Archivio tag | figlia

Ti ho cercato papà

Ti ho cercato tra la gente della via
Ho cercato i tuoi capelli bianchi
i tuoi occhi chiari e intensi

Ti ho cercato nel parco
tra le prime incerte margheritine
spuntate sotto le betulle ancora spoglie

Ti ho cercato davanti alla Chiesa
tra i ragazzi che rincorrevano felici un pallone
e nel via vai affannoso del metrò

Ti ho cercato negli occhi dolci di mia figlia
e ho capito che ti avevo ritrovato
ho capito che tu, papà, non te ne eri mai andato…

Auguri !

Mia figlia oggi compie gli anni. Ripenso a quando è venuta al mondo e rivivo un momento bellissimo della mia vita. Avevo fatto di tutto perchè non nascesse il giorno dell’Epifania ed ero riuscita nel mio intento, non sapevo che fosse femmina, ma ci speravo e sarebbe stato imbarazzante per lei festeggiare il compleanno proprio nel giorno della “Befana”. La intravidi subito dopo il parto, aveva un visino paffuto e colorito incorniciato da tantissimi capelli neri, la lavarono e le infilarono un coprifasce bianco con fiorellini rossi. Mio marito la vide così, già vestita, era uno spettacolo. Facevo il tifo perchè le rimanessero gli occhi chiari come quelli di mio marito, in realtà la natura ha fatto molto di più, le ha regalato gli occhi verdi della mia nonna. Ora la mia bimba è una donna fatta, una persona speciale e per me preziosissima, le auguro di cuore di trovare la sua strada, di costruirsi una famiglia tutta sua e di vivere una vita felice piena di affetto e di amicizie sincere.

Il regalo di una notte

Mio padre mi diceva sempre che sarei stata il bastone della sua vecchiaia e  credo proprio di esserlo stata come meglio ho potuto.Iniziai ad esserlo concretamente nel 1993 quando il papà incorse nel suo primo grave problema di salute, una sincope. Ricordo la telefonata notturna di mia madre che mi annunciava la sua morte, il pianto sommesso di mio figlio, la mia corsa al piano di sopra e il tentativo di rianimazione, fortunatamente riuscito, mentre mio marito in mezzo alla strada aspettava l’ambulanza, si era messo il cappotto sopra il pigiama e si prese una solenne infreddatura, eravamo in un rigido novembre. Da allora mio padre non fu più lo stesso: tre interventi chirurgici pesanti e la sua memoria che se ne andava ogni volta dopo l’ anestesia. Nel 2001 prima di essere nuovamente operato mi disse: “se l’anestesia dovesse accelerare la mia perdita di memoria questo intervento non lo voglio fare”, purtroppo non c’erano alternative e io lo tranquillizzai, aveva una emoraggia in atto per un cancro al colon e avrebbe potuto morire per un’occlusione intestinale. All’epoca era un ottantenne con un fisico eccezionale nonostante quello che aveva subito, superò l’intervento brillantemente, ma la sua vasculopatia cerebrale peggiorò moltissimo. Passai la sera e la notte precedente l’operazione con lui, volevo rendergli meno pesante quella che avrebbe potuto essere la sua ultima notte di vita, prima di coricarci ricevemmo la visita di mio marito e mio figlio, loro avevano la mia stessa preoccupazione. Parlammo a lungo io e mio padre, lui era sereno, calmissimo e fiducioso come sempre. Mi disse che nella sua vita era sempre stato fortunato, che il suo Angelo Custode non lo avrebbe abbandonato nemmeno questa volta, mi mostrò una piccola immagine che teneva nel portafogli, mi commossi nel vedere la semplicità dell’uomo che avevo davanti, una persona che aveva avuto ruoli dirigenziali e onorificenze importanti nella vita lavorativa, aveva pubblicato libri e tenuto conferenze ma che era ancora saldamente ancorato alla sua fede, una fede pura come quella di un bambino. Si addormentò sereno. Io rimasi sveglia a pensare alla nostra vita insieme con il cuore pieno di tenerezza e di nostalgia allo stesso tempo. Oggi ricordo quell’esperienza di intensa comunione con lui come uno dei più bei regali che ho ricevuto dalla vita. Poi arrivò l’Alzheimer, ma questa è un’altra storia.

Il mio papà non c’è piu…. vi prego fermatevi un attimo

Oggi non voglio parlare di personalità politiche più o meno importanti, oggi voglio parlarvi di un uomo che se ne è andato per sempre e che con questo suo ultimo viaggio mi ha spezzato il cuore. Quest’uomo è mio padre. Vorrei gridare al mondo il mio dolore e invece la sua morte non troverà spazio sui giornali, avrà certo qualche necrologio, ma nessuno gli darà il risalto che merita e pensare che uomini come lui, oggi, ce ne sono davvero pochi.
Certo due righe non basteranno a raccontare che persona era, ma chi lo ha conosciuto sa che è stato un grande uomo; per me e per i miei figli e per il nipotino è stato anche un grande papà e un grande nonno. Ci ha insegnato a guardare in faccia alla vita senza paura, a lottare per affermare i propri ideali, ci ha insegnato anche la lealtà, la sincerità, la tenacia e ci ha trasmesso la sua Fede profonda.

La sua non è stata una vita facile, ma certamente è stata una vita intensa.
La deportazione a Mathausen, gli incarichi dirigenziali e i vari riconoscimenti pubblici, hanno fatto parte del suo bagaglio umano.

Negli ultimi anni il morbo di Alzheimer gli ha tolto tutti i suoi ricordi ma lui ha combattuto con una incredibile forza di volontà, senza lamentarsene mai, fino alla fine.

Vederlo perdersi ogni giorno è stato davvero terribile per tutti noi e lo è stato anche non poter più condividere con lui i nostri pensieri e farlo partecipe dalla nostra vita.
Ora che il suo spirito è libero, possiamo riprendere una comunicazione interrotta e questo ci da un grande conforto.

Caro papà, caro nonno ci mancherai tanto. Sappiamo però che dove sei ora, stai finalmente bene e che in realtà ci hai lasciato solo per un attimo, perché tu ci sarai sempre accanto fino a che ci ritroveremo.”

tua figlia con il marito, i figli e il nipotino.


Ho aggiunto questo video oggi, 7 marzo 2010. La dedico a mio padre e a tutti i papà di cui si parla nei commenti a questo mio post.
Vi abbraccio

Oggi 19 marzo 2010 a tutti i papà che ci hanno lasciato un grande abbraccio simbolico da tutto il gruppo.