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La casetta segna tempo

Ho trovato in un Mercatino di Natale una casetta segna tempo, una di quelle con il tetto rosso, un piccolo giardino davanti e l’omino e la donnina che escono a secondo di come cambia il tempo. Non ho saputo resistere e l’ho acquistata. Ora è su una parete della mia cucina, forse non è proprio in tema con il resto dell’arredamento, ma con i miei ricordi si. Ne avevo una da bambina e ricordo che guardavo ammirata il cambio di posizione dei due  personaggi  senza comprendere bene come potesse accadere quel piccolo miracolo. Ora l’innocenza dell’infanzia è stata probabilmente sostituita dalla voglia di stupirsi ancora in una età in cui tutto dovrebbe essermi noto. Diciamo che  ho voluto  dar  retta alla bambina che c’è in me e ne sono contenta, dovrei farlo più spesso.

Se mio padre fosse qui..

Se mio padre fosse qui oggi avrebbe 89 anni, se fosse qui non ci sarebbe traccia della malattia, se fosse qui sarebbe un bel vecchio dagli occhi azzurri e dai capelli color neve e io preparerei per lui un delizioso pranzetto, comprerei dei cannoncini e la coca cola, lui ne andava matto…, se fosse qui gli starei accanto con tanto affetto e, proprio come si fa con i bambini, soddisferei ogni suo desiderio, se fosse qui la mia vita sarebbe  più bella perchè oggi potrei abbracciarlo.. ma lui non è più in questo nostro  mondo bello e brutto allo stesso tempo, lui è da un’ altra parte, è libero dal dolore e dalla malattia e forse in questo 5 aprile ricorda come ricordo io e allora….. “ciao papà, benedetto questo giorno che ti ha permesso di iniziare la tua avventura terrena… brindiamo a distanza… in alto i calici,  ti voglio bene!”

dedicati ad al mio papà straordinario

Al mio papà mando una carezza

Oggi è la Festa del Papà e al mio papà, che certamente mi sta osservando mando una tenera carezza fatta di fiori di primavera, a lui voglio dire, anche se sono sicura che lo sa benissimo, che mi manca tanto, che tutte le volte che guardo il suo ritratto sorridente mi sembra impossibile che non sia più qui con me, mi aspetto sempre che varchi la soglia di casa mia, mi chiami con la sua voce squillante e mi dica …“Ciao… e allora come va? Ma sei qui da sola?” Questa frase mi è rimasta in mente e ora mi viene anche una risposta diversa da quella che gli davo allora…. “Si papà , sono qui da sola… ora che tu sei da un’altra parte,  sono proprio sola nell’anima”.

Un bacio papà, con tutto il mio cuore!

un carezza di tenere margherite

Davanti al Cristo in croce

Si celebra in questo periodo “Il Giorno della Memoria” per ricordare le vittime dell’olocausto e tutti i deportati nei lager nazisti.  Questa giorno mi è caro perchè  è come se da tutto il mondo si levasse un canto di dolore e di speranza insieme,  un lamento  sussurrato di milioni di persone che ricordano e nel farlo soffrono, e la loro   immensa preghiera collettiva è come  la fiammella di una candela che arde davanti al Cristo in croce in perfetta sintonia con la sua sofferenza di uomo.

Ricordando le mie nonne

Oggi è la festa dei nonni e il mio pensiero va alle mie due care nonne che se ne sono andate tanti anni fa  e hanno riempito la mia infanzia della loro presenza rassicurante. Mi hanno accompagnato fino alla nascita dei miei figli e sono state per me e anche per loro un prezioso punto di riferimento. Battagliera la mia nonna Maria, sempre pronta a buttarsi nella mischia per affermare le sue ragioni, più tranquilla e semplice la mia nonna Giannina ma dotata di  una saggezza contadina che sostituiva la poca istruzione che aveva ricevuto. Ad entrambe va il mio ricordo, la mia riconoscenza e anche la mia nostalgia. La magia dell’infanzia, anche se non proprio felice, si lega solo alla loro insostituibile presenza.

Un grande bacio ad entrambe.

dedicato alle nonne

dedicato alle nonne

Un bastone decorato

Il giorno prima di lasciare Lanzo, durante la quotidiana passeggiata nel bosco, mio marito, con l’aiuto del seghetto e dei denti di Flora, mi ha procurato un ramo di nocciolo sufficientemente robusto per diventare un bastone. Quel pomeriggio stesso mi sono comperata dei colori indelebili e mentre lui schiacciava il suo pisolino, mi sono seduta sul terrazzo e ho iniziato ad intagliare la corteccia. Era un “lavoro” che il mio papà mi aveva insegnato a fare durante le nostre vacanze: ricordo che lo guardavo ammirata da quando mi tagliava il bastone a quando mi faceva vedere come fare ad usare il coltello senza farmi male… il colore poi mi appassionava moltissimo e allora usavo solo le matite colorate.
Mentre lavoravo al mio nuovo bastone pensavo alle cose che ritornano, alla gioia di aver ritrovato in questo luogo tanti ricordi mai sopiti e alle sorprese che la vita ti riserva… chi l’avrebbe mai detto che alla mia età avrei potuto rivivere concretamente episodi della mia infanzia in modo così tangibile dal sentirmi il cuore leggero di una bimba? Immersa nei miei pensieri mi sono trovata tra le mani il bastone intagliato e decorato e mio marito accanto a me che, guardandomi con tenerezza, diceva …..”ora manca il puntale”.
Il bastone ora fa bella mostra di se nel nostro portaombrelli, ne farò altri, il primo per il mio nipotino e poi per tutta la famiglia, non esiste regalo più bello.

Papà, non vogliamo perderti…

Era una giornata come questa, calda e con la tipica afa milanese e io rientravo precipitosamente dal mare chiamata da una telefonata del medico dell’ospedale Sacco che mi annunciava il peggio, te ne eri andato papà e questa volta per sempre.

Sono cambiate tante cose da quel 23 luglio 2oo7, perchè la vita va comunque avanti nonostante la sofferenza. Ogni tanto sembra che il dolore si plachi, ma basta un gesto, un oggetto, un fiore perchè i ricordi prendano il sopravvento e  il cuore riprenda a sanguinare. In questi due anni   abbiamo provato a vivere senza la tua presenza fisica ed è stata davvero dura…. eri al centro delle nostre vite con la tua grande personalità, con il tuo entusiasmo travolgente, con la tua incrollabile fiducia in un domani migliore e noi  nei momenti bui abbiamo sempre invocato il tuo aiuto e ci siamo comportati come avresti fatto tu….” papà diceva questo, il nonno avrebbe fatto così, il papà non avrebbe mollato….” e così abbiamo superato tante difficoltà. Ti ho sentito spesso vicino, ho avvertito segni tangibili della tua presenza e del tuo incoraggiamento e so che questo è capitato anche ai miei figli, certo a tutti noi  manca il tuo sorriso luminoso e  il tuo abbraccio rassicurante, ma sappiamo che  tu ci sei, tu non ci hai lasciato e questa certezza  vorrei che fosse una speranza per tutte le persone che perdono un loro caro. Non perdersi  mai, nemmeno dopo la morte, è una questione d’amore,  forse di intensità d’amore, perchè l’amore vero e grande è più forte di tutto.

Ciao papà, oggi ci hai visti tutti insieme a pregare per te, hai visto il  mio nipotino dirigersi con passo sicuro verso l’altare per fare le Comunione, hai ascoltato il soave canto dell’Ave Maria… noi non vogliamo perderti papà, resta con noi!

Un grande bacio da me, da tuoi nipoti e da mio marito… e una coccola da Flora.

Per te, papà!

Per te, papà!