Archivio tag | milano

I tre giorni della merla tra leggenda e verità

I tre giorni della merla, così sono conosciuti gli ultimi tre giorni di gennaio. La voce popolare vuole che quei tre giorni siano i più freddi dell’inverno. È una vecchia leggenda che ci racconta il perché. Una volta, molto, molto tempo fa, i merli erano bianchi. Un’allegra famigliola di questi simpatici pennuti, all’arrivo dell’inverno aveva deciso di lasciare la campagna per stabilirsi sul grande albero di un cortile in zona Porta Nuova a Milano. Mamma e papà merlo si occupavano dei loro tre piccoli merlotti al meglio, andando a recuperare bacche o briciole di pane gentilmente offerte dai bambini del palazzo, che lasciavano queste gradite sorprese agli amici merli sui davanzali delle loro finestre. Con l’arrivo della parte centrale dell’inverno, per sopportare meglio il freddo, la famiglia dei merli si era trasferita a vivere sotto una grondaia, da cui papà merlo spiegava le sue ali bianche per planare verso il cortile alla ricerca del cibo. A metà gennaio l’inverno sembrava aver mollato la sua presa e timidi giorni di sole cominciarono a riscaldare l’aria. I merli intonavano felici canzoni per annunciare l’arrivo imminente della primavera. NEVICATA – Ma gennaio è un mese cattivo e il 29 il sole abbandonò Milano, sostituito da una pesante coltre di nubi che presto si trasformò in una copiosa nevicata. La neve cadeva sempre più pressante e i merli non riuscivano più a trovare cibo per i loro piccoli. I davanzali su cui i bambini lasciavano le briciole erano ricoperti di neve. La stessa neve ricopriva anche il terreno. Uno strato così spesso che i poveri merli non riuscivano a scavare per cercare da mangiare. I piccoli merlotti pigolavano disperati alla ricerca di cibo e papà merlo fu costretto a lasciare la grondaia per andare a cercare da mangiare più lontano. Là dove l’inverno finisce, così disse. E lanciandosi in mezzo alla tormenta volò via. Il freddo intanto peggiorava. I fiocchi vorticavano impazziti trasportati da un vento gelido investendo il nido e i suoi infreddoliti occupanti. Tanto che mamma merla fu costretta a prendere una decisione. Dovevano andarsene da lì o sarebbero morti di freddo. NEL CAMINO – Poco più in alto, sul tetto, si trovava il camino della casa da cui, a ogni ora del giorno e della notte, usciva un denso e caldo fumo nero. Mamma merla volò fin là e trovò un piccolo anfratto, riparato dal vento e annerito dalla fuliggine dove i suoi piccoli avrebbero potuto avere un bel calduccio per tutto il giorno. I giorni di gelo e neve passarono e con il ritorno del sole tornò anche papà merlo con un ramoscello di succose bacche stretto nel becco. Atterrò sulla grondaia ma non trovò la sua famiglia. Poi gli si fece incontro un pennuto del tutto simile a lui ma completamente nero. A stento riconobbe la sua compagna che gli spiegò l’accaduto e lo invitò a prendere posto all’interno del camino. La famigliola di merli trascorse nel camino il resto dell’inverno e questo ci spiega perché da allora i merli sono neri, tranne il becco del maschio (quello della femmina è nero come il resto del corpo), che è rimasto giallo perché tra la fuliggine del camino lui ci restò per meno tempo. E ci spiega anche perché i tre giorni della merla sono i più freddi dell’inverno. MATRIMONIO – Sempre a Milano si raccontano anche altre leggende sui tre giorni più freddi dell’anno. Una parla di una giovane, che di cognome faceva Merla, innamorata del cugino. Il loro amore era separato dal Po, che scorreva tra le loro due abitazioni, e da una dispensa papale che stavano aspettando per avere l’autorizzazione a sposarsi. Sul finire di gennaio quella dispensa arrivò e i giovani organizzarono una bella festa con parenti e amici per il 29 gennaio. Faceva molto freddo quel giorno, tanto freddo che il Po si era completamente ghiacciato. Ma i giovani non annullarono il loro matrimonio, anzi, il fiume ghiacciato agevolava Merla e i suoi parenti che potevano risparmiarsi il lungo giro per raggiungere il ponte e passare il fiume, attraversandolo invece proprio sotto casa. La festa per il matrimonio si protrasse per tre giorni e tre notti in cui sposi e invitati si divertirono nonostante il freddo pungente. Al termine i due giovani caricarono i regali su un carretto e si accinsero a riattraversare il Po per recarsi nella loro nuova casa che si trovava sull’altra sponda. Il marito prese il cavallo per la cavezza e guidò il carro con la giovane sullo strato di ghiaccio. Ma dopo quei tre giorni di freddo intenso, con l’arrivo di febbraio, la temperatura si era rialzata improvvisamente e il ghiaccio era diventato cedevole. Il peso del carro lo fece schiantare di colpo e la giovane fu risucchiata dalle acque del Po e scomparve per sempre. Il marito si salvò a stento, solo per morire a fine estate consumato dal dolore.

Il primo giorno dell’anno

Questa mattina Milano era imbronciata, la neve che ieri sera aveva imbiancato nuovamente la città,  si era quasi dissolta ma il freddo era pungente. Come da tradizione noi siamo andati in Galleria per il gesto scaramantico da compiere ai danni del toro in mosaico che decora la pavimentazione, la gente era infreddolita ma davanti all’effige c’era una discreta coda.. tre giri sul tacco della scarpa e via verso il nuovo anno. Dai bar aperti l’aroma del caffè inondava l’aria e noi proprio di  un caffè avevamo bisogno. Flora non ama la Galleria,  tutte le volte che ci andiamo lei si scatena, salta addosso a mia figlia, le mordicchia le braccia scatenando l’ilarità dei passanti. Questa mattina non è andata diversamente…. per fortuna nel bar abbiamo incontrato Brian, uno schnauzer medio, molto affettuoso, che si è lanciato su di lei e ha avuto il potere di calmarla, giusto il tempo di bere il caffè e di scattare una foto in Piazza Duomo e poi, quando tutto sembrava tranquillo, lo scoppio di due botti ha riaperto le danze.  Peccato perchè avrei voluto andare a Palazzo Marino ad ascoltare le bande dei vari rioni cittadini, anche questa è  una tradizione che amo moltissimo e che si ripete ogni anno alla presenza del Sindaco della città. Siamo ritornati nel parco vicino a casa e finalmente la piccola si è potuta scatenare con il suo amico Chicco in una estenunate gara di corsa e lotta libera, un gioco che a lei adora. Ci siamo trattenuti un po’, quattro chiacchiere con gli auguri di rito con i padroni di cani  hanno contribuito a rallegrare la giornata. A casa era tutto pronto per un pranzetto con i fiocchi: cotechino e lenticchie con un vinello da favola. E’ stata una giornata piacevole e serena.

Ecco qui sotto il magico incontro di Flora

Buon Anno da schnauzer

Buon Anno da schnauzer

Riflessioni in una giornata uggiosa

Oggi è così a Milano. Una leggera pioggerellina cade sulla città  e tutto sembra più pulito. Non abbiamo rinunciato alla nostra passeggiata nel Parco, Floretta ne ha diritto e fa  un gran bene anche a me e mio marito. I viali bianchi disegnano percorsi diversi trai i prati e gli alberi, ma raggiungono tutti il piazzale retrostante il Castello Sforzesco. Di solito siamo attorniati da gente che traversa il Parco in bicicletta per raggiungere il centro città, da cani e padroni che passeggiano a gruppi, da studenti in libera uscita che giocano a pallacanestro e qualche volta anche de coppie cinesi appena sposate  che con l’abito da cerimonia si fanno scattare foto dagli amici, ma oggi i padroni indiscussi del Parco siamo stati noi. Abbiamo percorso i soliti viali, Floretta ne preferisce alcuni e si impunta se non imbocchiamo proprio quelli, siamo arrivati al Castello e poi abbiamo fatto il percorso a ritroso passando dal laghetto senza incontrare nessuno. Abbiamo attraversato prati coperti di foglie, ammirato i colori autunnali e  le aiuole che regalano ancora qualche fiore.  Le anatre  erano tutte in acqua come se volessero godersela  anche loro questa giornata silenziosa. Non avevo mai notato che l’anatra femmina, di colore marrone, ha sotto l’ala una striscia di piume di un blu intenso, è bella anche lei .. non come il maschio, ma è bella.

Per  un’ora siamo stati  in un paradiso di tranquillità con la sola compagnia della natura e con la possibilità di chiacchierare indisturbati, di ricordare che in un giorno come questo, tanti anni fa, eravamo agitatissimi perchè il giorno dopo ci saremmo sposati. Anche allora il Parco era  una delle nostre mete preferite, ci arrivavamo in autobus dal lavoro e lo attraversavamo per prenderci un po’ di tempo per noi. La stessa cosa l’abbiamo fatta anche oggi ed è stato bellissimo poter godere della reciproca compagnia e poterci dire che non avremmo voluto cambiare nulla di quello che avevamo vissuto insieme. Flora  ha capito che eravamo immersi nei nostri ricordi ed è stata proprio brava e la pioggerellina ha perfino smesso di cadere…

passeggiando al Parco Sempione

passeggiando al Parco Sempione

Annuncio per amici di cani e gatti

Per chi ama cani e gatti ed è a Milano:

Domani 16 ottobre alle ore 18 alla Biblioteca del Parco Sempione, nell’ambito dell’iniziative del Comune di Milano Incontri in Biblioteca, verrà presentato il libro “DAL PROFONDO DEL CUORE” storie di cani e gatti di casa. Il libro nasce dalla cooperazione di 3o autori che aderendo ad una iniziativa di Cyberdogs Magazine hanno scritto dei loro animali. Nel libro troverete storie allegre e commoventi, poesie delicate  e pensieri semplici, tutti  espressioni di grande affetto autentiche  e sentite, che dimostrano il ruolo importante che gli animali di casa svolgono in una famiglia.

Il ricavato della vendita del libro verrà devoluto alla Signora ADA BATTAGLIA, una persona di 85 anni che da 50 si occupa di aiutare cani e gatti in difficoltà.

Partecipate a questo incontro e comperate il libro, potrete dare una mano anche voi.

Per avere notizie complete sull’iniziativa cliccate qui

Per comperare il libro on line cliccate qui

Pazza idea…

Da qualche mese sento il bisogno di cambiare casa… i motivi sono tanti, principalmente legati al mio disagio interiore per la vicinanza con persone che non voglio più  incontrare e ai troppi ricordi dolorosi che mi circondano.  Il disagio è condiviso, probabilmente in modo minore, dai miei familiari, che non sembrano proprio entusiasti di fare questo passo.  Certo il  progetto non è di facile soluzione. Noi abitiamo in una zona verde e questo fa bene a noi e anche a Floretta, quindi la ricerca della nuova abitazione non potrà non tenerne conto. Potremmo pensare di prenderci una bella villetta fuori Milano, ma c’è una sola cittadina che merita la nostra  attenzione, ed è Arese. Ma noi che siamo milanesi doc  potremo  sopportare di staccarci dalla  nostra città ?  Lo scorso anno avevamo trovato  un bell’appartamento a Saronno, ebbene, mio marito dopo  una notte popolata da incubi, decise che sarebbe stato meglio non farne nulla. Potremmo trovare casa accanto al Parco Sempione, le case sono belle, quasi tutte d’epoca, i soffitti alti, gli stucchi… ma per un appartamento di quattro locali chiedono cifre spropositate.

Potremmo… forse… magari… fuori Milano.. zona verde… ecco, sono queste le parole che mi frullano per la testa e che probabilmente mi faranno accantonare la pazza idea di cambiare casa, a meno che, qualcuno ci metta lo zampino e allora, magari davanti ad una bella villetta con il giardino e il camino  potrebbero anche cadere le resistenze dei milanesi doc.

...... carina, chissà se ha il camino?

...... carina, chissà se ha il camino?

Dai.. dai, vieni via con me..

Ormai siamo prossimi alla partenza per la nostra agognata settimana di vacanza, ma c’è chi, latin lover fino all’ultimo pelo,  non demorde e nonostante il disagio per la calura, ci prova sempre. La sua preda è la nostra cagnolona, che per la verità, non disdegna le avances del piccolo nero… eccoli qui: lei languidamente accucciata su un orrido marciapiede cittadino e lui tutto proteso a sussurrarle qualche parolina all’orecchio…

dai..dai, vieni via con me

dai..dai, vieni via con me

Sono tanto teneri… lei grande e grossa e lui piccolo e minuto ma tutto pepe e se son rose fioriranno.

40 gradi all’ombra..

Quando al mattino apro le finestre, metto il naso fuori e vengo investita da un’ondata di caldo africano, vale a dire che alle 7 fa più caldo in casa che fuori, la giornata non promette nulla di buono. Oggi abbiamo toccato i 40 gradi e l’afa l’ha fatta da padrona. La sensazione di appicicaticcio che ti porti dietro è veramente fastidiosa, entri ed esci dagli ambienti condizionati e ti rischi pure un malanno, ma chi se ne importa, meglio dentro che fuori. Ti ritrovi a portare a spasso la cagnolona grondante di sudore e lei, incurante della calura, ti saltella davanti per avere la pallina con cui giocare.. ho scoperto che non si sa controllare, che se non sono io che la blocco lei continuerebbe a correre fino allo sfinimento e con questo caldo rischia grosso. Lo spruzzino aiuta un po’, ogni tanto mette le zampe nella fontana e la testa sotto il getto,  ma credo stia meglio a casa con il condizionatore acceso.

Non voglio sbilanciarmi troppo, ma sono le 22.19 e sento in  lontananza dei tuoi…. dai che facciamo il bis con il temporale di due sere fà! MA QUESTA VOLTA L’ACQUA ME LA VOGLIO PRENDERE TUTTA. GIURO.