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Una poesia per il mio papà

PADRE, SE ANCHE TU NON FOSSI IL MIO
di Camillo Sbarbaro

Padre, se anche tu non fossi il mio
Padre se anche fossi a me un estraneo,
per te stesso egualmente t’amerei.
Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno
Che la prima viola sull’opposto
Muro scopristi dalla tua finestra
E ce ne desti la novella allegro.
Poi la scala di legno tolta in spalla
Di casa uscisti e l’appoggiasti al muro.
Noi piccoli stavamo alla finestra.

E di quell’altra volta mi ricordo
Che la sorella mia piccola ancora
Per la casa inseguivi minacciando
(la caparbia aveva fatto non so che).
Ma raggiuntala che strillava forte
Dalla paura ti mancava il cuore:
ché avevi visto te inseguir la tua
piccola figlia, e tutta spaventata
tu vacillante l’attiravi al petto,
e con carezze dentro le tue braccia
l’avviluppavi come per difenderla
da quel cattivo che eri il tu di prima.

Padre, se anche tu non fossi il mio
Padre, se anche fossi a me un estraneo,
fra tutti quanti gli uomini già tanto
pel tuo cuore fanciullo t’amerei.

Natale con gli Angeli

Scrive Alda Merini:

“Degli angeli abbiamo una vecchia memoria. Ce ne hanno raccontato le nonne: che hanno delle grandi ali, e che volano alto e che sono esenti dal male e sono esenti dalle lacrime. Ma gli angeli piangono, piangono e vanno e vengono dalla terra al cielo a portare le nostre preghiere, le nostre desolazioni, i nostri spazi vuoti.

Gli angeli non capiscono l’amore. Se capissero l’amore morirebbero, però lo guardano con tenerezza, lo guardano e lo riducono a una terra limitata, così limitata che loro la devono abbandonare perché sono abituati a spazi piu’ alti.

Gli angeli non credono nell’amore dell’uomo, ma credono nel vincolo che l’uomo ha con le sue ali, nel vicolo che l’uomo ha con il suo desiderio d’amore. L’amore è qualcosa di universale: l’amore è una terra, l’amore è una fame insaziabile.

E l’angelo vuole accompagnare l’uomo verso questo amore, questa terra che sembra desolata e poi rivela ricchezze incredibili.”

Nel giorno di Natale, quando saremo tutti attorno alla tavola imbandita, il mio pensiero sarà rivolto verso il mio Angelo speciale, una persona che mi ha tanto amato e che io ho ricambiato di uguale amore infinito, il mio papà.

Lui è la parte di me più vicina a Dio e con  lui io chiedo serenità per la mia famiglia, un abbraccio di calore per tutti noi e una carezza anche per la mia cagnolona.

Mi auguro che Gesù venendo sulla terra trovi calde braccia pronte ad accoglierlo, le nostre ci saranno e lo stringeranno dolcemente al cuore.

Buon Natale a tutti voi e un bacio grande al mio papà.

Se mio padre fosse qui..

Se mio padre fosse qui oggi avrebbe 89 anni, se fosse qui non ci sarebbe traccia della malattia, se fosse qui sarebbe un bel vecchio dagli occhi azzurri e dai capelli color neve e io preparerei per lui un delizioso pranzetto, comprerei dei cannoncini e la coca cola, lui ne andava matto…, se fosse qui gli starei accanto con tanto affetto e, proprio come si fa con i bambini, soddisferei ogni suo desiderio, se fosse qui la mia vita sarebbe  più bella perchè oggi potrei abbracciarlo.. ma lui non è più in questo nostro  mondo bello e brutto allo stesso tempo, lui è da un’ altra parte, è libero dal dolore e dalla malattia e forse in questo 5 aprile ricorda come ricordo io e allora….. “ciao papà, benedetto questo giorno che ti ha permesso di iniziare la tua avventura terrena… brindiamo a distanza… in alto i calici,  ti voglio bene!”

dedicati ad al mio papà straordinario

La Passione di Cristo.. e le nostre vite

Sono credente, lo sono senza essere bigotta. La mia fede ha avuto alti e bassi, ma da qualche anno sono decisamente gli alti a prevalere e questo mi rende serena. La mia risalita è iniziata in un periodo della mia vita in cui il dolore era quasi insopportabile.
Le sofferenze di mio padre, malato di Alzheimer, ridotto una larva d’uomo, piagato ovunque, afono e costretto tra il letto e la sedia a rotelle mi portavano sempre più spesso all’immagine di Cristo in croce, a quella Sua Passione affrontata con tanto coraggio e amore per noi. Anche mio padre aveva coraggio, un coraggio da vendere e soprattutto non sapeva che volesse dire lamentarsi… mi guardava negli occhi e mi sorrideva, mi chiamava con la mano e quando ero accanto a lui, mi faceva un buffetto sulla guancia.. proprio come quando ero bambina. Lui accettava la malattia, accettava il suo stato io invece faticavo a farlo. Col passare del tempo la fede mi aiutò e le cose cominciarono a cambiare.

Parte del dolore che provavo era legato al fatto di aver perso il mio papà, o meglio di aver perduto la persona forte e determinata che ero abituata a conoscere e che mi dava sicurezza. E’ vero, quella persona non esisteva più e il suo ricordo era struggente. In realtà però mio padre era ancora accanto a me, era  solo cambiato. Ora era lui ad essere fragile e bisognoso di aiuto e i miei sentimenti verso di lui erano diversi, ero diventata una figlia e una madre. Non mi aspettavo  nulla da lui, se non un sorriso, non potevo  discutere con lui e raccontargli della mia vita e di quella della mia famiglia, ma potevo spiegargli con dolcezza quello che lui stentava  a capire. Insomma il nostro rapporto era cambiato, ma non si era interrotto. Avevo capito che mi era  stato concesso di poter ricambiare quanto mio padre aveva fatto per me, per i miei figli, per mio marito e di poterlo fare  con tenerezza, con affetto e con il rispetto che si deve ad una persona molto malata, ma viva.
Io e lui avevamo imparato a comunicare senza parole, quando mi vedeva  i suoi occhi sorridevano  e bastava  un suo sguardo per farmi capire se era  contento, se stava bene.
E’ stato tanto difficile accettare di non ritrovarlo più come ero abituata a vederlo, ma  la persona che avevo davanti era  così dolce, tenera, preziosa e pura che mi induceva  alla meraviglia e la sua voglia di vivere, nonostante tutto, mi faceva ringraziare il Signore per avermi dato, in tanto dolore, anche la gioia di conoscere un papà che non sapevo esistesse.

Ho  la certezza che la Passione di Cristo che si celebra domani, attraversa spesso anche le nostre vite e per comprenderne il significato occorre solo “affidarsi” e accettare con amore.

Le carezze dell’anima

Arrivano impalpabili e improvvise le carezze dell’anima e si diffondono a tutto il vostro  essere. Hanno il volto di una persona cara o quello di un’amica  e ti regalano un attimo di felicità pura, un senso di completezza, una improvvisa esplosione di gioia interiore. Solo un battito d’ali, ma in quel momento volate in alto e nulla vi sembra impossibile da raggiungere.

Come fate a riconoscerle? Forse proprio ora ne state ricevendo una se leggendo questo post vi siete emozionati, se pensate a qualcuno che vi è caro e sentite il bisogno di regalargli un abbraccio, una parola di affetto o di scrivergli un messaggio.

Voglio bene a tutti voi!

San Valentino

un augurio ai vecchi e nuovi amici

Tra qualche giorno sarà San Valentino. Credo che negli anni questa festa abbia allargato il suo significato, non è più solo una ricorrenza per gli innamorati, ora la celebrano anche i vecchi e nuovi amici.

E’ bello che sia così perchè l’amore ha molteplici forme e riguarda tutte  le persone che si vogliono bene.

Con questa deliziosa cartolina abbraccio simbolicamente tutte le persone che mi sono vicine e che mi dimostrano costantemente il loro affetto, ricambio di cuore e dico a tutti BUON SAN VALENTINO!

…. dimenticavo, per attivare la cartolina cliccate sull’etichetta!

Genitori

Ruolo difficile quello dei genitori, ci si diventa e non si smette mai di esserlo, si cerca di svolgerlo al meglio, si inizia con l’entusiasmo dei vent’anni con tanta felicità da donare  e con la voglia di non sbagliare, si finisce per farlo sempre, anche senza volerlo.

Gli anni che passano e i figli che crescono ti regalano gioie e dolori, forse in egual misura o forse no, ma non importa…quello che importa è la convinzione di avercela messa tutta, di averli amati  tanto questi figli e di aver cercato sempre il meglio per loro anche quando era scomodo, difficile  e doloroso da comprendere.