La Passione di Cristo.. e le nostre vite

Sono credente, lo sono senza essere bigotta. La mia fede ha avuto alti e bassi, ma da qualche anno sono decisamente gli alti a prevalere e questo mi rende serena. La mia risalita è iniziata in un periodo della mia vita in cui il dolore era quasi insopportabile.
Le sofferenze di mio padre, malato di Alzheimer, ridotto una larva d’uomo, piagato ovunque, afono e costretto tra il letto e la sedia a rotelle mi portavano sempre più spesso all’immagine di Cristo in croce, a quella Sua Passione affrontata con tanto coraggio e amore per noi. Anche mio padre aveva coraggio, un coraggio da vendere e soprattutto non sapeva che volesse dire lamentarsi… mi guardava negli occhi e mi sorrideva, mi chiamava con la mano e quando ero accanto a lui, mi faceva un buffetto sulla guancia.. proprio come quando ero bambina. Lui accettava la malattia, accettava il suo stato io invece faticavo a farlo. Col passare del tempo la fede mi aiutò e le cose cominciarono a cambiare.

Parte del dolore che provavo era legato al fatto di aver perso il mio papà, o meglio di aver perduto la persona forte e determinata che ero abituata a conoscere e che mi dava sicurezza. E’ vero, quella persona non esisteva più e il suo ricordo era struggente. In realtà però mio padre era ancora accanto a me, era  solo cambiato. Ora era lui ad essere fragile e bisognoso di aiuto e i miei sentimenti verso di lui erano diversi, ero diventata una figlia e una madre. Non mi aspettavo  nulla da lui, se non un sorriso, non potevo  discutere con lui e raccontargli della mia vita e di quella della mia famiglia, ma potevo spiegargli con dolcezza quello che lui stentava  a capire. Insomma il nostro rapporto era cambiato, ma non si era interrotto. Avevo capito che mi era  stato concesso di poter ricambiare quanto mio padre aveva fatto per me, per i miei figli, per mio marito e di poterlo fare  con tenerezza, con affetto e con il rispetto che si deve ad una persona molto malata, ma viva.
Io e lui avevamo imparato a comunicare senza parole, quando mi vedeva  i suoi occhi sorridevano  e bastava  un suo sguardo per farmi capire se era  contento, se stava bene.
E’ stato tanto difficile accettare di non ritrovarlo più come ero abituata a vederlo, ma  la persona che avevo davanti era  così dolce, tenera, preziosa e pura che mi induceva  alla meraviglia e la sua voglia di vivere, nonostante tutto, mi faceva ringraziare il Signore per avermi dato, in tanto dolore, anche la gioia di conoscere un papà che non sapevo esistesse.

Ho  la certezza che la Passione di Cristo che si celebra domani, attraversa spesso anche le nostre vite e per comprenderne il significato occorre solo “affidarsi” e accettare con amore.

2 thoughts on “La Passione di Cristo.. e le nostre vite

  1. Si, é vero, affidarsi ed accettare con amore ci aiuta a comprendere il significato dei drammi che spesso turbano
    la nostra vita.
    Non é un percorso facile .
    Cadiamo e ci rialziamo.
    Ci commiseriamo e poi ci facciamo una ragione.
    Certo siamo esseri umani e come tali fragili.
    Ma la fede ci tende sempre una mano e noi dobbiamo
    fare il possibile per renderla salda e conservarla come un bene prezioso.
    Ci possiamo riuscire.
    Ti abbraccio.
    Patrizia.

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