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Le riflessioni di un’amica

Oggi è stata  una giornata decisamente no,  capita… Il sogno che ho fatto la  notte scorsa mi ha fatto volare e poi precipitare nel baratro. Certo era solo un sogno, ma mi ha regalato un attimo di felicità, la dolcezza e il calore dell’ abbraccio di mio padre  e poi, un attimo dopo la consapevolezza che ciò che mi stava accadendo era appunto solo un sogno. Così, dopo tanto piangere, la luce del giorno è stata una benedizione ma mi ha trovata distrutta.  La situazione in cui vivo, in cui vive la mia famiglia è veramente pesante, oggi ho dovuto raccogliere tutte le mie forze per affrontarla ancora una volta e allora mi è venuto in soccorso lo scritto di una mia cara amica, eccolo… forse farà bene anche a voi. 

“Perché e in nome di chi e che cosa devo accettare la cattiveria degli altri senza replicare e come se non succedesse niente? Le parole esistono e certe volte sono pesanti come macigni, si depositano nell’animo di ognuno al posto giusto e vi stagnano inesorabilmente. Fare finta che non esistano è un errore grosso. Ciò impedisce di guardare la realtà, di prendere atto di quello che per noi è brutto o buono o bello. Ognuno si definisce col proprio comportamento e non c’è niente da fare, noi non possiamo cambiare le persone, ma possiamo conoscerle e agire di conseguenza. Non possiamo mentirci, anche se ciò ci può far male e farci dispiacere, ma conoscere e riconoscere è il modo giusto per prendere la direzione giusta. Per avvicinarci a quello che più ci piace e che ci fa star bene e per allontanarci da quello che ci fa stare male. Serenamente.
I rapporti di parentela in se stessi non contano niente, ma in questo ambito noi creiamo dei rapporti e in questo ambito possono crescere rapporti belli e meravigliosi o rapporti brutti e dolorosi. Quello che noi non dobbiamo dimenticare mai è la nostra umanità, il nostro profondo essere, il nostro profondo sentire, e là noi troveremo immense distese di prati, montagne incantate, laghi e mari sereni, e là sceglieremo per noi il luogo nel quale è piacevole vivere, ci conosceremo meglio e ci allontaneremo da coloro che non fanno parte dei nostri paesaggi. “

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No, non sono stata buona

A Natale è doveroso essere buoni, te lo dicono in tutte le salse, essere buono è una cosa che devi fare almeno a Natale. Ieri non sono stata buona, non ho potuto esserlo. Non ho cercato i miei parenti più prossimi, non li ho proprio visti, non so che fine abbiano fatto, so però quello che mi hanno fatto e non riesco a perdonare. Non lo posso fare, proprio non ce la faccio. La badante di mio padre mi ha raccontato ieri, per l’ennesima volta, le loro cattiverie soprattutto nei confronti del papà, ed è proprio per lui, una persona che non si poteva difendere, che io non posso perdonare. Tempo fa, quando speravo ancora in una riconciliazione, avevo chiesto a mia madre solamente di volermi bene, lei è rimasta immobile davanti a me senza dire una parola, non un abbraccio, non una lacrima mentre le mie mi inondavano il viso, allora ho capito che non c’era più niente da fare. E’ una situazione molto dolorosa, ma senza ritorno. Forse mia madre non pensa che potrebbe non esserci il tempo per dare una carezza ad una figlia o per avere la sua mano tra le mie nel momento dell’addio o forse semplicemente lei questa figlia non la ama, me lo ha dimostrato tante volte, fin da quando ero solamente una bambina e io devo rassegnarmi.