Ancora lei signora morte?

Pare proprio di si, la signora con la falce non la smette di colpire e non cambia indirizzo.

Sono sei anni che la mia famiglia perde i suoi affetti più cari… certo, genitori e zii erano anziani ed era prevedibile che prima o poi se ne andassero, quello che però non era prevedibile e nemmeno auspicabile erano le sofferenze che hanno patito prima del grande viaggio e naturalmente, il grande dolore che tutto questo ha portato con se.

Ora pare sia la volta di una zia che mi è cara, che rappresenta la memoria storica di una parte della mia famiglia, è rimasta solo lei di tutti i suoi fratelli….abbiamo scoperto che è malata di cancro e che il suo tempo sta per scadere.

Credete in casi come questo ci si sente impotenti  e si cerca di far fronte a quanto accade come si può, ma a questo punto  quello che mi domando e che tutti dovrebbero chiedersi è se l’allungamento della vita sia davvero una cosa positiva. A che serve  infatti vivere più a lungo se si vive male? La nostra società non è attrezzata per supportare con i dovuti mezzi l’allungamento della vita degli anziani, non offre aiuti concreti per le malattie invalidanti che  accompagnano spesso il fine vita dei nostri cari. Credo non sia  un caso che i miei cari siano mancati dopo lunghi periodi di sofferenza e che invece le mie nonne molti anni or sono  siano morte in brevissimo tempo e quasi senza rendersene conto.

Sono sempre stata per la tutela della vita e non cambio la mia opinione  a patto però che l’anziano non abbia a soffrire, a patto che possa conservare la propria dignità, a patto che si rispetti la sua volontà fino in fondo.  In Italia non sempre è così, accanto ad associazioni di volontariato molto preparate ce ne sono altre che non lo sono altrettanto, lo stesso vale per il personale medico e infermieristico, non parliamo poi delle strutture per lungodegenti.

Mi sarebbe piaciuto accompagnare i miei cari verso il loro ultimo viaggio con serenità, perchè credete non è la morte che spaventa ma la sofferenza,  consapevole di aver fatto per loro tutto il possibile, mi piacerebbe essere certa che non hanno sofferto… ma non lo sono e questo mi fa star male e allora dolore si aggiunge a dolore.

10 thoughts on “Ancora lei signora morte?

  1. Carissima, come sempre accade, anche questa volta mi trovo a condividere le tue riflessioni, Sul tema specifico sono riflessioni che ni stanno accompagnando giorno dopo giorno, dal momento che, come ho già scritto, mi ritrovo ormai senza famiglia, dopo lunghi calvari sofferti da chi se n’è andato e da me.

    Mi pongo spessisssimo i tuoi interrogativi. A volte mi dico che è inutile torturarsi così, perchè le cose non cambiano. Che forse bisognerebbe solo limitarsi ad accettare gli eventi così come si presentano, viverli nel modo più consapevole e responsabile e poi andare avanti. Ma poi mi dico anche che in fondo, pur con tanta dipserazione interiore, ho fatto e sto facendo entrambe le cose come meglio ho potuto, ma ciò non esime dal porsi quei grandi interrogativi, di fronte ai quali le risposte sembrano facili in teoria, ma non in pratica.

    Anch’io sono convinta che, più della durata della vita ad ogni costo, sia da privilegiare la sua qualità e che, di fronte ad una male incalzante ed incurabile, sia da privilegiare l’assenza del dolore fisico, senza il quale tutto diventa più umanamente sopportabile, anche la morte.

    Ma, per le ragioni che tu hai esaurientemente riportato, questo è quasi sempre irrealizzabile, creando un dolore accompagnato dall’orrore e dal terrore.

    Ed è davvero difficle darsi pace.

  2. …regalare vita ai giorni e non giorni alla vita… è una frase che ripeto spesso alle famiglie dei pazienti che conosco nel mio lavoro. può sembrare una cosa scontata ma non è così…questa frase riassume in poche parole tutto ciò che è necessario a chi sta affrontando l’ultimo percorso della sua vita, anche la morte fa parte della vita e tutti hanno il diritto di essere curati, se non possono essere guariti e tutti hanno il diritto ad essere considerati viventi fino alla fine e non morenti …

    • condivido, ma non è sempre facile essere sereni e quindi dispensatori di benessere, sono consapevole di aver bisogno di aiuto per affrontare al meglio la situazione.

  3. Mi dispiace che tu viva nuovamente questa brutta esperienza.
    Hai ragione che dolore si aggiunge a dolore quando non sappiamo se chi ci ha lasciati abbia sofferto.
    Dipende certo dalla malattia.
    Mio padre ci adorava talmente tanto che sono convinta facesse finta di crederci quando gli dicevamo che presto sarebbe guarito.
    Lui mentiva a noi e noi a lui.
    L’amore genera anche questo.
    Ce lo siamo dette tante volte quanto ci mancano i nostri affetti e questa sensazione toglie sempre di più il respiro.
    Cerchiamo di convincerci che la morte sia parte della vita, ma ci trova sempre impreparati.
    Dobbiamo accettarla per forza, non c’é altro rimedio.
    Tu puoi dare solo a tua zia tutto l’amore di cui sei capace, starle accanto il più
    possibile vivendola tutti i giorni.
    Questo non diminuirà il dolore, ma ti farà ricordare tanti momenti di tenerezza.
    Ti sono vicina come sempre e e ti abbraccio con tanto affetto.
    Una carezza alla tua cara zia.
    Patrizia.

    • Io e te ce lo siamo detto tante volte e ci crediamo con tutte noi stesse: la morte è solo un passaggio, l’ultimo, per essere felici, ma quando ci sei dentro e vedi le persone che soffrono per passare oltre ti si spezza il cuore.
      Un abbraccio!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...