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Ritorno al passato

Dopo molto tempo ritorno sulle pagine di questo blog. Amo questo luogo virtuale, qui ho trovato tante amicizie, tante persone che mi hanno confortato e aiutato nei momenti peggiori della mia vita, sono affezionata a tutti voi e penso che ritornerò a scriverci.

Voi come state? Spero bene, almeno con il cuore. Il mio di cuore sta un po’ meglio, i dolori si sono un po’ ridimensionati anche se a volte tornano prepotentemente ad affacciarsi nella mia mente.

I rapporti con la mia famiglia sono solo apparentemente più facili, in realtà tante cose non sono state chiarite e penso che non lo saranno mai, c’è un apparente accantonamento dei problemi, forse portarli alla luce fa troppo male.

Spesso mi sento sola… è proprio vero che si rimane sempre figli anche quando i nostri figli ci chiedono di essere solo genitori!

Mio marito ed io, dallo scorso anno, cerchiamo di ricrearci una nuova realtà quotidiana, i genitori non ci sono più e i figli sono fuori casa e noi ricominciamo come abbiamo fatto tante volte durante il nostro matrimonio. 

I miei progetti sono legati allo scrivere, ho due libri in cantiere, entrambi difficili, presto ve ne parlerò, ora mi piacerebbe sapere di voi…..

Ferie e ricordi

Ognuno di noi ha trascorso le ferie in luoghi diversi e con persone diverse a secondo del periodo della sua vita. Ogni luogo conosciuto assume così nel tempo un legame particolare con la persona con la quale si è condiviso il soggiorno.

Quando poi perdiamo le persone care che ci sono state più vicine, diventa davvero difficile ritornare nel luogo in cui si era stati insieme e felici. Ogni angolo, ogni profumo, ogni azione quotidiana diventa un ricordo, a volte davvero doloroso.

Ricordo che quando morì la mia nonna materna alla quale ero molto affezionata, ritornai qualche tempo dopo al mare dove ero stata diverse volte con lei e, all’apparire di una vecchina che le somigliava molto, scoppiai a piangere disperatamente pensando a lei.

La cosa che dobbiamo fare allora è quella di ricominciare a vivere cercando un luogo nuovo per trascorrere una vacanza, un luogo tutto nostro che non permetta ai ricordi di farci soffrire.

A volte occorre difendersi anche dai ricordi …

Maledetto Alzheimer!

In questi giorni sto svuotando la casa dei miei genitori, entrambi se ne sono andati nel giro di tre anni e la loro casa è da sempre  la nostra casa, la casa dove io e mia sorella abbiamo trascorso i nostri anni tra l’infanzia e la giovinezza, la casa che condividevamo anche con la nonna paterna e quindi questa operazione mi addolora moltissimo. Ieri, mentre ero indaffarata a separare le cose che potevo tenere da quelle destinate inesorabilmente al macero, ho rinvenuto  una decina di raccoglitori pieni zeppi di fogli scritti a mano dal mio papà, erano il suo studio di ristrutturazione logistica delle aziende. Da quello studio ha preso corpo negli anni ’60  la logistica in Italia e molti, moltissimi  articoli pubblicati da lui su giornali e riviste di settore erano li a dimostrare le grandi capacità menageriali di un uomo, la sua fervida intelligenza e il suo valore.

Accanto a questi raccoglitori che ho subito deciso di conservare, ho ritrovato un libro che mi ha stretto il cuore,  potrei descriverlo come un quadernone destinato ai bimbi della scuola materna.. c’erano cani e gatti abbozzati che avrebbero dovuto essere completati insieme ad alberi e casette.  Erano gli esercizi che facevamo fare a mio padre ammalato di Alzheimer per cercare di aiutarlo, ricordo che teneva la matita in mano in modo incerto e non sempre riusciva a completare un disegno.

Come ha potuto una persona così in gamba da scrivere addirittura trattati di logistica ridursi a non riuscire a tenere in mano una matita?  In questo passaggio c’è stato tutto il calvario di mio padre e della mia famiglia, tutto il dolore che ha devastato le vite di molte persone.

Tengo a dire che mio padre, pur con mille difficoltà si chinava su quei fogli  un poco buffi e con la matita in mano cercava di fare del suo meglio per riuscire nel suo “lavoro”.  E’ questo che ha fatto per tutta la vita, ha tirato dritto, lottando a testa bassa anche contro il maledetto  Alzheimer, solo che quella è stata la sua  ultima battaglia.

Genitori

Ruolo difficile quello dei genitori, ci si diventa e non si smette mai di esserlo, si cerca di svolgerlo al meglio, si inizia con l’entusiasmo dei vent’anni con tanta felicità da donare  e con la voglia di non sbagliare, si finisce per farlo sempre, anche senza volerlo.

Gli anni che passano e i figli che crescono ti regalano gioie e dolori, forse in egual misura o forse no, ma non importa…quello che importa è la convinzione di avercela messa tutta, di averli amati  tanto questi figli e di aver cercato sempre il meglio per loro anche quando era scomodo, difficile  e doloroso da comprendere.

Fiducia tradita

Quante volte capita nella nostra vita di rimanere delusi dalle persone che ci sono accanto, prossime o meno che siano? Moltissime direi. E quando scopriamo che la nostra fiducia era mal riposta ci sentiamo morire dentro perchè nulla è più doloroso della fiducia tradita.

Il nostro mondo vacilla, le certezze di una vita si sgretolano e ci sembra di non avere più forze per continuare il nostro cammino. Non è così. Col passare del tempo, valutando i fatti, scopriremo che ciò che è accaduto non poteva non accadere, che forse eravamo noi che non volevamo vedere la realtà delle cose, la precarietà di un rapporto o l’egoismo di un altro,  l’immagine della realtà ci faceva troppo male e noi abbiamo preferito ignorarla.

Ora la realtà che abbiamo davanti è finalmente senza veli affettivi, è una realtà cruda fatta di sofferenza, ma solo da questa realtà noi potremo prendere coscienza di quello che siamo e potremo andare avanti lasciando la zavorra ai margini del nostro cammino.

Prima di ricominciare a vivere pensiamo però che anche noi abbiamo responsabilità in quello che ci è accaduto, non abbiamo voluto vedere, abbiamo permesso agli altri di abusare della nostra fiducia… questo non dovrà accadere mai più.

Ricordiamocelo per il futuro, così la nostra sofferenza non sarà stata vana.

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La giostra della vita

La giostra della vita ci fa essere prima figli e poi genitori ed entrambi i ruoli sono difficili da “interpretare”.  Nella ineludibile   corsa verso il traguardo finale,  se  il sentimento che ci lega indissolubilmente è l’amore, avremo la possibilità di tentare di fare del nostro meglio in ogni situazione.

Dai genitori, vecchi o giovani che siano,  si ha sempre qualche aspettativa, dai figli invece, se si è genitori saggi, di aspettative non se ne dovrebbero avere, poichè i figli non ci appartengono e il nostro compito è quello di renderli liberi di diventare quello che desiderano essere in questo mondo.

Ci sono alcuni passaggi difficili però sia nella vita dei figli che in quella dei genitori.. per i ragazzi è certamente l’adolescenza, quando il bisogno di libertà mostra papà e mamma come un ostacolo,  e per i genitori è quell’età, oggi indefinita, in cui ci si rende conto che i figli camminano senza di noi, anzi si percepisce quella sottile sensazione di essere di troppo o di non essere più adeguati. 

Magari a questo distacco,  che indubbiamente fa soffrire,  si aggiunge la perdita di un nonno e allora sembra che la vita non abbia più senso, il passato sta svanendo e il futuro ti sta tagliando fuori….  

Per la prima volta forse ci si sente di non avere un ruolo e si vive in un equilibrio instabile tra il desiderio di dare comunque una mano ai figli e quello di non essere invadenti.

E’ difficile, davvero difficile trovare per l’ennesima volta un equilibrio. L”unica cosa da fare per riuscirci è quello di ritornare ad essere una coppia. Se siamo riusciti a costruire in tanti anni un rapporto solido che ci ha permesso di affrontare e superare tante difficoltà, ora è il tempo di pensare a noi.

Cominciamo a soddisfare dei piccoli desideri magari inespressi per anni, quando le priorità erano altre, e lentamente riconquisteremo i nostri spazi e ci avvieremo verso una terza età serena ben consapevoli di quello che eravamo, di quello che siamo e di quello che potremo essere in un futuro che, se ci si tiene per mano, non farà più paura.

 

Genitori e figli

E’ proprio vero che essere genitore è un impegno per la vita.  Il “lavoro” è meticoloso e pieno di trepidazione quando i bimbi sono piccoli: l’attesa dei primi passi, delle prima parole e poi l’arrivo del primo giorno di asilo  e di quello della prima elementare ci fa vivere accanto a  loro tante emozioni e ci riempie di orgoglio. Ma la vita corre ed ecco che  i nostri figli sono adolescenti e poi uomini e donne  e allora ci si  rende conto che il nostro ruolo è cambiato, ma quello che non cambia mai è la trepidazione per tutto quello che nella vita loro  dovranno affrontare e non importa se sono adulti e determinati.. noi saremo li,  anche in disparte, anche senza darlo a vedere a tifare per loro sempre e se qualche cosa dovesse andare storta noi ci saremo, pronti a dare una mano. Per i figli si ha un amore incondizionato, un amore molto più grande di quello che abbiamo per noi stessi  ed è bellissimo che sia così, anche se a volte invochiamo un poco di tranquillità … che in realtà non vorremmo mai avere.