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Riflessioni…

Che cosa ho trasmesso ai miei figli sul valore della famiglia? Me lo domando spesso davanti ai comportamenti  di indifferenza che da qualche tempo hanno verso me e mio marito.
Eppure abbiamo  sempre messo in primo piano  nella nostra famiglia   il valore dello stare insieme, della condivisione di gioie, dolori e preoccupazioni.
La realtà però è diversa, ora io e mio marito, che vecchi ancora non siamo,  ci ritroviamo  soli… forse secondo i figli  non in grado di comprendere  i loro problemi o anche, semplicemente, di far parte del loro vissuto.  Noi  ci facciamo riguardo,  stiamo attenti a parlare.. anche se la voglia di chiedere che cosa sia accaduto a questa nostra famiglia  è tanta… ma poi, che cosa dovremmo chiedere? La vicinanza ai genitori la detta il cuore e sempre il cuore suggerisce i modi per concretizzarla,  se il cuore tace non si può chiederne il motivo. All’apparenza, mio marito sembra non soffrire particolarmente di questa situazione, io invece ne sono annientata. Non me ne faccio una ragione e mi tormento. Mi sforzo di ricostruire la nostra vita di coppia e di trovare spunti per andare avanti in serenità, so che è giusto così, ma non è facile. Mi mancano  tante cose..siamo sempre stati abituati ad avere i figli intorno e con loro i loro amici, sognavo di continuare ad averli e di avere anche i nipotini, ma così non è, e io penso che ci sia una bella differenza del voler essere autonomi (scelta sacrosanta quando si è vicini o si sono superati i 40 anni) ad ignorare completamente la famiglia, magari vivendo sotto lo stesso tetto

... erano bei tempi!

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Verso il Natale

Domani sarà il primo giorno di Dicembre e le prime feste che incontriamo a Milano sono quelle di S. Ambrogio: festa grande in città con la consueta Fiera degli “Ohbej Ohbej”, un mercatino che inizialmente era fatto solo da artigiani e ora invece quasi esclusivamente da cinesi che di artigiano hanno ben poco. Gli artigiani si sono trasferiti in Fiera e hanno un gran successo, anche se così facendo la tradizione milanese va a ramengo.

Solitamente a Milano nella giornata dedicata al Santo Patrono, appunto S.Ambrogio, si addobbano le case per il Natale e si allestiscono i Presepi. Fa parte della tradizione e lo faremo anche noi.

Con il passare degli anni, le famiglie si ritrovano sempre più sole e sempre più piccole,  ricordo i Natali di quando ero bambina, si andava tutti dalla nonna e ci si incontrava con zii e cugini, c’era davvero il piacere di stare insieme. Poi sono arrivati i figli e le famiglie si sono un po’ ripiegate su se stesse, la festa si celebrava con genitori, figli e nipoti… spesso a casa mia. Ora i figli hanno famiglia e i nonni non ci sono più e allora se questo  Natale saremo in quattro sarà tanto: mio marito ed io, mia figlia che è ancora single, e Floretta.

Per combattere la tristezza abbiamo deciso di andarcene in montagna, pranzo in baita in una paesaggio incantato e calore umano a portata di mano. Anche questa è una bella possibilità, lo scorso anno non avevamo questa casa in montagna e ora invece sarà la nostra valvola di sicurezza. Bene, forse potrà essere un Natale sereno e perchè no? … anche bianco.

per immergervi nell'atmosfera natalizia cliccate sul pettirosso....

 

 

Felice anno nuovo

Tra poche ore inizierà un nuovo anno e ognuno di noi spera che i prossimi 12 mesi siano sereni e ricolmi di affetto e di cose buone. Il mio pensiero va ai miei famigliari, alla mia Flora, agli amici più cari e alle persone che mi vogliono bene, è con loro che vorrei  fare questo altro tratto di strada,  sono loro che vorrei aver accanto  in questo 2009 che sta per iniziare. E’ inutile fare bilanci sull’anno trascorso, guardiamo avanti e pensiamo che  la felicità  è a portata di mano e spesso si chiama famiglia e amici.  A  mio marito, ai miei figli e alle loro famiglie, alla mia cagnona e a tutte le persone che mi sono care auguro uno spumeggiante 2009 e per farlo dedico loro questo concerto viennese!

Per ascoltare il "Il Danubio Blu" cliccate sul violino

Per ascoltare il "Il Danubio Blu" cliccate sul violino

Naturalmente dedico questo bellissimo concerto anche ai visitatori del mio blog, credo che anche loro abbiano imparato a conoscermi  e  mi siano affezionati.

Nessuna sensazione

Oggi sono tornata in un appartamento che non vedevo da più di  un anno, per diversi motivi temevo molto di tornarvi e di rivedere una persona che, dopo tutto questo tempo, ieri mi aveva cercato. Ero molto agitata, mille incognite mi frullavano per la testa sul motivo di quella chiamata, ci sono in ballo questioni legali e la sua telefonata era stata molto strana. Mi è bastato varcare quella porta per non provare più nulla, quella casa non mi trasmetteva più nulla, mi era perfettamente estranea. La persona che mi aveva chiamato era li davanti a me, non mi ha chiesto nulla dell’anno trascorso senza di lei, nè dei miei figli, nè del mio nipotino, niente di niente. Oggi ho fatto quello che lei mi aveva chiesto di fare, voleva un aiuto e io glielo ho dato, ho fatto un gesto di umana pietà. Lei ha accennato al fatto che non aveva rancore per me, non un abbraccio, niente. Ho ripreso l’ascensore e sono tornata a casa mia, ho chiuso la porta dietro le spalle con due mandate e ho pensato che anch’io non avevo rancore per lei, ma che non potevo dimenticare, il mio senso della giustizia non mi permetteva di farlo .. No, lei non mi ha chiamato per affetto, non ha affetto per me. Se volevo una conferma l’ho avuta.

Ricordi di Ferragosto

Domani sarà Ferragosto e il ricordo mi regala giornate trascorse in allegria: nonni, zii e nipoti tutti insieme attorno ad una bella tavola imbandita in qualche località di montagna o di mare, una bibita fresca, qualche battuta spiritosa e poi una bella passeggiata per smaltire ciò che di troppo si era mangiato. Il pensiero corre all’ultimo Ferragosto trascorso con il mio papà: quell’anno eravamo al mare e per il gran caldo, avevamo deciso di festeggiare di sera, avevamo unito due tavoli nel giardino, una leggera brezza ci raggiungeva ogni tanto e gli zampironi tenevano lontane le zanzare. Si era deciso per un bel fritto di pesce, ne avevamo mangiato tutti in abbondanza e anche lui aveva dimostrato di essere una buona forchetta…sembrava felice, sorrideva e scherzava, faceva qualche gioco con il mio nipotino, era il 2003 e quella serata sembrava aver annullato tutte le nostre paure. Appena un giorno prima il mio papà si era smarrito imboccando un vialetto verso il mare e solo l’intervento di mio marito e di mia figlia avevano evitato il peggio. Quella sera non potevo immaginare che i quattro anni successivi sarebbero stati di sofferenza pura.

Se per qualche strana alchimia mi fosse concesso di esprimere un desiderio di mezz’agosto, chiederei di rivivere quella giornata, di rivedere il mio papà sorridere felice, di sentire il calore della famiglia riunita in un momento di serenità, vorrei abbracciarlo e sentirmi abbracciata da lui ancora una volta.

Domani sarà di nuovo Ferragosto, ma sarà tutta un’altra storia. Il mio papà se ne è andato da una anno e la mia famiglia si è molto ristretta . Qualcuno scrisse: “Chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza”‘ , e aveva tremendamente ragione.

Stati d’animo

Oggi un piccolo gesto inconsapevole mi ha riportato con la mente  al mio papà, mi si è stretto il cuore pensando a  come portava la sua famiglia in palmo di mano, a  come ne era fiero. Purtroppo nella famiglia ci credevamo solo noi due, io e lui, legati anche in questo da una fede incrollabile nella persone e  negli affetti più cari.  In cuor mio sapevo con con la  morte di mio padre sarebbe finito tutto ed è stato così da subito, nello stesso giorno del suo funerale. La dissoluzione della sua famiglia è stata netta e visibile a tutti: io, mio marito con figli e nipoti  seduti da un lato della chiesa e gli altri dall’altra, due orazioni funebri  diverse composte in una sola grazie alla saggezza del sacerdote, l’una che liquidava la vita di un uomo a con due banali righe di circostanza, l’altra che raccontava con tenerezza e riconoscenza tutto ciò che quell’uomo era stato e aveva fatto. Poi sono arrivate le azioni ignobili fatte di disprezzo, di rancore  e di negazione, come se mio padre non fosse mai esistito  e tutto questo riguardava naturalmente  anche me, io e lui cancellati, morti insieme. Io orgogliosa di  assomigliargli, loro impegnati a disfarsi di tutto quello che era suo. Io con la voglia di consegnare alla storia quello che nella vita aveva fatto scrivendo  un libro e loro impegnati a non ricordarlo nemmeno disertando la funzion religiosa che ho fatto celebrare in suo ricordo. Ora la situazione è precipitata, ora lavorano gli avvocati. La giustizia farà il suo corso, ma i tempi saranno lunghi. Saprò aspettare, non ho più nessun affetto da salvare. Questa consapevolezza fa male, fa soffrire, ma solo accettandola  riuscirò ad uscirne.  Ho tante cose belle da fare e mio padre mi direbbe di andare avanti senza voltarmi, mi direbbe che occorre rincorrere i sogni e credere che si possono realizzare per far si che si realizzino davvero.