Binario 21: una occasione da non perdere

A Milano verrà edificato il Museo della Shoah, sorgerà accanto al famigerato binario 21 che si trova nei sotterrani della Stazione Centrale, da quel binario nascosto partirono i convogli che portarono uomini e donne nei campi di sterminio nazisti. Da quel binario sono partiti ebrei, prigionieri politici, militari, persone senza colore politico e  tutti  con una sola destinazione: i Campi di Concentramento tedeschi. Se è così, ed è così, c’è già un  problema  che grava sulla realizzazione di questo museo e non è di poco conto: è assolutamente riduttivo chiamarlo Museo della Shoah, questo edificio dovrà portare il nome di Museo della Deportazione e dovrà essere un luogo di ricordo, di approfondimento, di informazione per tutti e non solo per chi è  ebreo.  Mi sembra incredibile che ci siano discriminazioni di religione, di appartenenza politica, di status sociale nei confronti di uomini e donne che sono stati trattati TUTTI come carne da macello, che hanno patito le pene dell’inferno e se hanno avuto la fortuna di tornare a casa, hanno avuto la loro vita segnata per sempre. Le istituzioni italiane e in questo caso il Comune, la Provincia e la Regione hanno il dovere di ricordare e onorare tutti i deportati scrivendo su  quel muro, che ora vogliono solo per i deportati ebrei, il nome di tutti coloro che sono partiti da quel maledetto binario. Solo così il ricordo sarà  un grande momento di incontro delle sofferenze di tutti, senza alcuna discriminazione.

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5 thoughts on “Binario 21: una occasione da non perdere

  1. Mi sembra veramente giusto, proprio in memoria di quanti hanno affrontato quel massacro, dedicare a tutti il Museo.
    Non é per essere disfattista o per andare necessariamente contro le nostre istituzioni ma anche quando viene ideata una cosa giusta come questa, manca sempre un particolare che fa perdere il senso iniziale del perchè tale cosa é nata.
    Può essere che ci ripenseranno ed amplieranno la dedica del Museo.
    Lo auguro sia in memoria di chi non c’é più, sia come forma di rispetto per coloro che hanno perso i propri cari .
    Un abbraccio.

  2. D’accordissimo! La sofferenza è terribile per tutti e ognuno ha il diritto di essere ricordato indipendentemente dalla propria appartenenza sia essa religiosa, politica di razza o altro. Le categorie potevano farle solo gli aguzzini non coloro che ricordano!

  3. Care amiche, a volte accadono cose incomprensibili e prive della più elementare logica. Ho saputo che l’ANED – associazione italiana deportati – aveva chiesto di essere inserita nel compitato promotore dell’iniziativa e non è nemmeno stata presa in considerazione. La battaglia per ottenere qualche cosa è impari, ma non ho alcuna intenzione di demordere. Romperò le scatole, e molto, a questi signori senza memoria e sensibilità.

  4. probabilmente chi vuole prendersi meriti e riconoscenze da questa iniziativa la vera storia non la conosce neppure! E’ un classico!
    L’ANED, e con lei tutti i familiari dei deportati, deve fare sentire la sua voce, la vera voce di chi ha sofferto.

  5. E’ vero quello che scrivi, da quel binario partirono tante e tante persone che devono essere ricordate, troppo dolore e sofferenza, trattate come bestie, prese a calci e pugni in quei vagoni al buio….che si muovevano verso una destinazione….
    Vanno ricordati con onore e dignità, tutti quanti, per gli orrori che hanno vissuto e la tanta sofferenza e ansia patita!
    Dal Binario 21 facciamo partire un futuro migliore.

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