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Quel “Generale” della mia nonna

Per imparzialità e anche perchè sento già che mi rimprovera devo scrivere anche della mia nonna paterna. Una donna di ferro, che ha lottato per tutta la vita e che ha cresciuto il mio papà da sola e che dopo aver cresciuto lui, ha cresciuto me. E’ sempre stata il punto fermo nella mia vita di bambina  e di adolescente un po’ malinconica, per me lei c’era sempre, mi accompagnava a scuola, parlava con la maestra, c’era solo lei alla mia prima Comunione e c’era ancora lei al mitico concerto di Paul Anka a Milano, aveva accettato di accompagnarmi perchè potessi avere il permesso di mio padre.  Le devo la mia formazione un po’ asburgica ( la sua mamma era austriaca),  il mio senso del dovere e l’intransigenza  che ho anche con me stessa. Non so cosa avrei fatto se lei non ci fosse stata. Il suo rapporto con mia madre era difficile, le liti si sprecavano, ogni tanto minacciava di andarsene e io venivo colta dal panico e tante, tante volte sono stata colta dalla paura di perderla. L’ho persa veramente quando aveva 86 anni, ma lei  ha fatto in tempo a vedere i miei figli a giocare alle carte con loro, a fare con loro il primo giro in metropolitana. Era in gamba la mia nonna, una vera lottatrice che però si commuoveva ascoltando un valzer o la romanza di un’opera, mi diceva che  le ricordavano la sua giovinezza e la sua Verona … Anch’io amo i valzer, le romanze delle opere e anche Verona e mi dicono che abbiamo preso molto da lei.

Ciao Nonna, grazie di tutto, anche di essere stata severa perchè io sono contenta di essere come sono.

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