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Quando la parola razzismo fa moda….

Da qualche giorno lo vediamo scritto su tutti i giornali, gli italiani sono razzisti e a testimonianza di questo si citano il caso del ragazzo di colore ucciso a Milano, i due casi di ragazzi picchiati (uno di colore e uno cinese) e poi il caso dell’insegnante che avrebbe detto al bimbo nero di ritornare nella giungla. Tutti episodi assolutamente gravi ed esecrabili ma che da soli non sono sufficienti a tacciare di razzismo una intera nazione e a soffiare sul fuoco per fomentare ed arrivare poi ad accusare… indovinate chi? Naturalmente il governo  Berlusconi.
Gli episodi di pestaggio perpetrati da italiani sono gravi come gli stupri di migliaia di donne italiane ad opera di extracomunicari, neri o bianchi poco importa, e di questo oggi non si parla più, l’episodio dell’insegnate non fa testo poichè è ormai evidente dai molti episodi negativi che accadono nel mondo della scuola, che la qualifica “docente” non è sempre sinonimo di intelligenza, di umanità e tanto meno di cultura.
Quindi ridimensioniamo il caso e diciamoci con franchezza che l’immigrazione selvaggia che per molti anni ha subito questo Paese ha prodotto, e non per colpa dei cittadini, dei rigurgiti di intolleranza soprattutto tra i giovani che probabilmente, e non a torto, in una situazione di grande difficoltà economica e lavorativa si sentono minacciati nel loro futuro. Il fenomeno è però riconducibile a una minoranza dei giovani.
La ricetta per porre fine a tutto questo è semplice: una immigrazione programmata basata sul lavoro e sul rispetto delle leggi italiane e delle regole di convivenza civile.
Quando si arriverà a questo ci avvieremo verso una integrazione che nessuno si sognerò più di contestare.

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Le aggressioni dei cani

In questi giorni si susseguono le notizie di cani che aggrediscono e purtroppo a volte uccidono gli esseri umani. Il problema non è di semplice risoluzione perchè le sfaccettature sono molteplici ma occorre comunque partire da un punto fermo, alla base di una potenziale aggressività di alcune razze canine, c’è una caratteristica genetica che viene sopita o accentuata dal comportamento dell’uomo. Esiste un’ordinanza che prevede alcune restrizioni per razze indicate potenzialmente pericolose, ma non esiste alcuna ordinanza che indichi chi può “accedere” a queste razze e a quali condizioni possa farlo. Un rotweiler allevato in famiglia, coccolato ed accudito con amore può non essere potenzialmente aggressivo, due rotwailers addestrati alla guardia, tenuti tutto il giorno in un gabbia e liberati in un parco o in un giardino per fare la guardia sono certamente pericolosissimi. Non è il caso di fare di tutta l’erba un fascio, occorre anche cercare di capire perchè alcune persone si “dotino” di cani da difesa e finiscano poi per perderne il controllo. Forse il punto è proprio questo. Ora mi aspetto che ogni giorno ci sia una specie di bollettino di guerra e che di conseguenza si legiferi spinti dall’emotività senza affrontare radicalmente il problema in tutti i suoi aspetti. I divieti servono a poco, l’approccio culturale ed educativo è fondamentale. Per fare un esempio pratico, le stragi del sabato sera sono provocate e subite da giovani che fanno uso di alcool, droghe varie e poi guidano auto super veloci, in questo caso proibire solo l’uso di una di queste componenti micidiali non risolverà il problema alla radice.