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Maledetto Alzheimer!

In questi giorni sto svuotando la casa dei miei genitori, entrambi se ne sono andati nel giro di tre anni e la loro casa è da sempre  la nostra casa, la casa dove io e mia sorella abbiamo trascorso i nostri anni tra l’infanzia e la giovinezza, la casa che condividevamo anche con la nonna paterna e quindi questa operazione mi addolora moltissimo. Ieri, mentre ero indaffarata a separare le cose che potevo tenere da quelle destinate inesorabilmente al macero, ho rinvenuto  una decina di raccoglitori pieni zeppi di fogli scritti a mano dal mio papà, erano il suo studio di ristrutturazione logistica delle aziende. Da quello studio ha preso corpo negli anni ’60  la logistica in Italia e molti, moltissimi  articoli pubblicati da lui su giornali e riviste di settore erano li a dimostrare le grandi capacità menageriali di un uomo, la sua fervida intelligenza e il suo valore.

Accanto a questi raccoglitori che ho subito deciso di conservare, ho ritrovato un libro che mi ha stretto il cuore,  potrei descriverlo come un quadernone destinato ai bimbi della scuola materna.. c’erano cani e gatti abbozzati che avrebbero dovuto essere completati insieme ad alberi e casette.  Erano gli esercizi che facevamo fare a mio padre ammalato di Alzheimer per cercare di aiutarlo, ricordo che teneva la matita in mano in modo incerto e non sempre riusciva a completare un disegno.

Come ha potuto una persona così in gamba da scrivere addirittura trattati di logistica ridursi a non riuscire a tenere in mano una matita?  In questo passaggio c’è stato tutto il calvario di mio padre e della mia famiglia, tutto il dolore che ha devastato le vite di molte persone.

Tengo a dire che mio padre, pur con mille difficoltà si chinava su quei fogli  un poco buffi e con la matita in mano cercava di fare del suo meglio per riuscire nel suo “lavoro”.  E’ questo che ha fatto per tutta la vita, ha tirato dritto, lottando a testa bassa anche contro il maledetto  Alzheimer, solo che quella è stata la sua  ultima battaglia.

Quando un papà si perde nel tempo

Quanto un papà si perde nel tempo forse sarai tu a doverlo portare in bibicletta…
Vorrei segnalare alla vostra attenzione questa novità editoriale
Un libro di vita vissuta dalle forti emozioni che la scrittrice ha dedicato al padre recentemente scomparso dopo una malattia devastante come il morbo di Alzheimer. Un libro dove la speranza, il dolore e la dolcezza dei ricordi sfociano in un sentimento di tenerezza che va dritto al cuore.
Il libro è acquistabile on line cliccando qui

Per Natale regalate una speranza

Questo Natale scegliete di aiutare chi ha bisogno, vi segnalo a tal proposito l’iniziativa dell’Associazione Alzheimer Italia di cui faccio parte e  che propone l’acquisto di un Libro straordinario. Ogni vendità generata dal link che troverete qui sotto porterà all’Associazione 2 Euro.
Grazie!

Per acquistare e donare clicca qui

Questa è la storia di un uomo che vede suo padre, ammalato d’Alzheimer, trasformarsi in uno sconosciuto.

Lo accompagna a passeggiare nel parco, lo studia mentre siede inebetito davanti al televisore. Via via che la malattia avanza, mentre l’esistenza e la memoria del padre si sgretolano, il figlio vede affiorare episodi di una vita segreta. Finché l’arrivo di una lettera getta luce sul presente e sul passato.

Un racconto sincero, che rivela lo stupore per le sorprese del destino; una lingua tesa e scabra, addolcita dalla compassione per la miseria e la grandezza dei sentimenti umani.

Con questo libro, giocato in prima persona, Gardini ci mostra come, per raccontare la nostra vita, sia necessario conoscere chi ci ha generato.

Nicola Gardini insegna Letteratura Italiana presso l’Università di Oxford. Ha pubblicato saggi, traduzioni e alcune raccolte di poesia per Einaudi, Bruno Mondadori, Crocetti, Adelphi, Bollati e Boringhieri, Arnoldo Mondadori. Per Sironi ha pubblicato il romanzo Così ti ricordi di me (2003). Il suo sito è www.nicolagardini.it.

Aiutate le persone con l’alzheimer e le loro famiglie

A me non serve più, ma per tutto quello che mio padre ha patito, per tutto quella ho patito con lui, per altri padri, altri figli, altri nipoti che soffrono aiutatemi a diffondere questo appello:

 

SOTTOSCRIZIONE: dichiarazione di Parigi

Firmate la campagna per rendere l’Alzheimer una priorità sanitaria sottoscrivendo la Dichiarazione di Parigi
http://www.alzheimer.it/campagna1. html

Nel mio piccolo ho creato l’associazione IL CICLAMINO, cercherò di farla camminare con un impegno costante e la voglia di aiutare chi soffre in collaborazione con chi ha a cuore il problema.

La Pietà

Pietà Rondanini

Mio padre ha trascorso gli ultimi mesi della sua vita su una sedia a rotelle, la mattina, dopo essere stato lavato e medicato, veniva portato in sala e messo davanti alla televisione; guardava le partite di calcio per quasi due ore. Io salivo a trovarlo verso le 11 e dopo averlo salutato mi sedevo accando a lui sul divano e stringevo la sua mano tra le mie, dopo qualche minuto si lasciava andare, la testa reclinata su un fianco, le braccia morbide lungo il corpo.Lo guardavo con tenerezza, era indifeso come un bambino e tanto stanco. Soffermandomi su quell’immagine mi veniva alla mente una scultura che amo molto, la Pietà Rondanini di Michelangelo e immaginavo alle spalle di mio padre il volto dolce di Maria e il suo tenero abbraccio. Chi meglio di Lei avrebbe potuto dare sollievo alle sue pene?

Il lato positivo del dolore

Gioia e dolore si alternano nell’altalena della vita. A volte i periodi bui sono così lunghi da non riuscire a vederne la fine, altre volte invece siamo così presi dal nostro quotidiano da non riconoscere le gioie che, nonostante tutto, abbiamo sempre a portata di mano. Il dolore spesso ci sovrasta, ci annienta. Se riuscissimo ad intraveredere una luce e ci lasciassimo guidare dai sentimenti, se ci facessimo più attenti ai segnali che ci giungono e li sapessimo interpretare con il cuore, certo soffriremmo meno e diventeremmo migliori. Saper trovare del buono anche nelle cose più tristi che ci accadono è un dono che solo le persone che hanno fede posseggono e io credo di possedere quel dono.
La malattia di mio padre ha portato con se tanto dolore, un dolore così forte da spezzarmi il cuore. Parte di questo dolore era legato al fatto di aver perso il mio papà, o meglio di aver perduto la persona forte e determinata che ero abituata a conoscere e che mi dava sicurezza. E’ vero, quella persona non esiste più e il suo ricordo è struggente. In realtà però mio padre è qui, è ancora accanto a me, è solo cambiato. Ora è lui ad essere fragile e bisognoso di aiuto e i miei sentimenti verso di lui sono diversi, prima ero solo una figlia ora sono una figlia e una madre. Non mi aspetto nulla da lui, se non un sorriso, non posso discutere con lui e raccontargli della mia vita e di quella della mia famiglia, ma posso spiegargli con dolcezza quello che lui stenta a capire. Insomma il nostro rapporto è cambiato, ma non si è interrotto. Ho capito che mi è stato concesso di poter ricambiare quanto mio padre ha fatto per me, per i miei figli, per mio marito e di poterlo fare ora, con tenerezza, con affetto e con il rispetto che si deve ad una persona molto malato, ma viva.
Io e lui abbiamo imparato a comunicare senza parole, quando mi vede i suoi occhi sorridono e basta un suo sguardo perchè io capisca se è contento, se sta bene.
E’ stato tanto difficile accettare di non ritrovarlo più come ero abituata a vederlo, ma ora la persona che ho davanti è così dolce, tenera, preziosa e pura che mi induce alla meraviglia e la sua voglia di vivere, nonostante tutto, mi fa ringraziare il Signore per avermi dato, in tanto dolore, anche la gioia di conoscere un papà che non sapevo esistesse.