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Una poesia per il mio papà

PADRE, SE ANCHE TU NON FOSSI IL MIO
di Camillo Sbarbaro

Padre, se anche tu non fossi il mio
Padre se anche fossi a me un estraneo,
per te stesso egualmente t’amerei.
Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno
Che la prima viola sull’opposto
Muro scopristi dalla tua finestra
E ce ne desti la novella allegro.
Poi la scala di legno tolta in spalla
Di casa uscisti e l’appoggiasti al muro.
Noi piccoli stavamo alla finestra.

E di quell’altra volta mi ricordo
Che la sorella mia piccola ancora
Per la casa inseguivi minacciando
(la caparbia aveva fatto non so che).
Ma raggiuntala che strillava forte
Dalla paura ti mancava il cuore:
ché avevi visto te inseguir la tua
piccola figlia, e tutta spaventata
tu vacillante l’attiravi al petto,
e con carezze dentro le tue braccia
l’avviluppavi come per difenderla
da quel cattivo che eri il tu di prima.

Padre, se anche tu non fossi il mio
Padre, se anche fossi a me un estraneo,
fra tutti quanti gli uomini già tanto
pel tuo cuore fanciullo t’amerei.

Lacrime

Ieri la cara ragazza che ha fatto da badante al mio papà è volata in cielo e ha portato con se la bimba che aspettava e che avrebbe dovuto nascere proprio in questi giorni. Non ho notizie precise su quanto è accaduto, lei si era trasferita in Romania, lavorava con il marito e dalle ultime notizie avute la gravidanza andava bene e lei, dopo tanti anni, era  finalmente felice.
V. Aveva avuto una vita tormentata, era stata lasciata dal primo marito che si era preso i tre figli, era venuta in Italia e aveva lavorato sodo per aiutare i suoi genitori a costruirsi una casa in Ucraina,  il suo cammino si era incrociato con il mio, ma soprattutto con quello difficile del mio papà in una giornata di settembre del 2006. Devo a lei e alla sua generosità se  mio padre ha potuto vivere i suoi ultimi sette mesi di vita a casa sua. Gli si era dedicata con tutto l’amore possibile e lui la ricambiava di pari affetto, riusciva a farle delle carezze e a sorriderle con gli occhi. Il rapporto con lei non si era interrotto con la morte di papà, aveva l’età dei miei figli e mi sentivo di doverla aiutarla.
Per tre anni si era presentata alla messa in memoria di papà, mi diceva che “nonno”  le era rimasto nel cuore proprio come lei è rimasta nel cuore a noi.
Recentemente si era risposata e la sua figliola più grande era ritornata a vivere con lei, le pareva di toccare il cielo con un dito… e poi l’arrivo della nuova bambina. Forse aveva creduto di poter ritornare a vivere normalmente, aveva sperato in un po’ di felicità, pensava che per una volta il destino si fosse dimenticato di lei.
Non è stato così purtroppo, il suo cuore non ce l’ha fatta proprio quando stava per mettere al mondo la sua bambina e lei se ne è andata portando con se la sua piccolina per essere meno sola.

“Cara V. ti ringrazio per tutto, per il bene che hai fatto al mio papà, per  la tua vicinanza, per il tuo volerci bene, per la tua gentilezza d’animo, per la tua generosità senza fine, ti abbiamo accolto nelle nostra famiglia senza riserve e ora  ti  piangiamo come la più cara delle persone. 

Buon viaggio piccola, si dice che quando muore una persona giovane è perchè è benvoluta da Dio, per te è certamente così. Ti voglio bene!

Il regalo

Dopo un periodo molto travagliato della mia vita,  sfociato nella morte dei miei genitori, mi sono  ritrovata accanto una la zia, la sorella di mia madre.  Io adoro le persone anziane e forse avrò la possibilità di fare per lei quello che, per diversi motivi, non ho potuto fare per mia madre. La zia ha sempre vissuto tutti gli eventi della mia famiglia, a volte ne è stata così coinvolta che mi era sempre parso innaturale che improvvisamente se ne fosse estraniata.  Ora ha 83 anni, vive sola, ma il suo alloggio è proprio accanto al mio e questo facilita il nostro rapporto, devo dire che lei  ha per me tutte quelle attenzioni che da tanto tempo non ero più abituata ad avere. Certo capita che  si dimentichi le cose, o  che le ripeta più volte… ma se cucina qualche cosa me ne porta sempre un assaggio e  quando cucino io prevedo sempre una porzione anche per lei……

Ciò che veramente mi riempie il cuore è il poter parlare con lei di tante cose accadute quando ero bambina, per tanto tempo non ho avuto più testimoni della mia infanzia ed è stato tanto doloroso. Non poter dire a nessuno.. ti ricordi? mi faceva tanto male. Invece ora lo posso dire a lei, lei c”era.. lei viveva con la mia nonna, lei ha visto il mio papà ritornare dal campo di concentramento, lei mi ricorda bambina e ha il piacere di raccontare. Lei è una grande ricchezza per me, è il regalo più bello che il buon Dio poteva farmi.

La Passione di Cristo.. e le nostre vite

Sono credente, lo sono senza essere bigotta. La mia fede ha avuto alti e bassi, ma da qualche anno sono decisamente gli alti a prevalere e questo mi rende serena. La mia risalita è iniziata in un periodo della mia vita in cui il dolore era quasi insopportabile.
Le sofferenze di mio padre, malato di Alzheimer, ridotto una larva d’uomo, piagato ovunque, afono e costretto tra il letto e la sedia a rotelle mi portavano sempre più spesso all’immagine di Cristo in croce, a quella Sua Passione affrontata con tanto coraggio e amore per noi. Anche mio padre aveva coraggio, un coraggio da vendere e soprattutto non sapeva che volesse dire lamentarsi… mi guardava negli occhi e mi sorrideva, mi chiamava con la mano e quando ero accanto a lui, mi faceva un buffetto sulla guancia.. proprio come quando ero bambina. Lui accettava la malattia, accettava il suo stato io invece faticavo a farlo. Col passare del tempo la fede mi aiutò e le cose cominciarono a cambiare.

Parte del dolore che provavo era legato al fatto di aver perso il mio papà, o meglio di aver perduto la persona forte e determinata che ero abituata a conoscere e che mi dava sicurezza. E’ vero, quella persona non esisteva più e il suo ricordo era struggente. In realtà però mio padre era ancora accanto a me, era  solo cambiato. Ora era lui ad essere fragile e bisognoso di aiuto e i miei sentimenti verso di lui erano diversi, ero diventata una figlia e una madre. Non mi aspettavo  nulla da lui, se non un sorriso, non potevo  discutere con lui e raccontargli della mia vita e di quella della mia famiglia, ma potevo spiegargli con dolcezza quello che lui stentava  a capire. Insomma il nostro rapporto era cambiato, ma non si era interrotto. Avevo capito che mi era  stato concesso di poter ricambiare quanto mio padre aveva fatto per me, per i miei figli, per mio marito e di poterlo fare  con tenerezza, con affetto e con il rispetto che si deve ad una persona molto malata, ma viva.
Io e lui avevamo imparato a comunicare senza parole, quando mi vedeva  i suoi occhi sorridevano  e bastava  un suo sguardo per farmi capire se era  contento, se stava bene.
E’ stato tanto difficile accettare di non ritrovarlo più come ero abituata a vederlo, ma  la persona che avevo davanti era  così dolce, tenera, preziosa e pura che mi induceva  alla meraviglia e la sua voglia di vivere, nonostante tutto, mi faceva ringraziare il Signore per avermi dato, in tanto dolore, anche la gioia di conoscere un papà che non sapevo esistesse.

Ho  la certezza che la Passione di Cristo che si celebra domani, attraversa spesso anche le nostre vite e per comprenderne il significato occorre solo “affidarsi” e accettare con amore.

Al mio papà mando una carezza

Oggi è la Festa del Papà e al mio papà, che certamente mi sta osservando mando una tenera carezza fatta di fiori di primavera, a lui voglio dire, anche se sono sicura che lo sa benissimo, che mi manca tanto, che tutte le volte che guardo il suo ritratto sorridente mi sembra impossibile che non sia più qui con me, mi aspetto sempre che varchi la soglia di casa mia, mi chiami con la sua voce squillante e mi dica …“Ciao… e allora come va? Ma sei qui da sola?” Questa frase mi è rimasta in mente e ora mi viene anche una risposta diversa da quella che gli davo allora…. “Si papà , sono qui da sola… ora che tu sei da un’altra parte,  sono proprio sola nell’anima”.

Un bacio papà, con tutto il mio cuore!

un carezza di tenere margherite

Le carezze dell’anima

Arrivano impalpabili e improvvise le carezze dell’anima e si diffondono a tutto il vostro  essere. Hanno il volto di una persona cara o quello di un’amica  e ti regalano un attimo di felicità pura, un senso di completezza, una improvvisa esplosione di gioia interiore. Solo un battito d’ali, ma in quel momento volate in alto e nulla vi sembra impossibile da raggiungere.

Come fate a riconoscerle? Forse proprio ora ne state ricevendo una se leggendo questo post vi siete emozionati, se pensate a qualcuno che vi è caro e sentite il bisogno di regalargli un abbraccio, una parola di affetto o di scrivergli un messaggio.

Voglio bene a tutti voi!

San Valentino

un augurio ai vecchi e nuovi amici

Tra qualche giorno sarà San Valentino. Credo che negli anni questa festa abbia allargato il suo significato, non è più solo una ricorrenza per gli innamorati, ora la celebrano anche i vecchi e nuovi amici.

E’ bello che sia così perchè l’amore ha molteplici forme e riguarda tutte  le persone che si vogliono bene.

Con questa deliziosa cartolina abbraccio simbolicamente tutte le persone che mi sono vicine e che mi dimostrano costantemente il loro affetto, ricambio di cuore e dico a tutti BUON SAN VALENTINO!

…. dimenticavo, per attivare la cartolina cliccate sull’etichetta!