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Fiducia tradita

Quante volte capita nella nostra vita di rimanere delusi dalle persone che ci sono accanto, prossime o meno che siano? Moltissime direi. E quando scopriamo che la nostra fiducia era mal riposta ci sentiamo morire dentro perchè nulla è più doloroso della fiducia tradita.

Il nostro mondo vacilla, le certezze di una vita si sgretolano e ci sembra di non avere più forze per continuare il nostro cammino. Non è così. Col passare del tempo, valutando i fatti, scopriremo che ciò che è accaduto non poteva non accadere, che forse eravamo noi che non volevamo vedere la realtà delle cose, la precarietà di un rapporto o l’egoismo di un altro,  l’immagine della realtà ci faceva troppo male e noi abbiamo preferito ignorarla.

Ora la realtà che abbiamo davanti è finalmente senza veli affettivi, è una realtà cruda fatta di sofferenza, ma solo da questa realtà noi potremo prendere coscienza di quello che siamo e potremo andare avanti lasciando la zavorra ai margini del nostro cammino.

Prima di ricominciare a vivere pensiamo però che anche noi abbiamo responsabilità in quello che ci è accaduto, non abbiamo voluto vedere, abbiamo permesso agli altri di abusare della nostra fiducia… questo non dovrà accadere mai più.

Ricordiamocelo per il futuro, così la nostra sofferenza non sarà stata vana.

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Futuro e passato

Stanno i giorni futuri innanzi a noi
come una fila di candele accese –
dorate, calde, e vivide.

Restano indietro i giorni del passato,
penosa riga di candele spente:
le più vicine danno fumo ancora,
fredde, disfatte, e storte.

Non le voglio vedere: m’accora il loro aspetto,
la memoria m’accora del loro antico lume.
E guardo avanti le candele accese.

Non mi voglio voltare, ch’io non scorga, in un brivido,
come s’allunga presto la tenebrosa riga,
come crescono presto le mie candele spente.

Costantino Kavafis Tarkovskij

L’albero della vita

Ho trovato in rete questa betulla e ne ho avuto un’immagine umana di grande sofferenza,  un albero a cui sono stati strappati dei rami, un albero che per continuare a vivere si è dovuto liberare dei rami secchi, un albero che cerca  di ricoprire di foglie i rami rimasti, quelli che si stagliano verso il cielo, ma che si piegano ancora al vento perchè sono fragili. Io sono quell’albero, la mia famiglia è quell’albero e con l’aiuto del Signore i nostri rami si faranno più robusti, si riempirano di foglie e sapranno riprendersi il susseguirsi delle stagioni della vita, la nostra vita. Noi ce la faremo.

betulla

Ringrazio l’autore di questa foto e il blog che la ospita