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Riflessioni…

Che cosa ho trasmesso ai miei figli sul valore della famiglia? Me lo domando spesso davanti ai comportamenti  di indifferenza che da qualche tempo hanno verso me e mio marito.
Eppure abbiamo  sempre messo in primo piano  nella nostra famiglia   il valore dello stare insieme, della condivisione di gioie, dolori e preoccupazioni.
La realtà però è diversa, ora io e mio marito, che vecchi ancora non siamo,  ci ritroviamo  soli… forse secondo i figli  non in grado di comprendere  i loro problemi o anche, semplicemente, di far parte del loro vissuto.  Noi  ci facciamo riguardo,  stiamo attenti a parlare.. anche se la voglia di chiedere che cosa sia accaduto a questa nostra famiglia  è tanta… ma poi, che cosa dovremmo chiedere? La vicinanza ai genitori la detta il cuore e sempre il cuore suggerisce i modi per concretizzarla,  se il cuore tace non si può chiederne il motivo. All’apparenza, mio marito sembra non soffrire particolarmente di questa situazione, io invece ne sono annientata. Non me ne faccio una ragione e mi tormento. Mi sforzo di ricostruire la nostra vita di coppia e di trovare spunti per andare avanti in serenità, so che è giusto così, ma non è facile. Mi mancano  tante cose..siamo sempre stati abituati ad avere i figli intorno e con loro i loro amici, sognavo di continuare ad averli e di avere anche i nipotini, ma così non è, e io penso che ci sia una bella differenza del voler essere autonomi (scelta sacrosanta quando si è vicini o si sono superati i 40 anni) ad ignorare completamente la famiglia, magari vivendo sotto lo stesso tetto

... erano bei tempi!

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Quanto è bella nostalgia….

E’ bellissima la nostalgia…. forse quando la proviamo non ce ne rendiamo conto, ma se riflettiamo solo un pochino scopriamo che è solo amore,  un amore grande che non finisce se la persona è lontana o se ne è andata per sempre.

Viviamola quindi la nostra nostalgia come un sentimento positivo, come il ricordo struggente di qualcuno che ci è tanto caro e che si trova altrove o di qualche momento speciale della nostra vita, un attimo che vorremmo si ripetesse ma che è comuque già parte del nostro vissuto e quindi preziosissimo.

Così quando penso al passato, alla mia infanzia e a quella dei miei figli, ai magici momenti della nascita dell’amore, al giorno in cui mio padre mi accompagno all’altare e alle molte vacanze spensierate con la mia famiglia e anche con lui, la nostalgia che provo mi fa capire quanto sia stata grande la mia fortuna e quanto sia stata e sia ricca la mia vita.

Ho capito papà

Ho raccontato altre volte di come il mio papà si faccia presente nella mia vita, oggi è accaduto ancora e in modo assolutamente certo: io e mia figlia davanti ad  una vetrina con la cucciola e una anziano signore che ci si avvicina: pantaloni grigi e giacca blu trapuntanta, lo stesso tipo di abbigliamento che ultimamente mio padre indossava per uscire, una testa di capelli bianchi, una camminata incerta  e un sorriso stampato sul volto. Ci dice che le scarpe che stiamo guardando sono molto belle e poi vede la cucciola.. tende la mano per accarezzarla  e  mormora: “Ma che bello questo cane… ha una testa grande.. ma bisognerebbe tagliargli  un pochino i capelli..” e poi si allontana mettendo le mani dietro la schiena .. si dirige deciso verso un bimbo in passeggino e  fa il gesto di volerlo abbracciare, poi scompare dietro l’angolo.  Allora … i ” capelli” del mio cane erano il tormentone del mio papà, tutte le volte che la vedeva mi diceva che avrei dovuto tagliargli il ciuffo, la postura con le mani dietro la schiena nel camminare era la sua e il  fermarsi per fare le feste ad un bimbo era una costante delle sue passeggiate. Mia figlia ed io ci siamo guardate in viso e ci si è stretto il cuore, la voglia di rincorrere quel signore era tanta, ma lui non era il mio papà. Sono certa però che questo incontro non è stato casuale. No non lo è stato.

una passeggiata

una passeggiata

Un ricordo struggente

Tre anni fa se ne andava per sempre la nostra Rhoda, una meravigliosa compagna di vita. Il suo ricordo è sempre con noi, non passa giorno che in un discorso o in un altro il suo nome non venga pronunciato e sempre con  una punta di rimpianto. Devo tanta gratitudine alla mia cagnolona per la sua  presenza rassicurante accanto al mio papà, per avergli strappato qualche risata per averci accompagnato in mille passeggiate… e le devo anche tanti momenti di pura felicità, ricordi indelebili di vacanze  in montagna nei boschi che  amava tanto,  sulle spiagge deserte in primavera dove faceva corse sfrenate e nel quotidiano essere accanto a noi con la sua innata gioia di vivere.  Sono stati nove anni indimenticabili pieni di lei. Era arrivata nella nostra famiglia a due mesi ed è stata sempre la nostra ombra fino a quella mattina del 17 dicembre 2005, quando abbiamo dovuto prendere la decisione più terribile di tutta la nostra vita,  quella di farla addormentare. Ricordo che era una spledida giornata di sole con un vento fortissimo e andando dal veterinario  ho pensato che quel vento ce l’avrebbe portata via….Di lei ci sono rimaste le ceneri e ogni tanto passando davanti al cofanetto che le contiene  ci scappa una carezza.

La mia ombra accanto a lei...

La mia ombra accanto a lei...

“Cara dolcissima Rhoda,  ti pensiamo felice accanto al nonno,  insieme avrete mille luoghi da esplorare,  entrambi veglierete su di noi e a Natale vi farete buona compagnia”.

Un bacio grande sul tuo musone!

La tua famiglia!

Saper cogliere i segnali

Accade sempre che quando vengo presa da una forte nostalgia per il mio papà, lui si faccia presente in qualche modo per farmi capire che mi è vicino: può essere una lettera che lo riguarda, o una telefonata di qualche suo amico, o, come è accaduto ieri, una inaspettata email da  una sconosciuta che avendo visto il mio cognome e la mia foto in rete mi scriveva così: “volevo dirle che ho conosciuto il suo papà e ne conservo  un ricordo molto bello, delicato. Ricordo una voce pacata, serena. Un uomo dell’aspetto fiero, elegante e bello (possiamo darci del tu?) Tu gli somigli.. ti abbraccio”.. Naturalmente mi sono commossa moltissimo, poi ho ricordato chi era la persona che mi aveva rintracciato, le avevo parlato al telefono qualche volta su incarico del mio papà. Queste sono cose che mi infondono una grande serenità d’animo, che fanno svanire  quella solitudine profonda che ogni tanto mi prende. E’ proprio vero che nulla accade per caso, occorre solo avere la capacità di cogliere i segnali, di ascoltare il cuore.

Grazie papà.

Una vacanza indimenticabile

Riodinando  i miei cassetti pieni di cose ormai inutili ho fatto una scoperta bellssima, mi sono trovata tra le mani una foto che mi ritrae con il mio papà in una delle nostre ultime vacanze sulle dolomiti. Siamo seduti ad un tavolaccio di legno della Malga Huber  in attesa della consumazione; entrambi sorridenti guardiamo verso mio marito che era il fotografo di turno, dietro di noi  si stagliano verso un cielo bellissimo, le Vedrette di Ries, montagne alte ed innevate. Ricordo perfettamente che sia io che il mio papà gustammo con gran piacere un gelato con i lamponi caldi e apprezzammo molto quel momento di serenità. Fu una vacanza indimenticabile, tutti insieme in una grande casa a Valdaora in Val Pusteria, davanti al nostro lungo terrazzo di legno c’erano campi di grano a perdita d’occhio contornati da boschi di conifere dai larghi sentieri. Quante passeggiate facemmo quell’anno, il mio papà si divertiva a raccogliere la cicoria nei prati e poi mi aiutava a separarla dall’erba, nei boschi erano i funghi ad attirare la nostra attenzione, cercando qua e là camminavamo per ore senza mia stancarci. Che bei ricordi, ancora più struggenti oggi che il mio papà non c’è più.

Dedico questa cartolina virtuale al mio papà, lui amava tanto questo luogo e ha desiderato tornarci fino all’ultimo istante….. un bacio papà!

Quel vento d’autunno

Lo abbiamo aspettato tutta l’estate ed ora è arrivato il vento che spazza il cielo e  ti regala sensazioni magiche.  Oggi è una bella giornata di sole, un po’ fredda forse, ma limpida. Anche da Milano si vedono le cime innevate e mi viene  una gran voglia di andarle a toccare quelle montagne. Le foglie  un po’ gialle e un po’ rosse, si lasciano cullare dal vento e raggiungono il suolo per colorarlo di mille sfumature. Le castagne d’india  tra il fogliame raccontano leggende antiche … “raccogliene una e mettila in tasca, porta fortuna” mi diceva il mio papà quando, in questa stagione, facevano le nostre  lunghe passeggiate nel parco. Mi sembra di sentire la sua voce  rassicurante mentre  cammino pensierosa sotto gli ippocastani  in questa bella giornata d’autunno. Mi chino, prendo una castagna, poi un’altra e un’altra ancora..  me la metto in tasca e vengo sommersa dalla nostalgia per una stagione passata della mia vita, per un papà di cui avrei ancora tanto bisogno. Guardo istintivamente verso il cielo e mi rassereno.  Si, la castagna mi porterà fortuna.

...ti porta fortuna..

"...ti porterà fortuna.."