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2010 .. E VAI!!!!

Oggi è il primo giorno del nuovo anno e mi sento straordinariamente serena, è forse la prima volta dopo tanti anni che io e mio marito ci passiamo un capodanno da soli.

Ieri sera ci siamo dotati degli strumenti scaramantici adatti alla circostanza: uva nera, rametto di vischio, panettone e un Berlucchi d’annata, poi abbiamo atteso la mezzanotte e abbiamo brindato … a noi stessi, al nostro stare insieme, alle vicissitudini superate e alla voglia di futuro che ancora abbiamo.

Questa mattina siamo andati in centro, in Via Dante e ci siamo concessi un ottimo caffè e cappuccino con cornetto in un bellissimo bar con seduta panoramica sul Duomo, abbiamo poi percorso tutta la via tra le allegre bancarelle del mercatino natalizio e siamo approdati in Galleria per l’usuale rito scaramantico a discapito degli attributi del toro in mosaico che fa bella mostra di se sul pavimento.

Siamo stati travolti dall’arrivo delle Bande cittadine che, come da tradizione, raggiungono Palazzo Marino per gli auguri al Sindaco e in particolare  la Banda dei Martinit e delle Stelline (storico collegio dei poveri di Milano) ci ha proprio commosso e ci ha riconciliato con la nostra bellissima città.

Nel frattempo la nostra Flora ha incontrato Brian, un suo amico nero che aveva conosciuto giusto lo scorso anno nella stessa circostanza… grandi feste tra i due e poi via ognuno per la sua strada.

A questo punto tutti in auto per il rientro a casa dove ci aspettava un bel piatto di lenticchie con cotechino e un pomeriggio rilassante, tra le cose che amiamo.

Il 2010 è partito benissimo, l’auspicio e che continui su questa strada e che io e mio marito cominciamo a riscoprire la gioia di essere ritornati ad essere una coppia e non solo genitori e figli.

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Riuscirei a perdonare se….

La causa civile che ho intentato due anni or sono nei confronti di persone che avrebbero dovuto essere per me le più care al mondo, non ha avuto fino ad ora alcun esito.

Stanca e provata psicologicamente e fisicamente per il protrarsi di una tensione e di un dolore insopportabile che si è aggiunto a quello per la morte del mio papà, ho deciso di ritirare gli atti e di non pretendere più nulla di quanto arbitrariamente mi è  stato tolto.

Con il passare dei giorni mi è  stato sempre più chiaro che io non avevo alcun interesse ad un risarcimento materiale, quello che io pensavo di poter ottenere dalla causa era solo  l’affermazione della giustizia e  una compensazione per la privazione di affetto di cui ero stata oggetto. Ora comprendo che questo è sbagliato, non si può avere affetto per sentenza, se l’affetto non esiste meglio prenderne atto e in questo caso ho capito che proprio non esiste.

I miei recenti problemi di salute e la necessità di continuare con la mia vita sono state le concause di questo ultimo atto di una vicenda penosissima. Il fatto di averlo fatto per me e per la mia famiglia mi conforta molto.

Certo questo non pacifica nulla, anzi  se ce ne fosse stato ancora bisogno, mette in evidenza la divergenza insanabile di comportamenti, di azioni, di sentimenti tra me e le persone oggetto della causa. Le prese in giro, le umiliazioni, le calunnie che mi hanno inflitto restano tutte .

Quando i torti sono morali e toccano le sfere più intime delle persone o gli affetti più cari è difficile riuscire a perdonare in assenza di un pentimento, e questo pentimento non è mai stato manifestato, in ogni modo  io non desidero più nulla se non la mia tranquillità.

Chiudo il capitolo perchè ho il dovere di ridare serenità alla mia famiglia e di continuare a vivere al meglio che sia possibile,  ho il diritto di fare le mille bellissime cose che ho in mente e che sono certa mi daranno tanta soddisfazione. Chi mi ha fatto del male se la vedrà con la sua coscienza.

Capitolo chiuso.

legge

Cerca di essere felice….

amore

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DEDICATO AI MIEI FIGLI

“Cerca di essere felice, perchè nonostante gli inganni e le amarezze, la vita è meravigliosa.

Ricorda che non devi mai stancarti di cercare, perchè in ogni alito di vento puoi trovare l’infinito.

Credi al grano che cresce ogni anno e dà il pane per vivere, credi al mare, al cielo azzurro del giorno ed a quello stellato della notte, ma sopratutto devi credere all’uomo. All’uomo della strada, quello che sfiori camminando, e a chi ti passa accanto, misterioso nel suo silenzio.

Fino a che ti è possibile, ma  senza mai dover chinare la testa,  cerca di mantenere buoni rapporti con tutti coloro che incontri, perchè ognuno ha una storia da raccontare, dalla quale potresti imparare qualcosa.

E”importante è che tu accetti con serenità il trascorrere degli anni, lasciando, con il sorriso sulle labbra, il passato alle spalle.

Ama sempre il tuo lavoro anche se faticoso, perchè è una delle cose più importanti che possiedi per non sentirti inutile. –

Fa come il pioppo che ad ogni primavera si riempie di foglie per ospitare i nidi, non si sente creditore, il suo compito è donare.

Non cercare Dio solo nelle chiese, perchè spesso lui cammina nelle strade per parlare anche con chi  non hanno il coraggio di incontrarLo.  La Sue luce non si oscurerà se la saprai tenere accesa dentro alla tua anima, e quella luce, per non spegnersi, ha bisogno solo di fede.

Non fingere mai negli affetti e difendi sempre l’amore che è il respiro della vita.

Solo così potrai trovare la pace che cerchi.

( Romano Battaglia)

Quanto è bella nostalgia….

E’ bellissima la nostalgia…. forse quando la proviamo non ce ne rendiamo conto, ma se riflettiamo solo un pochino scopriamo che è solo amore,  un amore grande che non finisce se la persona è lontana o se ne è andata per sempre.

Viviamola quindi la nostra nostalgia come un sentimento positivo, come il ricordo struggente di qualcuno che ci è tanto caro e che si trova altrove o di qualche momento speciale della nostra vita, un attimo che vorremmo si ripetesse ma che è comuque già parte del nostro vissuto e quindi preziosissimo.

Così quando penso al passato, alla mia infanzia e a quella dei miei figli, ai magici momenti della nascita dell’amore, al giorno in cui mio padre mi accompagno all’altare e alle molte vacanze spensierate con la mia famiglia e anche con lui, la nostalgia che provo mi fa capire quanto sia stata grande la mia fortuna e quanto sia stata e sia ricca la mia vita.

I sogni muoiono all’alba

Il senso della precarietà di ciò che ci circonda è tutto qui, racchiuso in questa frase. Purtroppo ci si illude che le cose possano cambiare, che una telefonata possa riparare a tutto il dolore vissuto, ma è appunto una illusione. La telefonata che mi ha raggiunto lunedì, mi aveva fatto sperare  perchè è tanto difficile credere che una persona che ti è cara ti faccia del male e ti volti le spalle, ma di mera speranza si trattava. Dopo quattro giorni di frequentazione  non posso far altro che prendere atto che non è cambiato nulla, lo scopo della telefonata era falso, come falsi sono stati i rapporti che ha avuto con me, da sempre. Ho messo fine alla sceneggiata, ho capito che questa persona è completamente plagiata, lo è grazie alla sua età e al suo ceco fidarsi di altri. Ho constatato che tante cose accadute in questi mesi non le sapeva, le è stato detto solo quello che volevano che sapesse. Ma la battaglia degli affetti è perduta comunque, nessuno riuscirà a farle cambiare idea e ad aprirle gli occhi.

Ricordi di Ferragosto

Domani sarà Ferragosto e il ricordo mi regala giornate trascorse in allegria: nonni, zii e nipoti tutti insieme attorno ad una bella tavola imbandita in qualche località di montagna o di mare, una bibita fresca, qualche battuta spiritosa e poi una bella passeggiata per smaltire ciò che di troppo si era mangiato. Il pensiero corre all’ultimo Ferragosto trascorso con il mio papà: quell’anno eravamo al mare e per il gran caldo, avevamo deciso di festeggiare di sera, avevamo unito due tavoli nel giardino, una leggera brezza ci raggiungeva ogni tanto e gli zampironi tenevano lontane le zanzare. Si era deciso per un bel fritto di pesce, ne avevamo mangiato tutti in abbondanza e anche lui aveva dimostrato di essere una buona forchetta…sembrava felice, sorrideva e scherzava, faceva qualche gioco con il mio nipotino, era il 2003 e quella serata sembrava aver annullato tutte le nostre paure. Appena un giorno prima il mio papà si era smarrito imboccando un vialetto verso il mare e solo l’intervento di mio marito e di mia figlia avevano evitato il peggio. Quella sera non potevo immaginare che i quattro anni successivi sarebbero stati di sofferenza pura.

Se per qualche strana alchimia mi fosse concesso di esprimere un desiderio di mezz’agosto, chiederei di rivivere quella giornata, di rivedere il mio papà sorridere felice, di sentire il calore della famiglia riunita in un momento di serenità, vorrei abbracciarlo e sentirmi abbracciata da lui ancora una volta.

Domani sarà di nuovo Ferragosto, ma sarà tutta un’altra storia. Il mio papà se ne è andato da una anno e la mia famiglia si è molto ristretta . Qualcuno scrisse: “Chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza”‘ , e aveva tremendamente ragione.

Stati d’animo

Oggi un piccolo gesto inconsapevole mi ha riportato con la mente  al mio papà, mi si è stretto il cuore pensando a  come portava la sua famiglia in palmo di mano, a  come ne era fiero. Purtroppo nella famiglia ci credevamo solo noi due, io e lui, legati anche in questo da una fede incrollabile nella persone e  negli affetti più cari.  In cuor mio sapevo con con la  morte di mio padre sarebbe finito tutto ed è stato così da subito, nello stesso giorno del suo funerale. La dissoluzione della sua famiglia è stata netta e visibile a tutti: io, mio marito con figli e nipoti  seduti da un lato della chiesa e gli altri dall’altra, due orazioni funebri  diverse composte in una sola grazie alla saggezza del sacerdote, l’una che liquidava la vita di un uomo a con due banali righe di circostanza, l’altra che raccontava con tenerezza e riconoscenza tutto ciò che quell’uomo era stato e aveva fatto. Poi sono arrivate le azioni ignobili fatte di disprezzo, di rancore  e di negazione, come se mio padre non fosse mai esistito  e tutto questo riguardava naturalmente  anche me, io e lui cancellati, morti insieme. Io orgogliosa di  assomigliargli, loro impegnati a disfarsi di tutto quello che era suo. Io con la voglia di consegnare alla storia quello che nella vita aveva fatto scrivendo  un libro e loro impegnati a non ricordarlo nemmeno disertando la funzion religiosa che ho fatto celebrare in suo ricordo. Ora la situazione è precipitata, ora lavorano gli avvocati. La giustizia farà il suo corso, ma i tempi saranno lunghi. Saprò aspettare, non ho più nessun affetto da salvare. Questa consapevolezza fa male, fa soffrire, ma solo accettandola  riuscirò ad uscirne.  Ho tante cose belle da fare e mio padre mi direbbe di andare avanti senza voltarmi, mi direbbe che occorre rincorrere i sogni e credere che si possono realizzare per far si che si realizzino davvero.