Che giornata!

Una giornata faticosissima quella di oggi, in mattinata un nuovo esame in ospedale, per altro doloroso (ma non esiste l’anestetico?????) e poi il pomeriggio una seduta interminabile dal dentista. Nel complesso sembrerebbe essere andato tutto bene ma quello che più mi addolora è l’aver ancora una volta constatato che il rapporto paziente/ospedale è pessimo: ti senti veramente in balia della struttura, della sua burocrazia, del personale non propriamente educato e infine dei medici soloni che non sprecano una parola in più del necessario.
Certo non tutti gli ospedali sono uguali, ma quello in cui sono andata io fino a qualche anno fa passava per essere uno dei migliori di Milano, si privilegiava il rispetto per la persona a qualsiasi altra cosa… i tempi sono cambiati, ora la struttura non è più gestita dai religiosi e a quanto pare il fine principale della nuova gestione è il profitto.
E’ penoso ed ingiusto vedere persone anziane che chiedono di prenotare una visita con il SSN e devono attendere 3 mesi, mentre se la prestazione se la possono pagare l’avranno anche nel giro di due giorni. Questa mattina ne ho sentiti diversi di questi anziani dire che non avrebbero potuto pagare… ma che servizio sanitario è mai questo?
La mia nonna, donna battagliera e temeraria, già molti anni or sono sbatteva sul muso del dipendenti pubblici villani che incontrava sul suo cammino questa verità sacrosanta e lo faceva in dialetto veneto: “Villano!Si ricordi che lei lavora perchè siamo noi che le paghiamo lo stipendio quindi non alzi troppo la cresta” , creava scalpore questo suo atteggiamento ma  il più delle volte aveva il plauso delle altre persone che erano  in coda con lei.  Constato che a distanza di tanti anni, non è cambiato niente nonostante l’avvento di Brunetta.

Ora la giornata è finita, mi cercherò un altro ospedale sperando di capitare meglio e magari scriverò anche a Formigoni, la speranza è sempre l’ultima a morire.

4 thoughts on “Che giornata!

  1. La sensibilità, la disponibilità, la pazienza, sono comportament i sempre più rari.
    Nei lunghi anni di malattia di mio padre ( esattamente venti ) ho incontrato di tutto. A volte la bravura del medico non procedeva insieme alla comprensione dello stato d’animo del paziente. Così come anche il contrario.
    Per me il saper stare con il prossimo é alla base di tutto e credo che non esista laurea che possa dimenticare questo principio.
    Pur vivendo nella capitale, ricca di ospedali, spesso ricorro a visite private: ma me lo posso permettere. Ma chi non può? E poi, dove é scritto che pur potendo, magari negandomi un’altra cosa, io, come tutti gli altri, non posso essere supportata da un SSN che funzioni?
    Io lavoro in un ministero, esattamente prorpio in quello della salute, ma non é con i commenti aspri del ministro Brunetta che il sistema possa andare meglio. Conosco tanta brava gente che avrebbe voglia di lavorare ma non é messa in condizione di farlo perché magari non può prendere iniziative. I nostri dirigenti che prendono stipendi alti (parlo di quelli ministeriali) potrebbero organizzare meglio il lavoro, controllarlo, affidarsi a chi, pur per stipendi ben più ridotti, avrebbe le capacità per farlo.
    Qualche anno fa in un ospedale mi hanno confuso una piccola ciste di grasso per un tumore. Era un un medico donna molto bella , giovane e sgarbata. Sembrava un reparto di fotomodelle. Cosa devo pensare? Si assume per la bellezza o per le capacità?
    Come vedi esiste di tutto e per fortuna ci sono tanti bravi medici che ti salvano la vita quotidianamente. Speriamo come sempre in un futuro migliore che ci consenta di prenotare una visita entro una settimana magari con un medico bravo e pure gentile.
    Onore alla tua nonna che aveva perfettamente ragione.
    Quando capito in ospedale e vedo qualche situazione che non mi piace, chiaramente estrema e spesso neanche che mi riguarda, vado al posto di polizia e si risolve subito. E’ triste, ma é così.
    Un abbraccio.
    Patriizia.

  2. Certo, hai ragione… si parla con i carabinieri e spesso la maleducazione o le reticenze passano d’incanto. Occorre però tenere conto che spesso le persone anziane e per giunta malate non hanno la prontezza di spirito di reagire e mal sopportano di essere coinvolti in situazioni senza dubbio stressanti …. e allora subiscono.
    Vengo presa da una grande rabbia se penso ai solito prototipo del primario arrogante e costosissimo che solo per averti guardato negli occhi ti chiede una parcella da capogiro e poi si dilegua. Ne ho incontrato uno quando mio padre venne operato al colon… un intervento d’urgenza che svolse in una clinica privata milanese con tutta la sua equipe e che noi pagammo allora quasi 50 milioni. Era agosto e ad una settima dall’intervento, visto che la clinica chiudeva per ferie, dimisero mio padre con febbre alta per una ferita infetta lunga una trentina di centimetri che guarì faticosamente grazie al prodigarsi di un ottimo infermiere che ogni giorno per oltre un mese lo medicò a domicilio.
    Litigai furiosamente con il Professorone (che è attivo ancora oggi), ottenni solo che non si facesse mai più vedere e abbandonasse mio padre completamente…allora ero troppo provata per denunciarlo e il resto della famiglia era contrario, ma ora come ora lo farei.

  3. Purtroppo è la triste realtà degli ospedali italiani dove il rispetto per malato è un optional…
    Anch’io ho alle spalle esperienze terribili vissute in prima persona, ma mi sento di rincuorarti perchè in questo sistema ospedaliero alla deriva ci sono ancora medici, e sono pochi ma per fortuna ci sono, che lavorano con scrupolo, si prendono cura dei loro pazienti e li seguono amorevolmente anche dopo avere superato la malattia. E’ prorio vero che ormai non conta più in quale ospedale sei in cura, ma da quale medico ( dico medico… non barone della medicina ) sei assistito…
    Un abbraccio

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