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Binario 21: una occasione da non perdere

A Milano verrà edificato il Museo della Shoah, sorgerà accanto al famigerato binario 21 che si trova nei sotterrani della Stazione Centrale, da quel binario nascosto partirono i convogli che portarono uomini e donne nei campi di sterminio nazisti. Da quel binario sono partiti ebrei, prigionieri politici, militari, persone senza colore politico e  tutti  con una sola destinazione: i Campi di Concentramento tedeschi. Se è così, ed è così, c’è già un  problema  che grava sulla realizzazione di questo museo e non è di poco conto: è assolutamente riduttivo chiamarlo Museo della Shoah, questo edificio dovrà portare il nome di Museo della Deportazione e dovrà essere un luogo di ricordo, di approfondimento, di informazione per tutti e non solo per chi è  ebreo.  Mi sembra incredibile che ci siano discriminazioni di religione, di appartenenza politica, di status sociale nei confronti di uomini e donne che sono stati trattati TUTTI come carne da macello, che hanno patito le pene dell’inferno e se hanno avuto la fortuna di tornare a casa, hanno avuto la loro vita segnata per sempre. Le istituzioni italiane e in questo caso il Comune, la Provincia e la Regione hanno il dovere di ricordare e onorare tutti i deportati scrivendo su  quel muro, che ora vogliono solo per i deportati ebrei, il nome di tutti coloro che sono partiti da quel maledetto binario. Solo così il ricordo sarà  un grande momento di incontro delle sofferenze di tutti, senza alcuna discriminazione.

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Il prezzo della libertà

Vi segnalo un libro che tutti dovrebbero leggere, si tratta di “Deportato I57633 Voglia di non morire” e racconta della prigionia di un ragazzo di 23 anni nei campi di sterminio di nazisti.

Le vicissitudini di quel giovane uomo, la sua fede incrollabile e l’amore per la sua famiglia che poi lo riporterà a casa, sono narrate con il supporto di molte foto d’epoca molto pregevoli.

Credo che testimonianze  come questa

servano a vigilare sul bene prezioso della libertà e a non dimenticare mai che tanti giovani hanno combattuto e lottato perchè noi oggi si potesse goderne.

copertinadeportato

Cliccando sul libro potrete acquistarlo.

Esiste anche una versione inglese:

Displaced Person I57633 Desire not to die

A displaced person to Mauthausen and Gusen and his persevering struggle for the life

Il ricavato della vendita è stato destinato dall’autrice all’ANED, Associazione Nazionale Deportati