Quel “Generale” della mia nonna

Per imparzialità e anche perchè sento già che mi rimprovera devo scrivere anche della mia nonna paterna. Una donna di ferro, che ha lottato per tutta la vita e che ha cresciuto il mio papà da sola e che dopo aver cresciuto lui, ha cresciuto me. E’ sempre stata il punto fermo nella mia vita di bambina  e di adolescente un po’ malinconica, per me lei c’era sempre, mi accompagnava a scuola, parlava con la maestra, c’era solo lei alla mia prima Comunione e c’era ancora lei al mitico concerto di Paul Anka a Milano, aveva accettato di accompagnarmi perchè potessi avere il permesso di mio padre.  Le devo la mia formazione un po’ asburgica ( la sua mamma era austriaca),  il mio senso del dovere e l’intransigenza  che ho anche con me stessa. Non so cosa avrei fatto se lei non ci fosse stata. Il suo rapporto con mia madre era difficile, le liti si sprecavano, ogni tanto minacciava di andarsene e io venivo colta dal panico e tante, tante volte sono stata colta dalla paura di perderla. L’ho persa veramente quando aveva 86 anni, ma lei  ha fatto in tempo a vedere i miei figli a giocare alle carte con loro, a fare con loro il primo giro in metropolitana. Era in gamba la mia nonna, una vera lottatrice che però si commuoveva ascoltando un valzer o la romanza di un’opera, mi diceva che  le ricordavano la sua giovinezza e la sua Verona … Anch’io amo i valzer, le romanze delle opere e anche Verona e mi dicono che abbiamo preso molto da lei.

Ciao Nonna, grazie di tutto, anche di essere stata severa perchè io sono contenta di essere come sono.

Annunci

3 thoughts on “Quel “Generale” della mia nonna

  1. Il ricordo che è della mia nonna Francesca, la mamma di papà, è quello di una donna sempre rigorosamente vestita di nero, rimasta vedova giovanissima. Nonno Tommaso a quarant’anni era morto, lasciandola con cinque figli, di cui papà era il maggiore e aveva 13 anni. Lui andò a Biella dai frati dove prese poi il diploma di cuoco. Infatti il suo sogno sarebeb stato quello di avere una trattoria dove servire piatti genuini e semplici, invece ha fatto l’autista.
    Sono sempre stata meno legata alla nonna paterna, anche se lei veniva spesso a trovarci e rimaneva un pò con noi. Ricordo che con mamma si davano del voi, mi portava sempre le caramelle e il torrone, e quando è nato mio fratello ci ha aiutato per diverse settimane.
    Ma lei aveva una cosa che mi piaceva nel piccolo paese bergamasco:l’orto. C’era tanto caldo, vento e tantissimi profumi. I profumi dell’orto, profumati quasi “colorati. I pomodori rossi come il fuoco, grossi e tondi. Le angurie verdi in mezzo ai dei fiori colorati di blu, viola, gialli, azzurri. Una gioia per gli occhi, una gioia sentirne i profumi e anche una gioia per il cuore.
    Il profumo forte del sapone da lavare (il marsiglia) rimaneva addosso, restava sulla pelle. Poi mi buttavo sul prato, a guardare i lcielo azzurrissimo, le nuvole bianche come panna e scrutavo in mezzo alla piccola savana che la nonna aveva creato negli anni.
    E’ mancata che io ero appena tornata dal viaggio di nozze.
    Un insieme di ricordi e di pensieri di anni dove ora non c’è più nessuno, quando la vita forse era migliore…..

  2. La mia infanzia non è stata esattamente felice, ma ho ugualmente tanti ricordi bellissimi e sono proprio convinta che la nostra vita di allora fosse migliore, non certo per il benessere, che non avevamo, ma per il contatto con le cose semplice e vere, per i valori in cui tutti credevano e anche per il rispetto tra esseri umani. Tutto questo ora è svanito.
    La mia speranza è di aver fatto bene con i miei figli e con il mio nipotino e che anche loro un domani mi ricordino come una buona mamma e una nonna amorevole.

  3. e di questo ne puoi stare certa : ti ricorderanno sicuramente con grande amore e affetto!
    La mia nonna materna si chiamava Aline, è morta pochi anni fa…a dire il vero ero meno affezionata a lei…forse perchè abitava in un paesino di montagna e la vedevo meno, forse perchè con la mia nonna paterna avevo più dialogo.
    La ricordo però con molto affetto : una donna di montagna, delle nostre montagne, abituata al lavoro nei campi e alla fatica. Mi ricordo che in autunno, quando le mucche scendevano dai pascoli, mi teneva da parte la panna, quella vera, che mi preparava con lo zucchero e un briciolo di grappa…come si usa qui da noi, una vera leccornia!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...