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Ritorno al passato

Dopo molto tempo ritorno sulle pagine di questo blog. Amo questo luogo virtuale, qui ho trovato tante amicizie, tante persone che mi hanno confortato e aiutato nei momenti peggiori della mia vita, sono affezionata a tutti voi e penso che ritornerò a scriverci.

Voi come state? Spero bene, almeno con il cuore. Il mio di cuore sta un po’ meglio, i dolori si sono un po’ ridimensionati anche se a volte tornano prepotentemente ad affacciarsi nella mia mente.

I rapporti con la mia famiglia sono solo apparentemente più facili, in realtà tante cose non sono state chiarite e penso che non lo saranno mai, c’è un apparente accantonamento dei problemi, forse portarli alla luce fa troppo male.

Spesso mi sento sola… è proprio vero che si rimane sempre figli anche quando i nostri figli ci chiedono di essere solo genitori!

Mio marito ed io, dallo scorso anno, cerchiamo di ricrearci una nuova realtà quotidiana, i genitori non ci sono più e i figli sono fuori casa e noi ricominciamo come abbiamo fatto tante volte durante il nostro matrimonio. 

I miei progetti sono legati allo scrivere, ho due libri in cantiere, entrambi difficili, presto ve ne parlerò, ora mi piacerebbe sapere di voi…..

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Lacrime

Ieri la cara ragazza che ha fatto da badante al mio papà è volata in cielo e ha portato con se la bimba che aspettava e che avrebbe dovuto nascere proprio in questi giorni. Non ho notizie precise su quanto è accaduto, lei si era trasferita in Romania, lavorava con il marito e dalle ultime notizie avute la gravidanza andava bene e lei, dopo tanti anni, era  finalmente felice.
V. Aveva avuto una vita tormentata, era stata lasciata dal primo marito che si era preso i tre figli, era venuta in Italia e aveva lavorato sodo per aiutare i suoi genitori a costruirsi una casa in Ucraina,  il suo cammino si era incrociato con il mio, ma soprattutto con quello difficile del mio papà in una giornata di settembre del 2006. Devo a lei e alla sua generosità se  mio padre ha potuto vivere i suoi ultimi sette mesi di vita a casa sua. Gli si era dedicata con tutto l’amore possibile e lui la ricambiava di pari affetto, riusciva a farle delle carezze e a sorriderle con gli occhi. Il rapporto con lei non si era interrotto con la morte di papà, aveva l’età dei miei figli e mi sentivo di doverla aiutarla.
Per tre anni si era presentata alla messa in memoria di papà, mi diceva che “nonno”  le era rimasto nel cuore proprio come lei è rimasta nel cuore a noi.
Recentemente si era risposata e la sua figliola più grande era ritornata a vivere con lei, le pareva di toccare il cielo con un dito… e poi l’arrivo della nuova bambina. Forse aveva creduto di poter ritornare a vivere normalmente, aveva sperato in un po’ di felicità, pensava che per una volta il destino si fosse dimenticato di lei.
Non è stato così purtroppo, il suo cuore non ce l’ha fatta proprio quando stava per mettere al mondo la sua bambina e lei se ne è andata portando con se la sua piccolina per essere meno sola.

“Cara V. ti ringrazio per tutto, per il bene che hai fatto al mio papà, per  la tua vicinanza, per il tuo volerci bene, per la tua gentilezza d’animo, per la tua generosità senza fine, ti abbiamo accolto nelle nostra famiglia senza riserve e ora  ti  piangiamo come la più cara delle persone. 

Buon viaggio piccola, si dice che quando muore una persona giovane è perchè è benvoluta da Dio, per te è certamente così. Ti voglio bene!

La mia mamma


La mia mamma se ne è andata questa mattina. Sono riuscita a salire da lei e a chiuderle gli occhi, l’ho abbracciata forte e le ho detto  che le volevo bene.. poi l’ambulanza e le solite procedure che fanno di un transito verso un’altra vita una grande complicazione burocratica.

Io e lei, da qualche anno non avevamo un buon rapporto, ultimamente ero riuscita a superare il ricordo di tante cose che mi impedivano di riavvicinarmi e lo aveva fatto anche lei. Qualche giorno fa mi aveva chiamato per regalarmi la medaglia d’oro che era di mio padre, il premio di tanti anni di lavoro. Ero rimasta stupita, non sapevo nemmeno che quella medaglia esistesse, lei mi aveva detto: “lo faccio perchè non durerò in eterno”… e io avevo avuto un brutto presentimento.

Mercoledì scorso era caduta in casa, aveva passato una notte in ospedale per accertamenti e giovedì mattina mi aveva stranamente telefonato, una telefonata tenera piena di affetto fatta dalla sua stanza di ospedale nell’attesa di essere dimessa. Avevo avuto un brivido, non era il suo solito atteggiamento e ne avevo anche parlato con mia figlia e mio marito.

Ieri sono salita per salutarla, era spaventata, un po’ confusa e piena di lividi, l’ho rassicurata e l’ho lasciata serena… fino a questa mattina.

Dicono che la morte colga all’improvviso, non è così.

Ciao mamma, ti voglio bene!

Odio

Perchè mi odi tanto? Perchè hai tutto questo rancore nei miei confronti? Che cos’è.. invidia, insicurezza o che altro? Oggi mi sono venute in mente alcune tue frasi, i tempi erano altri, ma forse adesso, dopo l’uragano che ci ha travolti tutti, acquistano un peso che allora non avevo saputo dare: “...sono sempre di serie B..“, “... si fidano solo di te...”, “.. che palle con questa  tua famiglia...”  e poi tutte quelle ricorrenze  che disertavi con le scuse più banali e l’affannoso ribadire che tu dovevi pensare prima a te stessa;  ad ogni mia richiesta di aiuto la litania era sempre quella, “.. non posso,  devo lavorare, ho delle priorità ….” Eppure il problema di cui ti parlavo era anche tuo, doveva essere anche tuo.  Le spalle grosse della famiglia però  erano da sempre le mie e su queste spalle ci sono saliti tutti, anche tu.  Nessuno ha mai saputo  quanto mi costava  essere come volevano che fossi.. un problema che mi portavo fin da bambina, quando per farmi amare da mia madre avrei fatto di tutto, ma ora è tutto chiaro , ora ho capito che   si appoggiavano tutti su di me per lasciare te, la piccola di casa, libera di fare la tua vita. Quando la situazione si è fatta insostenibile e  la mia famiglia ha rischiato di esserne travolta,  ho “osato” metterti davanti alle tue responsabilità e la tua reazione scomposta non si è fatta attendere, la tua frase di allora era stata agghiacciante  “..investirò sulla persona più sana, quella che è stufa di vivere con  un demente…” , non la dimenticherò più.

Poi hai  fatto  seguire i fatti ed è stata la fine di tutto.  Ma la domanda è sempre la stessa, io che cosa ti ho fatto? Mi odi perchè hai dovuto decidere tu per una volta… o perchè la  decisione che hai preso  ha avuto conseguenze terribili? Mi odi perchè  hai scoperto che le cose sono andate come avevo previsto o per il  rimorso che provi?  Non mi hai più rivolto la parola dopo che la morte ha bussato alla nostra porta, in Chiesa davanti alla bara eravamo su due panche diverse, il mio volto rigato dalle lacrime  e il tuo asciutto, come  indifferente  e poi …

..e poi basta, con quella morte è finito tutto… parentele, rapporti, ricordi.. tutto cancellato da te e da chi ti ha dato credito.  A volte il rimorso gioca brutti scherzi, si preferisce rompere i rapporti  per fingere che nulla sia accaduto…e ora, dopo tre anni, l’odio e la negazione  ti sono compagni di vita e a me restano tante domande  senza risposta.

rimorso

Se mio padre fosse qui..

Se mio padre fosse qui oggi avrebbe 89 anni, se fosse qui non ci sarebbe traccia della malattia, se fosse qui sarebbe un bel vecchio dagli occhi azzurri e dai capelli color neve e io preparerei per lui un delizioso pranzetto, comprerei dei cannoncini e la coca cola, lui ne andava matto…, se fosse qui gli starei accanto con tanto affetto e, proprio come si fa con i bambini, soddisferei ogni suo desiderio, se fosse qui la mia vita sarebbe  più bella perchè oggi potrei abbracciarlo.. ma lui non è più in questo nostro  mondo bello e brutto allo stesso tempo, lui è da un’ altra parte, è libero dal dolore e dalla malattia e forse in questo 5 aprile ricorda come ricordo io e allora….. “ciao papà, benedetto questo giorno che ti ha permesso di iniziare la tua avventura terrena… brindiamo a distanza… in alto i calici,  ti voglio bene!”

dedicati ad al mio papà straordinario

Un ricordo particolare per Mike

Non ho ancora scritto nulla sulla scomparsa del grande Mike Bongiorno. In realtà l’avrei voluto fare da tempo ma ho preferito aspettare che fosse passata l’ondata di emozione che ha accompagnato la sua fine. Ho appreso la notizia della sua morte da una mia cara amica di passaggio a Milano che ha ricevuto un messaggio sul cellulare dalla figlia. Ci siamo guardate in faccia attonite e un po’ incredule, abbiamo cercato di saperne di più e poi una volta a casa mia, abbiamo avuto la conferma della triste notizia.
Credo che nessuno di noi credesse che Mike avrebbe potuto lasciarci, ha accompagnato da sempre lo scorrere della nostra vita e saperlo pronto ad irrompere sul teleschermo era in fondo una certezza.
Era una gran brava persona Mike, un uomo a modo, rappresentava i valori in cui tutti noi crediamo e che ogni giorno la “nuova televisione” calpesta. Basta questo per giustificare il grande dolore che moltissimi italiani hanno provato, era uno di famiglia e quando se ne va uno di famiglia si soffre e non lo si dimentica.
Grazie Mike, ci mancherai tanto!

Cambiamenti

Nella vita ci sono cose che ti cerchi e altre che ti vengono a cercare. Non le hai scelte e nemmeno le vorresti, ma arrivano e dopo non sei più uguale. A quel punto le soluzioni sono due: o scappi cercando di lasciartele alle spalle o ti fermi e le affronti. Qualsiasi soluzione tu scelga ti cambia, e tu hai solo la possibilità di scegliere se in bene o in male. La malattia del mio papà, la sua morte e i fatti che hanno accompagnato quel periodo terribile mi hanno costretto a ricostruirmi come persona, ho perso tutto e dal niente ho dovuto riprendere la mia esistenza. In quei momenti così gravi le verità emergono con prepotenza, scopri la sincerità o la falsità degli affetti e sei costretta a fare scelte che mai prima di allora avresti pensato di dover fare. E  da tutto questo non si può tornare indietro perchè la persona di prima non esiste più, non esiste più il tuo vecchio mondo rassicurante e tutto ciò che davi per scontato. La persona che sono ora è più consapevole di se, pone dei limiti alla sua disponibilità verso gli altri e si vuole un po’ più bene. Credo che questa persona dopo aver attraversato l’inferno e aver incontrato una fede più adulta non abbia più paura di vivere e nemmeno di morire.