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Feste e malinconia

Dicono che le Feste Natalizie portino con se tanta depressione e credo sia vero.

Io stessa se da un lato vorrei lasciarmi prendere dalla frenesia dei preparativi: gli addobbi, i regali, l’atmosfera magica della città, gli incontri con gli amici e lo scambio dei regali, dall’altro vorrei addormentarmi e svegliarmi il 6 di gennaio.

La verità è che ho dei ricordi molto penosi legati a queste feste, la verità è che da quanto il mio papà se ne è andato è rimasta una sola famiglia, la mia… formata da 6 persone più il cane e basta. Certo sono fortunata, c’è chi la famiglia non ce l’ha nemmeno, ma il mio pensiero corre alle belle riunioni conviviali, all’allegria di mio padre, alla sua capacità di catalizzare tutti attorno a se e di “usarmi” come riferimento per ogni festa…. la mia casa era sempre a disposizione e lui lo sapeva.

Non ho la stessa capacità di mio padre di attirare le persone, sono sempre frenata per la paura di disturbare, questo purtroppo fa parte del mio carattere e della mia infanzia senza sicurezze… a volte non invito nemmeno per timore che la risposta sia un “… scusa, ma non posso….”  Penso sempre che chi desidera passare le feste con noi può farsi avanti, ma anche questo è sbagliato.. credo che a tutti faccia piacere essere invitati..

Insomma sono un po’ complicata e cambiare è difficile ma ci si può provare.

Pensieri di pioggia

Questa domenica  piena d’acqua  mi è pesata, questa interminabile domenica battuta dal vento e dalla pioggia  sembra non avere più fine. La mia cucciolona è triste, si aggira per casa e ogni tanto mi porta la palla.. è incredula,  i suoi  occhioni sembrano chiedermi : “ma oggi non posso fare le solite corse?” poi si accuccia accanto a me e mi mette il muso in grembo, rassegnata.  Siamo usciti per una passeggiata breve, troppo breve per lei e per noi e poi  lo stato d’animo non è dei migliori. Ho addosso tanta malinconia, mi mancano le riunioni famigliari, il vociare dei miei figli,  il mio papà che arriva come un ciclone e mi propone sempre di fare qualche cosa… ma la porta rimane chiusa e tutta questa  pioggia non fa che aumentare la mia solitudine, mi fa sentire isolata dal mondo.

E pensare che io la amo la pioggia,  ho sempre pensato  che con il suo incessante cadere lavi tutte le brutture del mondo.. mi piacciono i temporali improvvisi, quando gli scrosci d’acqua  colgono di sopresa,  mi è capitato qualche volta di essere investita da un acquazzone e di morire dalle risate nella corsa affannosa per trovare riparo, ma oggi è diverso, oggi mi fa male il cuore e il silenzio che mi circonda è diventato assordante.

 

Pioggia

Pioggia

Giornate da vivere

Di solito si vede dal mattino se la giornata sarà buona o no e questa mattina ho capito che la mia non lo sarebbe stata. Due o tre cose andate storte appena messi i piedi giù dal letto  ed ecco che il persorso è subito in salita  e poi ti vengono in mente tante cose e  arrivano gli attacchi di malinconia e  i vuoti della tua vita e allora ti manca il respiro. Fuori fa un freddo cane e c’è una neve sporca e ghiacciata ma  io e mio marito dobbiamo uscire,  anche lui non è di buon umore, deve tenere al guinzaglio la cucciola che tira come  una dannata e che aumenta le possibilità di un bel volo sul ghiaccio. Speriamo entrambi che un bel cappuccio ci tiri su di morale: è caldo, con cacao e con un disegnino carino, ma non basta. Flora abbaia ad un palloncino a forma di cane, è ferocissima, non ha capito di che si tratta, il pelo sulla schiena diventa ritto e il suo ringhio impressionante,  ci alziamo e usciamo dal bar trascindandola e finalmente si calma, ma il nostro cappuccio ci è andato di traverso.  Sbrighiamo qualche commissione e ritorniamo nel nostro quartiere. Raggiungiamo il  parchetto dietro casa, li la neve è bianca e altissima, c’è un piccolo vialetto fatto dai padroni di cani con il loro passare e ripassare, ma è tutto gelato. Lasciamo la cucciola libera e lei ci salta davanti come un capretto, ci sbatte i denti, vuole la palla … e palla sia. Un pallido sole finalmente ci riscalda e i cristalli di neve sotto i nostri piedi sono bellissimi, Flora corre,  ci gira intorno come  una trottola e finalmente ci strappa un sorriso e poi una sana risata: pianta tutto il muso  nella neve alla ricerca della palla  e dimena  il sedere per aria come se avesse trovato una preda, è buffissima. Ora va meglio, ma apro il computer e trovo il mio gruppo su FB devastato da insulti pieni di odio,  devo decidere di censurare e mi dispiace, ripulisco tutto e penso che la gente è veramente cattiva… E io che avevo sperato che l’arrivo della Cometa di Lulin fosse di buon auspicio… ma forse la cometa non c’entra nulla, siamo noi piccoli umani a non comprendere come tutto il nostro affannarsi sia inutile. Non ci sono giornate giuste o sbagliate, ci sono giornate e basta, sforziamoci di viverle al meglio, ne vale sempre la pena.

Le ciaramelle

Questa struggente  poesia di Giovanni Pascoli mi ricorda la mia infanzia, l’ho recitata a tavola in  un lontano  Natale del 1954 e allora come ora mi commuovo per la sua semplicità e per il fondo di malinconia che trasmette. I bimbi della mia epoca erano fortunati, assistevano all’arrivo in città degli zampognari e vivevano  un Natale povero ma felice, a loro non venivano risparmiati i racconti, le favole e le poesie tristi, sollecitavano i sentimenti…. Sono certa che questo sia stato un bene.  E’ stato bello trovare questa poesia sul web sono felice di condividerla con voi, anche se vi scappera qualche lacrimuccia.

la foto di due zampognari

LE CIARAMELLE

di Giovanni Pascoli


Udii tra il sonno le ciaramelle,
ho udito un suono di ninne nanne.
Ci sono in cielo tutte le stelle,
ci sono i lumi nelle capanne.

Sono venute dai monti oscuri
le ciaramelle senza dir niente;
hanno destata ne’ suoi tuguri
tutta la buona povera gente.

Ognuno è sorto dal suo giaciglio;
accende il lume sotto la trave;
sanno quei lumi d’ombra e sbadiglio,
di cauti passi, di voce grave.

Le pie lucerne brillano intorno,
là nella casa, qua su la siepe:
sembra la terra, prima di giorno,
un piccoletto grande presepe.

Nel cielo azzurro tutte le stelle
paion restare come in attesa;
ed ecco alzare le ciaramelle
il loro dolce suono di chiesa;

suono di chiesa, suono di chiostro,
suono di casa, suono di culla,
suono di mamma, suono del nostro
dolce e passato pianger di nulla.

O ciaramelle degli anni primi,
d’avanti il giorno, d’avanti il vero,
or che le stelle son là sublimi,
conscie del nostro breve mistero;

che non ancora si pensa al pane,
che non ancora s’accende il fuoco;
prima del grido delle campane
fateci dunque piangere un poco.

Non più di nulla, sì di qualcosa,
di tante cose! Ma il cuor lo vuole,
quel pianto grande che poi riposa,
quel gran dolore che poi non duole;

sopra le nuove pene sue vere
vuol quei singulti senza ragione:
sul suo martòro, sul suo piacere,
vuol quelle antiche lagrime buone!

Nei negozi il Natale è in arrivo…

Sono entrata da Botanic per acquistare il cibo secco per la mia morettona e ho visto che alcuni settori dell’emporio sono in allestimento per il Natale. Dagli enormi tendoni che occultano  le ultimissime novità in fatto di addobi spuntano barbe bianche, fili argentati  e teneri peluches, per ora è tutto ammassato alla rinfusa, ma presto orsetti, palline, festoni dorati prenderanno posto nello stupendo reparto dedicato alle Feste. Lo scorso anno mi sono proprio deliziata, io e mia figlia  siamo tornate diverse volte e ci siamo divertite moltissimo. La verità è che li si diventa un po’ bambini e nessuna altra festa ti consente di farlo. Non so che cosa faremo a Natale, per alcuni versi mi piacerebbe andare in montagna, allontanarmi da casa per fuggire da ricordi dolorosi, per altri, mai come durante le feste amo la mia casa. Certo è che il Natale è una festa carica di significati, allegra e festosa quando si hanno i bimbi piccoli, malinconica e struggente quando in famiglia c’è qualche lacrima da asciugare.  I miei ultimi  Natali sono stati tristi,  la mancanza del mio papà ha lasciato un grande vuoto e senza di lui tutti noi sembrava avessimo perso la voglia di festeggiare, ma non metto limite alla Provvidenza, forse quest’anno le cose andranno meglio.

Immagini d’autunno

Amo l’Autunno, è la stagione che mi è più affine. Amo il cambiare dei colori degli alberi e le foglie che si fanno tappeto, amo il profumo dell’aria umida e amo l’uva e le castagne che tornano a rallegrare le nostre mense e poi quella sensazione di calore che ti coglie all’improvviso quando all’imbrunire varchi la soglia di casa. E’ come se l’accorciarsi delle giornate ti invitasse a godere di più della compagnia delle persone che ami. E’ bello l’Autunno, dona dolci maliconie e tenere emozioni se solo si presta attenzione a ciò che ci circonda e si ascolta in silenzio il proprio cuore.

Dedicato al mio papà

Caro papà,

un anno fa, in un giorno come questo, hai intrapreso da solo il tuo ultimo viaggio. Non sono riuscita ad arrivare in tempo per abbracciarti forte, per dirti che il mio amore non ti avrebbe mai lasciato, che ti avrei cercato ogni giorno e per tutta la vita, nelle piccole e grandi cose che avevamo condiviso. Mi sono trovata improvvisamente sola e spaurita e ho rimpianto perfino il dolore che provavo nel vederti tanto malato. Poi ti ho ritrovato, ho ascoltato il mio cuore e ti ho ritrovato. Non ho mai smesso di parlarti, di confidarmi con te e ti ho sentito vicino, ti ho sentito parte di me con un solo limite, quello di non poterti riabbracciare fisicamente. Tu ed io come sempre, sullo stesso filo d’onda, in perfetta sintonia ma fisicamente separati, io in qesto piccolo mondo mortale e tu proiettato negli spazi infiniti. Oggi alla funzione in tuo ricordo, seduta accanto ai miei figli e alla ragazza che ti ha curato tanto amorevolmente, ho avvertito il tuo sguardo pieno di tenerezza e, strano a dirsi, mi è tornata alla mente una storiella buffa che raccontavi sempre, così all’uscita dalla Chiesa, tra una lacrima e un sorriso l’ho raccontata ai ragazzi per confortarli, ma senza successo. Manchi tanto a tutti noi: ci manca il papà, il nonno e l’uomo straordinario che sei sempre stato, senza di te è come se nulla avesse più senso.

So che a noi tocca proseguire il cammino senza di te ma sono certa che tu continuerai a guidare i nostri passi, ora un poco più incerti e, come sempre, ti occuperai dei tuoi nipoti e farai arrivare loro il consiglio giusto al momento giusto. So che farai tutto questo per noi.

Grazie papà e un bacio grande! … dimenticavo, questi fiori sono per te!