Schnauzer che passione
Origini
Cane di provenienza tedesca, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, apparteneva al gruppo dei “cani da torba”, considerato il più antico in Europa.
Ne abbiamo notizia nel 15° e 16° secolo quando lo vediamo ritratto da diversi pittori. Albrecht Dürer pare ne avesse uno poiché lo effigiò in diversi suoi quadri dal 1492 al 1504, anche Rembrandt e più tardi Sir Joshua Reynolds hanno dipinto Schnauzer nei loro quadri ed uno appare anche in una tappezzeria di Lucas Cranach il Vecchio datata 1501.
A Mecklenburg, in Germania, c’è una statua del 14° secolo che raffigura un cacciatore con uno Schnauzer accovacciato ai suoi piedi e famosa è la statua datata 1620, che, dietro l’abside della chiesa di San Leonardo a Stoccarda, raffigura un guardiano di notte accompagnato da uno Schnauzer.
Chiaramente hanno tutti poco a che vedere con l’immagine che abbiamo dello Schnauzer di oggi, sono cani robusti, rustici, dal pelo irsuto. Così li vediamo anche nei primi disegni che li raffigurano risalenti alla fine dell’’800.
Animale duttile ed instancabile lo Schnauzer seppe presto farsi apprezzare dall’uomo. Sappiamo che già nel 1500 veniva usato come scorta alle diligenze che spesso precedeva di alcuni metri o anche, favorito dalla sua taglia, viaggiava sulle carrozze affinché con il suo carattere fiero potesse mettere in fuga eventuali malintenzionati.
La sua proverbiale amicizia per i cavalli lo portò ad essere una presenza costante nelle stalle dove svolgeva anche il compito di guardiano abbaiando furiosamente per segnalare la presenza di estranei e che teneva libere da topi e roditori. Fu, inoltre, usato per la caccia ed al fine di preservarlo dai morsi delle prede, gli venivano tagliate coda ed orecchie.
La sua innata attitudine alla guardia si perfezionò di generazione in generazione anche attraverso un’attenta selezione dei soggetti più dotati ed ha spinto l’uomo, che apprezzava le sue qualità, a produrre anche soggetti più grandi, più forti fisicamente e adatti alla difesa ed altri di taglia più piccola da usare piuttosto da compagnia.
Solo nel 1800 si inizia a distinguere e selezionare le varie razze. Gli odierni Pinscher e Schnauzer, razze le cui origini sono comuni, venivano allora definiti Pinscher a pelo liscio (i primi) e Pinscher a pelo ruvido (i secondi).
Questi ultimi vengono descritti come derivati dal Barbone e dal Mops con il pelo meno fitto e più corto di quello del Barbone ma lungo e fitto, che sembra una barba, attorno al muso mentre la coda ha poco pelo. Per quanto riguarda il colore è spesso grigiastro o tendente al rosso.
Verso la fine del 1800 in Germania inizia l’allevamento sistematico degli Schnauzer…ma perché si chiamano così? Sembra che il nome derivi da “Schnauzi” che in dialetto bavarese significa “muso”.
Si redigono i primi standard pur non essendo ancora ben chiaro il limite fra lo Schnauzer medio ed il nano riguardo alla taglia, per quanto concerne il colore, invece, erano ammessi, oltre al pepe sale e al nero, anche il rosso-giallo e il giallo-grigio, si inizia anche a combattere i difetti più comuni tra cui quelli di dentatura, il muso appuntito, i masseteri sporgenti, non ultimo il pelo molle.
Nel corso del ventesimo secolo l’allevamento dello Schnauzer conosce uno sviluppo notevole, dapprima in Germania, dove viene fondato il “Pinscher-Schnauzer Klub” che ben presto pubblica lo standard di tutte le razze e per la prima volta appare lo standard dello Schnauzer gigante, poi in molti paesi europei e negli Stati Uniti.
Ma il vero periodo di prosperità per l’allevamento degli Schnauzer è quello del dopoguerra, verso la fine degli anni 40, quando compaiono i primi allevamenti che fanno la storia dei nostri Schnauzer odierni.
Per quanto riguarda più in particolare l’Italia si sa che dopo la prima guerra mondiale c’erano nel nostro paese alcuni soggetti provenienti da allevamenti tedeschi. Il Kennel Club Italiano li riconosce ufficialmente attorno alla metà degli anni ’20 ma li annovera fra i Terrier. Solo attorno al 1930 viene riconosciuto il Italia lo Schnauzer Gigante (Riesenschnauzer) che viene incluso fra le razze da difesa mentre lo Schnauzer (allora Schnauzer Medio, in tedesco Mittelschnauzer) è considerato da guardia e lo Schnauzer Nano (Zwergschnauzer) è a quei tempi classificato fra i cani da compagnia.
Anche da noi nel dopoguerra cresce l’interesse per queste razze e fioriscono gli allevamenti, uno per tutti quello della signora Giuliana Crippa di Arcellasco d’Erba che con i suoi storici “Diavoli Neri” è da considerarsi, almeno per il colore nero, la figura più importante fra gli allevatori di Schnauzer in Italia.
Lo Schnauzer, cioè quello di taglia media, che può essere pepe sale o nero, è il capostipite degli Schnauzer ed il pepe sale viene definito nel “Commento allo Standard” della sig.ra Marisa Brivio Chellini, stimata giudice ed allevatrice di questa razza
:“ Se limitiamo l’esame dello Schnauzer alla taglia media e al colore pepe sale ci riferiamo dunque al prototipo che ha dato vita alle tre taglie e alle altre varietà di colore. Ritengo di poter affermare che proprio il colore pepe sale e la tessitura forte del mantello siano una ragione in più per giustificare il fascino che lo Schnauzer emana prepotente”.
E’ un meraviglioso cane da guardia; dotato di un acuto senso della proprietà, è un guardiano incorruttibile, è sempre vigile, dovunque si trovi. Mi è capitato più volte di entrare in un negozio con uno dei miei Schnauzer che, dopo essersi guardato attorno un attimo per “studiare” la situazione, ritiene di doverlo prendere sotto la sua protezione. E in casa il suo posto preferito sarà sempre quello da cui può osservare la porta d’ingresso e, nel contempo, seguire lo svolgersi della vita familiare. E’, infatti, molto legato, direi dedito, al padrone e alla sua famiglia che devono essere disposti a ricambiare questo suo attaccamento anche se il suo “padrone” sarà solo uno; è, inoltre, uno stupendo compagno di giochi per i bambini.
E’ un cane forte e robusto, per questo molti pensano che il suo “habitat” ideale sia il giardino. E’ vero che ha necessità di passeggiare e correre all’aperto, è anche vero che è una razza molto sana, che è, come dicevo “forte e robusto”, ma è così bello averlo vicino, il rapporto che si crea con i componenti della famiglia è ineguagliabile e la sua intelligenza sorprende chi non lo conosce.
Mi è capitato talvolta di vedere una certa avversione da parte delle signore, in particolare, a far vivere il cane in casa se c’è un giardino. Sono sempre riuscita a convincerle che, una volta abituato a non sporcare in casa, e molti dei miei cuccioli non hanno mai sporcato in casa se ben seguiti nei primi giorni, non crea problemi, è un cane pulito il cui mantello non puzza dà tutto sé stesso e sa farsi amare tanto da diventare un altro membro della famiglia.
Anche la sua taglia, tra i 45 e i 50 cm. al garrese lo porta ad essere un eccellente cane da appartamento, preferito ad altre razze per la guardia negli alloggi.
Una delle sue caratteristiche è la diffidenza verso gli estranei, diffidenza non significa, però, mordacità né paura. Probabilmente se qualcuno si avvicinerà al vostro Schnauzer per accarezzarlo esso si ritrarrà, non per timore ma perché, cane da guardia, non vuole dare confidenza a chi non conosce.
Ha ancora un po’ la fama del “cane cattivo”. Anni fa gli Schnauzer, in particolare i pepe sale, mostravano una certa aggressività ma negli ultimi vent’anni il carattere si è molto addolcito pur mantenendo le peculiarità della razza, merito di quegli allevatori che hanno saputo lavorare con saggezza, in particolare negli accoppiamenti usando esclusivamente soggetti dal carattere stabile e non mordaci.
3 razze distinte di cui lo Schnauzer è il capostipite.
Nota a margine : il testo di questo articolo è di Paola Mussoi Giordano ed è tratto dal sito Cani Gatti & CO



Ho una bellissima “schauzera” che ha appena compiuto 9 anni.
Penso che una cane (razza) migliore non possa esistere.
E’ un’amica e una difesa.
Quando sono in casa è dentro con me (si apre la porta blindata) è il mio cane-tappeto.
Fantastica
Sono cani davvero speciali, difficilmente dopo aver avuto uno schanuzer si cambia razza, anzi credo sia proprio impossibile.
“La mia socia”
Da sei anni vivo con una schnauzera media, mi ha salvato la vita con la sua dolcezza, ma anche con la sua grinta ed esuberanza.
Mi ha aiutato a combattere contro il cancro e nei momenti più difficili faceva la matta per farmi ridere; sembrava capisse tutto il mio disagio!!!!!!
Lo sguardo di complicità che ci accomuna è noto a tutti gli amici, che si stupiscono del suo movimento del muso all’insu’ accompagnato da un brevissimo scodinzolo quasi a dire “dai socia pronti – via”
La porto ovunque: montagna, bicicletta, mare………adora prepararsi alla partenza: salta e afferra il suo guinzaglio emettendo dei suoni di felicità.
L’allevatore che me l’ha data ha detto che questo cane aveva vinto la lotteria a venire a vivere con me……ma la fortunata sono stata io.
Cara Paola, la sua socia non la tradirà mai e continuerà a starle vicina come solo lei sa fare. Gli schnauzer sono veramente particolarissimi. Solo chi li possiede sa di che cosa stiamo parlando…
Buonasera a tutti,
mi chiamo Barbara e cerco aiuto in rete per evitare che la padrona di una bellissima schnauzer di circa 6 anna la faccia abbattere.
La storia è questa:
Da cucciola viveva in appartamento con giardino con questa persona e la sua famiglia, poi è stata smarrita/rubata.
La famiglia in seguito si è trasferita in un appartamento più piccolo senza giardino ed ha avuto anche un altro figlio.
Qualche settimana fa il comune ha ritrovato il cane e l’ha riconosciuta grazie al microchip, quindi riconsegnata alla sua famiglia, la quale però non è + in grado di occuparsi di lei.
Avendo incontrato molte difficoltà a sistemarla tra amici e parenti a causa della mole dell’animale, hanno intenzione di farla abbattere.
Tralascio commenti e considerazioni circa l’atteggiamento di queste persone e mi limito a descrivere i fatti perché quello che mi sta a cuore è il bene del cane.
C’è qualcuno che abbia la possibilità di curarla e tenerla con se?
Grazie per aver letto fin qui il mio appello.