Questa sera ci sarà l’inaugurazione della stagione lirica all’Arena di Verona, naturalmente l’opera prescelta sarà Aida di Giuseppe Verdi.
Fu proprio l’AIDA la prima opera che la mia nonna paterna mi portò a vedere in una delle nostre visite ai parenti di Verona e io, che ero una bimbetta di 7 anni, conservo di quella serata tutte le meravigliose emozioni: gli assoli dei protagonisti, i cori Verdiani e le mille candeline accese alla fine della rappresentazione.
Tornai negli anni a seguire e vidi altre opere, ma quella prima volta fa parte dei miei ricordi incaccellabili ed è naturalmente associata alla mia nonna, che ho amato e amo teneramente anche se se ne è andata da tanti anni. A lei devo molto, anche questo.
Grazie nonna!



Le nonne, io sono sempre stata molto affezzionata alla mia nonna materna, Rachele, dai capelli rossi.
Una grande donna, minuta nel fisico, ma con carattere forte, che ha saputo far fronte a tanti dolori che l’anno colpita. Due figlie morte a 43 anni, uno a 67 pochi mesi prima di lei. Se n’è andata senza disturbare, a 86 anni, di vecchiaia, io aspettavo Marco e lei non ha nemmeno potuto vederlo. Da lei trascorrevo le vacanze quand’ero una ragazzina, nel paesino del Bergamasco dove sono nata. Ho una marea di bei ricordi legati a lei. Io, mia cugina Bimba e mio cugino Alfredo eravamo la sua disperazione, ma anche la sua compagnia!
Nonna Francesca invece era più fredda, ma pur sempre una nonna affettuosa.
Un bacio a queste nonne grandissime….
Ci sono ricordi, profumi, sapori, legati alla nostra infanzia vissuta accanto ai nonni che ci riportano indietro negli anni, ci riportano tutta la tenerezza di quei momenti però…non ci danno più le stesse emozioni…ma forse è così che deve essere un ricordo!
Grazie ai nonni, figure insostituibili!
La mia nonna era speciale… come lo sono certo state le vostre. Orgogliosa, brontolona e dolce, disponibile e generosa .. su di lei si poteva sempre contare. Devo a lei il mio senso del dovere e una certa severità di fondo che esercito anche su me stessa. Mi ha cresciuto e mi ha dato tutto l’effetto che poteva darmi. A volte mi vengono in mente alcuni suoi intercalari in dialetto veneto che riescono ancora a strapparmi un sorriso.
Dialetto veneto, io ho mio marito veneto, e mia suocera, ormai l’unica nonna rimasta a mio figlio abita vicino a Rovigo, un paesino vicino al Po, dove di sera ci sono tante di quelle zanzare….e al mattino una nebbia che sale dal fiume…un paesino dove si vive tutto in un’altra dimensione…
Viva le nonne!