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Strada in salita

Non è la prima volta che la mia strada è in salita, anzi diciamo che per me nulla è mai stato facile. La mia vita è stata un susseguirsi di piccole conquiste quotidiane da tutti i punti di vista ma, nonostante questo, non mi lamento. In fondo le sfide mi sono sempre piaciute, apprezzo molto il fatto di conquistare quello che desidero con sacrificio e essere nella mischia mi fa sentire viva. Ultimamente però avverto tutto il peso della situazione difficile che si è creata nell’ultimo anno: i problemi di salute, il lavoro dei miei figli che scarseggia, il mio lavoro che sembra subire una stasi e una causa civile in corso di cui non si vede la fine .. nulla di irrimediabile fortunatamente, ma la fatica psicologica  si fa sentire. Quando sono in presenza di eventi che non posso controllare e che non posso volgere al meglio vengo sempre sorretta dalla fede, una fede che ultimamente si è molto rafforzata.  Se ho la certezza di aver fatto tutto quello che è in mio potere per migliorare le cose mi affido con tanta fiducia a Gesù, mi rivolgo a Lui con parole semplici, come si fa con un amico, non occorre che gli dica che sto soffrendo, lui lo sa. Gli rinnovo solo la mia fiducia serena nel suo aiuto e sono certa che l’aiuto arriverà, ho dei buoni patrocinanti lassù: il mio Angelo custode, il mio papà e le mie nonne e se non bastasse anche la mia Rhoda.

n1143519886_301145_7535Il sereno tornerà….

Cerca di essere felice….

amore

amore

DEDICATO AI MIEI FIGLI

“Cerca di essere felice, perchè nonostante gli inganni e le amarezze, la vita è meravigliosa.

Ricorda che non devi mai stancarti di cercare, perchè in ogni alito di vento puoi trovare l’infinito.

Credi al grano che cresce ogni anno e dà il pane per vivere, credi al mare, al cielo azzurro del giorno ed a quello stellato della notte, ma sopratutto devi credere all’uomo. All’uomo della strada, quello che sfiori camminando, e a chi ti passa accanto, misterioso nel suo silenzio.

Fino a che ti è possibile, ma  senza mai dover chinare la testa,  cerca di mantenere buoni rapporti con tutti coloro che incontri, perchè ognuno ha una storia da raccontare, dalla quale potresti imparare qualcosa.

E”importante è che tu accetti con serenità il trascorrere degli anni, lasciando, con il sorriso sulle labbra, il passato alle spalle.

Ama sempre il tuo lavoro anche se faticoso, perchè è una delle cose più importanti che possiedi per non sentirti inutile. –

Fa come il pioppo che ad ogni primavera si riempie di foglie per ospitare i nidi, non si sente creditore, il suo compito è donare.

Non cercare Dio solo nelle chiese, perchè spesso lui cammina nelle strade per parlare anche con chi  non hanno il coraggio di incontrarLo.  La Sue luce non si oscurerà se la saprai tenere accesa dentro alla tua anima, e quella luce, per non spegnersi, ha bisogno solo di fede.

Non fingere mai negli affetti e difendi sempre l’amore che è il respiro della vita.

Solo così potrai trovare la pace che cerchi.

( Romano Battaglia)

Pasta fatta in casa

La mia nonna materna era emiliana e la prima cosa che faceva la mattina era mettersi al tavolo di marmo della cucina e fare la pasta. Con quelle sue manine esili, quasi trasparenti lavorava con forza l’impasto e poi stendeva la sfoglia per le tagliatelle o per i tortelloni al brasato con una abilità straordinaria.  Era di origine contadina la mia nonna,  non aveva studiato molto, giusto le elementari, ma ricordava tutta la geografia e la storia a memoria e mi intratteneva spesso con le sue allegre filastrocche, io rimanevo incantata per ore ad ascoltarla.  Della nonna ricordo la sua  semplicità e la sua fede. Aveva un Bibbia logora che teneva sul suo comodino, nella Bibbia alcune lettere del nonno, che rileggeva quando la sua mancanza si faceva troppo intensa. E quel nonno, morto nel 1939, molto prima che io nascessi, lei me lo aveva fatto conoscere e amare attraverso i suoi racconti…. Ma ritorniamo alla pasta fatta in casa… sento ancora il profumo del suo ragù e ho davanti agli occhi i tortelloni giganti che lei metteva sempre da parte per me e mio marito  perchè sapeva che ne eravamo ghiotti. La rivedo la mia nonna, con la sua testa bianca accanto alla finestra della cucina e so che mi ha regalato tutto quello che aveva : il suo affetto, la sua saggezza, la sua fede e per questo io non la ringrazierò mai abbastanza.

Concerto d’autunno

Oggi è una giornata splendida, i colori di questo autunno milanese sono meravigliosi, i parchi si sono trasformati in una sinfonia di tinte con crescendi in rosso e adagi in giallo…. Mi sento in pace con me stessa, il cuore si appaga davanti a tanta bellezza, davanti alla perfezione di questo creato. Come non essere certi che tutto ciò sia un inmenso regalo di chi ci ama intensamente, come non credere all’esistenza di Dio e compiacersi della sua benevolenza ricambiando con un grazie il dono di essere qui ora ad ammirare tutto questo e riuscire ad apprezzarlo.
La vita è bella e non basteranno tutti i dolori di questo mondo per farmi cambiare idea. Mio padre amava la vita, amava la natura, apprezzava le piccole cose e si sentiva felice come un bambino davanti a un quadrifoglio trovato nel prato, ad un fiore di campo sbocciato in primavera, ad un cane che correva dietro un sasso; io sono esattamente come lui e questo mi rende felice perchè so che non potrò mai perderlo, lo ritroverò tra i prati di quadrifoglio,tra i fiori di campo in primavera e nelle corse sfrenate del mio cane ogni volta che vorrò cercarlo.

Notti e giorni

Il 5 gennaio era il compleanno di mia figlia e nonostante la situazione ci siamo tutti sforzati, lei compresa, di tagliare una fetta di torta e di bere un po’ di moscato. La giornata era stata però veramente terribile, verso sera mio padre aveva avuto nuovamente la febbre e l’avevo visto così male che appena uscita dall’ospedale ero entrata in S.Ambrogio per chiedere alla Madonna dell’Aiuto che gli desse una mano ad andarsene. Ieri le cose non sono migliorate, la febbre andava e veniva, ma lui era piombato in un torpore che non gli consentiva nemmeno di aprire gli occhi. La badante, sempre ottimista, ieri per la prima volta mi è parsa realista: papà sta scivolando via e lei lo ha capito. Vado a dormire con il cellulare vicino al letto nella speranza e nel timore che arrivi una chiamata, questa notte non è accaduto nulla, si sono rincorsi solo i miei brutti pensieri e le mie paure. Inizia un altro giorno, mi affido alla misericordia del Signore.