L’incubo

L’incubo è la malattia,  è scoprirsi improvvisamente ammalati  senza  aver avuto neassuna avvisaglia e  a seguito di un banalissimo controllo.   Quello che  passa per la testa è indescrivibile, paura e speranza si alternano nei giorni di attesa  dall’esito degli esami e di una visita che potrà darti un verdetto di condanna o riportarti alla vita. E poi ci sono i famigliari… con loro occorre  far finta di nulla, non  far trasparire la tua preoccupazione e  le tue notti  insonni, devi mostrarti serena come se nulla fosse accaduto o potesse accadere.  Qualche amica fidata, ti rincuora e ti incoraggia, lei sa che cosa stai passando.

Poi l’incubo svanisce, dopo due mesi di ansia i primi risultati rassicuranti, solo una predisposizione genetica a una certa malattia, ma saperlo è già molto importante per fare delle prevenzione, ci si può porre rimedio.

Non  proprio tutto è  finito, devo fare ancora un paio di controlli e poi un piccolo intervento, ma forse quello andrà a settembre, nulla di grave.

Ho la speranza che tra qualche giorno  tutto torni alla normalità , nel frattempo le pene che mi affliggevano prima sono svanite, ho capito che niente è più importante della salute…chi se ne importa delle persone che non meritano il mio affetto, vadano a quel paese con tutte le loro cattiverie, io ho altro da fare, devo occuparmi di me stessa!

Per inciso voglio dirvi che in tutto questo periodo ho avuto accanto  il mio papà, tante volte  la sua presenza rassicurante è stata palpabile, tante volte i miei stati d’animo si sono rasserenati  alla vista del suo viso sorridente.

Mando un bacio  a lui, è sempre un grande, e un ringraziamento ai medici del S. Raffaele.

guardando il futuro

guardando il futuro

10 thoughts on “L’incubo

  1. L’attesa degli esiti è pesante e rende ancora più cupa la malattia, poi quando si hanno si apre uno spiraglio e il più delle volte si tira un sospiro di sollievo… Anche quando le cose vanno nel verso peggiore, poi quei momenti si superano e ritorna la vita e la speranza.
    Tu quello che ho passato 5 anni fà e tutto quello che ne è venuto dietro così come sai che l’ho affrontato nella solitudine più totale. Quando andavo in ospedale a fare i day hospital pre operatori soffrivo di più nel sentirmi chiedere ” ma come: è qui da sola?” che per quello che dovevo affrontare.
    Ora è tutto un ricordo…
    Dai cara amica, le cose vanno bene, coraggio! Anch’io ti sono vicina e ti sostengo con tutto il mio affetto!!! Un caro abbraccio

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