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Coraggio e orgoglio

Avrei mille cose da fare ma non riesco a combinare nulla. Da due giorni a questa parte si sono riaperte vecchie ferite e così ho capito che non potrò mai dimenticare, non solo, non riuscirò mai nemmeno a perdonare.

Ci ho provato, so che il perdono farebbe più bene a me che a “loro” e pensavo di esserci riuscita, è svanito tutto con l’arrivo di una telefonata che mi ha riportato indietro nel tempo…. e da quella telefonata non sono più stata bene, sono sprofondata nel baratro un’altra volta.

Mi trovo davanti persone che mi hanno profondamente ferita e che non se ne sono nemmeno accorte, davanti alle loro negazioni ho pensato che potesse essere solo   una questione di diversa  sensibilità, ma poi ho ricordato che i fatti sono li a dimostrare le mie accuse, i fatti sono realmente accaduti, non me li sono inventati e questi fatti hanno causato tanto dolore a mio padre e anche a me.

Credo di avere solo una via d’uscita, dolorosa ma definitiva.  Se avrò il coraggio di percorrere questa strada dovrò mettere da parte l’orgoglio e prendere atto con estremo realismo di come è oggi la situazione, ne parlerò con mio marito e i miei figli e po risponderò alla “loro” proposta indecente.

Credo che la via del dolore per me non sia ancora finita, ma questa volta devo andare fino in fondo per riprendermi la mia vita.

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L’albero della vita

Ho trovato in rete questa betulla e ne ho avuto un’immagine umana di grande sofferenza,  un albero a cui sono stati strappati dei rami, un albero che per continuare a vivere si è dovuto liberare dei rami secchi, un albero che cerca  di ricoprire di foglie i rami rimasti, quelli che si stagliano verso il cielo, ma che si piegano ancora al vento perchè sono fragili. Io sono quell’albero, la mia famiglia è quell’albero e con l’aiuto del Signore i nostri rami si faranno più robusti, si riempirano di foglie e sapranno riprendersi il susseguirsi delle stagioni della vita, la nostra vita. Noi ce la faremo.

betulla

Ringrazio l’autore di questa foto e il blog che la ospita

Il mio senso della vita

Oggi per una serie dicircostanze ho dovuto rivangare ciò che è accaduto negli ultimi anni della mia vita: la malattia e la morte del mio papà, la perdita della mia prima cagnolona e lo svanire nel nulla della famiglia in cui sono nata. Si fa in fretta a dire – bisogna guardare avanti – la verità è che  in alcuni momenti il ricordo di quello che è stato, il dolore per  il tradimento delle persone in cui avevi creduto per tutta la vita, diventa insopportabile, ti toglie il respiro. I mille perchè che ti poni rimangono senza risposta e allora, forse per darti una mano da sola, pensi che  doveva andare così, che tutto quello che è accaduto  doveva accadere e che  i cambiamenti non sono mai indolori. La ricerca del senso della vita non finisce mai perchè se una porta si chiude se ne riapre una magari più grande e oggi per la prima volta, dopo aver pensato al mio papà e alla sua incrollabile fede, mi sono detta che lui avrebbe tirato dritto alla ricerca della nuova porta. Grazie a questo blog ho conosciuto tante persone meravigliose, ho condiviso dolori e speranze e me le sono ritrovate accanto con una parola buona  che vale quanto un abbraccio e questo è bellissimo. La mia famiglia, la mia Flo, i miei amici telematici e non e le bellissime novità nel lavoro…. il cambiamento è iniziato, non si è aperta la nuova porta, ma lo spiraglio si, ed è già una gran cosa.