Adoro la montagna, è stato così fin da quando ero bambina ed in montagna ci passavo tre mesi all’anno. Il mio papà mi insegnava allora a ritrovare le sorgenti nei boschi, a cercare funghi e ciclamini, a mangiucchiare le fragoline che facevano capolino in un sottobosco morbido come un tappeto. Una passeggiata in un bosco secolare, di quelli che si trovano spesso sulle Dolomiti, dona, a saper ben guardare, scoperte meravigliose: il muschio che ricopre ogni cosa, i massi che sembrano collocati li apposta per farti riposare, i canaloni scavati dall’acqua e ricoperti di erba verdissima, le piante di mirtillo e di ribes rosso, che ti offrono i loro frutti con generosità, le cortecce degli alberi dalle forme più svariate e poi i funghi, non importa se “buoni” o meno, ma tutti di bellissimi colori, perfino uguali a quelli che illustrano le favole… con il cappello rosso a pois bianchi. Camminando per i larghi sentieri in piano o in salita, si esce dal bosco e ci si trova davanti a panorami mozzafiato, alti pascoli di montagna con meravigliose vette color rosa che fanno da cornice. E’ così che i miei figli hanno scoperto le Dolomiti ed è così che insieme ci siamo innamorati di paesaggi incredibili, dal Passo Rolle con le Pale di S. Martino al Passo Lavaze’ con il maestoso Latemar… E quando sei li, davanti a tanta bellezza ti si apre il cuore e allora capisci che quello che vedi non può non avere un “autore”, che tu sei un piccolo uomo a cui è stato fatto un grande dono e forse allora le lacrime che sgorgano copiose sono di consapevolezza e di ringraziamento.
Su quelle montagne, in quei boschi incantati correva la mia cagnolona pochi mesi prima che se ne andasse, mangiava le fragoline, raccoglieva legni ed era felice. Anche il mio papà amava quei luoghi e si abbeverava sempre alla fontana con la grande vasca che era al limitare del bosco. Io li voglio ricordare così entrambi, in un luogo che adoravano.. credo che quando avrò il coraggio di tornare da quelle parti li ritroverò li, come se non se ne fossero mai andati.



Anch’io amo la montagna. forse perchè ci sono nata e cresciuta,tu escrivi perfettamente la magia e l’emozione che la sua natura sa donare. C’è qualcosa di magico e di eterno nelle montagne, a guardarle capisci che l’uomo è di passaggio e loro, con la loro maestosità, saranno lì per sempre…e lì, per sempre, saranno i nostri affetti.