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Ospedali:la paura degli anziani

Ieri ho raggiunto in ospedale una mia cara amica  che aveva accompagnato la sua mamma di 86 anni al pronto soccorso la sera prima alle 21, erano le 14,30 ed entrambe erano ancora li. L’anziana signora nei corridoi in attesa di una diagnosi certa con un paventato possibile  ricovero e la mia amica in preda alla disperazione.  Morale della favola, solo minacciando di portare via la paziente siamo riuscite ad ottenere la sospirata  diagnosi e a riprendere il controllo della situazione. Si trattava di diverticolite. Ora l’anziana signora è ricoverata in una clinica e verrà curata con dieta e farmaci. L’esperienza è stata allucinante  per  i tempi di attesa, per il trattamento della signora anziana e per la poca considerazione per i parenti. Non ho potuto fare a meno di pensare che nello stesso ospedale, lo scorso luglio, è morto il mio papà. Io purtroppo non c’ero, mi ero presa l’unica settimana di vacanza e non me lo perdonerò mai. Sarà stato trattato così anche lui? Perchè non c’è rispetto per le persone anziane? Perchè se si chiede che un parente possa stare accanto a loro nel pronto soccorso si viene anche zittiti con arroganza? Ma il personale degli ospedali, medico o infermieristico che sia, è nato in provetta? Non ha genitori che muoiono come i nostri? Ai bimbi ricoverati viene ora concesso, fortunatamente, di avere accanto un genitori, ma un vecchio di 86 anni non è forse fragile come un bambino? Perchè per ottenere qualche cosa che dovrebbe essere assolutamente normale occorre arrivare alle minacce? Certo non tutti gli ospedali sono così, non tutti i medici sono arroganti, non tutti gli infermiei sono cafoni, ma credetemi, basta incontrarne uno quando sei in difficoltà per maledire il servizio sanitario nazionale.

Una Associazione a fine sociale

Oggi è nata ufficialmente l’Associazione IL CICLAMINO Onlus, si tratta di una organizzazione che si propone di aiutare le famiglie dei malati di Alzheimer ed è stata creata in memoria di mio padre. L’idea era sua, me ne parlava anni or sono con il suo solito entusiamo e precorrendo come sempre i tempi: “Costituiamo un qualche cosa che fornisca servizi, sarà il lavoro del futuro perchè la popolazione invecchia….”. A quell’epoca io avevo sottovalutato l’idea, ora capisco che aveva ragione. Credo di essere ancora in tempo a realizzare il suo progetto. Le scelte della politica in questo Paese non prevengono mai i bisogni dei cittadini, quindi credo che la nostra Associazione potrà avere un ottimo spazio di azione e noi ce la metteremo tutta. Perchè l’abbiamo chiamata “Il Ciclamino”? Era il fiore preferito dal mio papà e poi la sua essenza è ritenuta unanimente un portafortuna.