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E’ di nuovo domenica..

Oggi è domenica, una domenica un po’ diversa dalle altre,  finisce una settimana difficile e carica di tensione, una tensione che si va via via stemperando nella consapevolezza che tutto è andato bene.

Non sono ancora ben conscia di tutto ciò che è stato, ma le forze ritornano e con esse le solite bellissime abitudini quotidiane, ieri sera è venuto mio figlio con la sua famigliola, abbiamo cenato in serenità, felici di essere tutti insieme.

A questo mondo accadimenti belli e brutti si susseguono e passano, portano con se piccoli frammenti della nostra vita e si fissano nei nostri ricordi in modo indelebile, l’importante è vivere tutto affidandosi a mani più salde delle nostre.

Buona domenica!

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Le mani del buon Dio

Tutti noi, almeno una volta nella vita, ci siamo interrogati sul perchè di qualche accadimento che ci ha toccato da vicino e la nostra domanda è rimasta probabilmente senza risposta.

Dopo qualche tempo però, ci accorgiamo che  ciò che ci è accaduto ha  un senso,  che la nostra vita ha avuto una svolta, che il dolore che abbiamo provato  ci ha aiutato a cambiare la nostra vita e a scoprire ciò che davvero è importante per noi.

Il buon Dio tiene nelle sue mani misericordiose le nostre vite e  non serve arrovellarsi alla ricerca di risposte che umane non sono,  è importante solo avere fiducia, affidarsi… e credere che  il domani  che verrà sarà positivo.

CHIESI A DIO

Chiesi a Dio di essere forte
Per eseguire progetti grandiosi:
Egli mi rese debole per conservarmi nell’umiltà.
Domandai a Dio che mi desse la salute
Per realizzare grandi imprese:
Egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio.
Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:
Mi ha fatto povero per non essere egoista.
Gli domandai il potere
Perchè gli uomini avessero bisogno di me:
Egli mi ha dato l’umiliazione perché io avessi bisogno di loro.
Domandai a Dio tutto per godere la vita:
Mi ha lasciato la vita perché potessi apprezzare tutto.
Signore, non ho ricevuto niente di quello che chiedevo,
ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno
e quasi contro la mia volontà.
Le preghiere che non feci furono esaudite.
Sii lodato: o mio Signore, fra tutti gli uomini
Nessuno possiede quello che ho io!”

Kirk Kilgour

Il Sacro Cerchio degli Indiani d’America

Ho sempre apprezzato la saggezza degli Indiani d’America e oggi mi sono messa a navigare tra i siti che parlano di loro. Ho trovato la storia del SACRO CERCHIO dal quale loro traggono la filosofia della loro vita e mi ha colpito il rispetto assoluto per tutte ciò che è sulla terra. Ve lo propongo, male non fa.

Il Cerchio Sacro: sentirsi tutti fratelli Tutto ciò che ha vita, vive nel cerchio: è una delle verità su cui si fonda la cultura Lakota. E’ così per l’uomo che attraversa infanzia, adolescenza, maturità, vecchiaia per poi ritornare bambino. O per le stagioni, scandite in primavera, estate, autunno, inverno e poi di nuovo primavera. O ancora per lo scorrere del giorno che da mattino diventa pomeriggio, sera, notte e poi nuovamente mattino, in un movimento circolare infinito. Ed è dall’infinito, da quando – come racconta la tradizione orale – essi vivevano tra le stelle, che ai Lakota viene la conoscenza del Cerchio Sacro della Vita. Un Cerchio di pura energia, dove la vita scorre in senso orario in un continuum temporale in cui passato, presente e futuro sono una cosa sola. Ma soprattutto dove tutti gli esseri viventi, dal più umile sasso di fiume al più grande dei mammiferi all’uomo, stanno da uguali alla stessa distanza dal Centro. In quel Centro in cui la conoscenza Lakota individua il luogo più sacro, il punto dove arde la Scintilla di Dio e dove s’ incrociano i Poteri delle Quattro Direzioni, i quattro volti di Wakan Tanka, il Grande Mistero.

Concerto d’autunno

Oggi è una giornata splendida, i colori di questo autunno milanese sono meravigliosi, i parchi si sono trasformati in una sinfonia di tinte con crescendi in rosso e adagi in giallo…. Mi sento in pace con me stessa, il cuore si appaga davanti a tanta bellezza, davanti alla perfezione di questo creato. Come non essere certi che tutto ciò sia un inmenso regalo di chi ci ama intensamente, come non credere all’esistenza di Dio e compiacersi della sua benevolenza ricambiando con un grazie il dono di essere qui ora ad ammirare tutto questo e riuscire ad apprezzarlo.
La vita è bella e non basteranno tutti i dolori di questo mondo per farmi cambiare idea. Mio padre amava la vita, amava la natura, apprezzava le piccole cose e si sentiva felice come un bambino davanti a un quadrifoglio trovato nel prato, ad un fiore di campo sbocciato in primavera, ad un cane che correva dietro un sasso; io sono esattamente come lui e questo mi rende felice perchè so che non potrò mai perderlo, lo ritroverò tra i prati di quadrifoglio,tra i fiori di campo in primavera e nelle corse sfrenate del mio cane ogni volta che vorrò cercarlo.