nessuno riuscirà a farle cambiare idea e ad aprirle gli occhi.

Bufera di sentimenti

Ci sono giornate come quella di ieri che fanno andare in pezzi  l’equilibrio che avevi cercato di costruire per continuare ad andare avanti soffrendo il meno possibile, ma quando riesci finalmente a fare il punto della situazione capisci che ancora una volta hai buttato il cuore oltre la siepe, che sei tu che hai sbagliato, che quello che è capitato te lo dovevi aspettare perchè le persone non cambiano e bisogna proprio che tu te ne faccia una ragione. Oggi è andata meglio, questa mattina mi sono fatta una bella passeggiata nel parco, ho scattato un po’ di foto a Flora, ho addocchiato il Bar Bianco, ho visto che apre alle 10 così ho pensato che domani mattina mi concederò un bel cappuccino in mezzo al verde. Devo apprezzare di più gli affetti che ho invece di inseguire quelli che non ho e che non avrò mai. Se riuscissi a non arrovellarmi più starei meglio e mi devo impegnare in questo.  Quando il mio papà mi ha lasciato ho trovato tra le sue cose un foglio con uno scritto di suo pugno, era la preghiera all’Angelo Custode, non quella tradizionale, una preghiera proprio scritta da lui… in un passaggio si legge: ….“aiutami a risolvere i problemi della mia vita” …  e ieri il mio papà mi è stato tanto vicino, sono sicura che mi aiuterà lui.

Un bacio, papà.