Oltre il tempo

Rivedo la camera grande dei miei genitori e il loro lettone,  li rivedo  accanto, notte dopo notte, per una intera vita. Mia madre non amava dormire, era come se volesse resistere al sonno e si metteva a letto quasi seduta. Era come se non volesse arrendersi, come se la notte le portasse via del tempo prezioso, amava gli spiragli dalle finestre quasi per catturare la prima luce dell’alba.

Mio padre invece si distendeva nel letto per abbandonarsi ad un sonno ristoratore, la giusta ricompensa per un giorno funestato dalle ansie del vivere. Lui, inguaribile ottimista, in vecchiaia era diventato incerto e malinconico. I suoi sonni erano funestati dalle scene terribili della deportazione subita ma il suo risveglio era sempre sereno, non si lamentava mai.
Anche mia madre sognava spesso, i suoi sogni erano spesso premonitori e quasi sempre molto vissuti, la mattina ci intratteneva con il racconto meticoloso di un sogno quasi sempre surreale che finiva per lasciarla sconvolta.
Cominciavano insieme la giornata, li rivedo seduti attorno al tavolo del tinello con la loro tazza di tea e una brioche per uno, era il loro volersi bene anche nelle piccole cose, ognuno con i propri pensieri e le proprie sensazioni ma insieme, lui molto affettuoso con lei e lei più schiva, dopo tanti anni insieme non riusciva ad essere espansiva come lui avrebbe voluto.
Poi la malattia di mio padre sconvolse tutti gli equilibri e gli affetti e dopo qualche anno mia madre rimase sola, si ritrovò così in un letto troppo grande per lei, me non smise di rifiutare il sonno, raccontava che di notte cercava mio padre allungando una gamba nell’altra metà del letto, ma la ritraeva subito, sconsolata.
Ora se ne è andata anche lei e io voglio pensare che abbiano ritrovato un grande letto dove continuare i loro sogni senza ansie ed incubi, al di la del tempo.

3 thoughts on “Oltre il tempo

  1. e io, in questo quadretto famigliare, rivedo una bimba piccolina e curiosa, molto vivace, che adora il suo papà e lo guarda con occhi grandi e dolci…e guarda anche la sua mamma perchè sa che quella è la donna che ama il suo papà…
    amica, loro ora sono felici insieme…
    un abbraccio

    • Cara amica, come cambiano di prospettiva le cose man mano che passa il tempo e che il cuore si placa. Cerco di portare alla mente tutto ciò che la mia mamma ha fatto di bene e mi sforzo di dimenticare tutto il resto. Il mio papà rimane la mia stella cometa e forse mi sta indicando un cammino per lenire la mia sofferenza. Mi piacerebbe riuscire a ricostruire la mia bella famiglia, quella che nel mio cuore ho sempre creduto che fosse prima del disastro. Forse con l’aiuto di mia sorella ce la posso fare. Un abbraccio anche a te.

  2. Si che ce la fai, saranno proprio lorro, i tuoi genitori, ad aiutarti a ricostruire il tuo sogno,
    Un caro ed affettuoso abbraccio

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