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“Non ti scordar di me”

Sono tornati, lo fanno ogni anno e ogni anno mi incanto a guardarli. Fanno capolino tra l’erba ancora bruciata dal gelo e ci indicano che la primavera sta per arrivare.

I “Non ti scordar di me” sono tenerissimi,  di loro mi hanno  sempre colpito la tonalità di azzurro e le minuscole  dimensioni del fiore, ma anche il nome tanto particolare: quasi fosse una preghiera per  il sottile dolore di essere dimenticati, un insieme di dolcezza romantica che si sposa molto bene con i miei pensieri.

Eccoli qui sotto, il primo scatto fotografico di una primavera che mi auguro di immortalare, un risveglio della natura e anche un risveglio dell’anima ad una nuova vita.

Non ti scordar di me

Alzarsi presto

Mi piace alzarmi presto, quando tutti dormono.. così è stato questa mattina. Mi sono svegliata alle 6 e non riuscivo più a rimanere a letto così mi sono alzata e ho alzato le tapparelle in sala, ho aperto la finestra e sono stata investita da una folata di vento gelido, mi sono presa un golf e sono uscita sul terrazzo. Meraviglioso il fatto che forse questa estate lunga e pazza sia finita, meravigliosi i miei fiori sul terrazzo: tanti ciclamini fioriti e profumati e tanto verde rampicante mi fanno sentire la regina di un piccolissimo regno incantato. Guardo nel parco, è tutto pronto per accogliere la mia cucciola che tra poco si sveglierà e uscirà per la prima passeggiata della giornata, anzi lei si è già svegliata e mi fissa da dietro il muro di vetro-cemento della sala, la saluto festosamente  e allora si palesa completamente e sbatte i denti.. è il suo “ciao” per me. La mia mezz’ora di pace è finita, le luci delle camere si accendono, la porta del bagno si apre per qualcuno dei miei familiari e la mattinata ha ufficialmente inizio, speriamo sia una buona giornata.

Pasqua con la neve

Una Pasqua sotto la neve.  Il paesino dove ci siamo rifugiati per avere un poco di tranquillità si trova tra i monti dell’Appennino Emiliano e si chiama Bosco. Tutto intorno a questo antico borgo la vegetazione è bellissima, molto selvaggia e ieri la neve ha rischiato di rovinare le prime gemme fiorite. Il freddo pungente non ci ha fermato, abbiamo passeggiato tra le betulle e  le primule che a fatica tenevano alta la testa tra i fiocchi di neve, ma a sera era tutto finito e questa mattina il sole è ritornato a splendere.  Le cime più alte invece sono rimaste innevate. Abbiamo trascorso il pomeriggio in casa, ci siamo divertiti a giocare  con il nostro nipotino  e con una bella fetta di colomba abbiamo tirato sera. La giornata è stata serena e questo è quello che conta.

Un bel sole

Non amo particolarmente la domenica, vedere tutti i negozi chiusi e alla fine non sapere che fare , mi itristisce, quasi sempre finisco per continuare a lavorare. Una volta la domenica era scandita da tanti piccoli riti: il vestito della festa, un pranzetto particolare, la S.Messa, la visita ai parenti. Di tutto questo è rimasta la S. Messa. Oggi però la giornata è proprio “da domenica”, c’è  un sole stupendo, i prati fioriti e cercherò di cucinare qualche cosa di speciale. Flora, conscia del tepore primaverile, si è spinta sul terrazzo mentre io lo ripulivo dalle foglie fatte cadere ieri dal vento, di solito non ama uscire ma oggi lo ha fatto.  Insomma mettiamoci di buzzo buono e iniziamo una giornata che potrebbe essere anche piacevole. Domani si parte.