Oggi Papa Benedetto ha parlato in difesa della vita umana dalla nascita alla morte. Io credo in questa battaglia, ci credo fino in fondo. Credo che in una società tanto malata come la nostra, dove i valori sono di celluloide e i giovani hanno come massima aspirazione fare le veline o i calciatori, occorre che qualcuno di autorevole riconduca tutti alle priorità, poi andrà tutto meglio…
Il Papa ribadisce la «ferma e costante condanna etica di ogni forma di eutanasia diretta». Lo fa incontrando questa mattina in udienza i membri della Pontificia Accademia per la Vita a conclusione del loro Congresso dal titolo «Accanto al malato inguaribile e al morente: orientamenti etici ed operativi».
Il Papa chiede che vengano assicurate terapie e cure adeguate a tutte le persone. «Si tratta di assicurare ad ogni persona che ne avesse bisogno – afferma Benedetto XVI – il sostegno necessario attraverso terapie e interventi medici adeguati, individuati e gestiti secondo i criteri della proporzionalità medica, sempre tenendo conto del dovere morale di somministrare (da parte del medico) e di accogliere (da parte del paziente) quei mezzi di preservazione della vita che, nella situazione concreta, risultino “ordinari”».
«Per quanto riguarda, invece, le terapie significativamente rischiose o che fossero prudentemente da giudicare “straordinarie” – prosegue il Pontefice – il ricorso ad esse sarà da considerare moralmente lecito ma facoltativo. Inoltre, occorrerà sempre assicurare ad ogni persona le cure necessarie e dovute, nonché il sostegno alle famiglie più provate dalla malattia di uno dei loro componenti, soprattutto se grave e prolungata».



Sono pienamente d’accordo, la vita va tutelata dalla nascita alla morte. Il malato inguaribile non è incurabile e va quindi accompagnato fino alla fine dei suoi giorni garantendogli dignità, assistenza adeguata e sollievo dal dolore sia fisico che psichico e con lui va accompagnata la famiglia.
Ti assicuro che se Ferrara presentasse la sua lista in Lombardia lo voterei, l’ho sentito a Matrix e mi ha assolutamente convinto: vuole “solamente” mettere in parlamento delle persone che su questi temi non sia disposti a cedere, i primi nomi della sua lista sono tutte donne…
I partiti hanno preso le distanze da lui, ma sbagliano, non si può ignorare temi tanto importanti e per una coalizione sarebbe, a parer mio, molto “prestigioso” farsene carico ufficialmente.
Il punto è che c’è chi pensa che la vita appartenga all’ individuo e finchè siamo su questa terra, nessuno può negare di pensare ciò e nessuno dovrebbe negare di agire di conseguenza.
Rispettare la vita non significa portarla avanti a strascichi.
Se qualcuno avesse intenzione di tenermi attaccato ad un macchinario come un vegetale per il resto die miei giorni, non la prenderei come una forma di rispetto nei miei confronti e nei confonti della MIA vita.
Ho l’impressione che si confonda la tutela della vita con l’accanimento terapeutico. Nel caso dell’anziano con patologie degenerative o di un malato terminale la tutela della vita si limita al sollievo dal dolore e alla presenza accanto a loro di personale qualificato e della famiglia. Altra cosa è l’accanimento terapeutico.
Il concetto poi di “MIA vita”, andrebbe certamente ampliato.
Ma questo è un altro discorso.
Perciò quale sarebbe la posizione ufficiale della chiesa sull’ accanimento terapeutico?
Stai cercando di dirmi che in alcuni casi la chiesa permetterebbe l’eutanasia? Quali?
Il concetto di “proprietà” della vita è sicuramente interessante, mi piacerebbe approfondirlo, soprattutto con persone che la pensano in maniera diversa da me, in caso aprissi una discussione sul mio blog ti inviterò sicuramente, o se volessi farlo tu fammi sapere
La Chiesa è contro l’accanimento terapeutico, da questo a permettere l’eutanasia c’è una bella differenza.
Come dicevo prima mi sembra che tu faccia confusione, ti faccio un breve esempio, putroppo personale: mio padre, 86 anni, malato di Alzheimer è deceduto il 23 luglio scorso dopo 7 mesi di vita parziale, aveva perso tutte le sue autonomie, tranne un filo di voce, che gli serviva per salutarmi e la mobilità delle braccia e delle mani con le quali mi ha fatto fino all’utimo una carezza. Il giorno della sua morte ha avuto una crisi respiratoria, è giunto in ospedale molto grave e i medici (che avrebbero potuto farlo) non lo hanno intubato, lo hanno solo assistito mentre se ne andava. Questo è per me il modo giusto per non accanirsi su una persona.
Spero di essere riuscita a spiegarmi
So bene che la chiesa si dichiara contro l’accanimento terapeutico, ma il punto è che ha una visione un pò troppo ristretta di accanimento terapeutico, ed alla fine non si capisce quali sono i casi in cui secondo loro si potrebbe lasciar morire il paziente.
E cmq eutanasia=giusta\buona morte, perciò si può tranquillamente parlare di eutanasia quando si evita l’accanimento terapeutico.
Il tuo triste esempio lo vedo come un modo corretto di eseguire le cose infatti, cosa che non ho capito perchè non è stata fatta col famoso caso Welby, il quale alla stessa maniera non era in grado di respirare da solo.
Ed in ogni caso io sarei dell’ idea che anche al di là dell’ accanimento terapeutico, in alcuni casi l’eutanasia possa essere ammessa, proprio in virtù del fatto che vedo la vita come mia e che solo io posso giudicare se la qualità di essa mi soddisfa o meno.
Non sono d’accordo, lei attualmente persona in salute e conscia di quello che vuole, la pensa così e io rispetto il suo pensiero, non so come penserà se invecchiando magarì non sarà più autonomo (ovviamente le auguro che non sia così). Creda, negli anziani e anche in molti malati terminali l’attaccamento alla vita è fortissimo, la cosa che nessuno vuole è soffrire.
Rispetto comunque la libertà di coscienza, per me la possibilità di fare il testamento biologico è una soluzione valida e potrebbe risolvere il problema che lei pone, sollevando medici e familiari da scelte che non si sentono di fare.
Certo chi è cattolico e praticamente rispetterà i dettami della Chiesa, chi non lo è farà scelte più radicali.
Gentile Arkham, mi permetta di ribadire il concetto che eutanasia non è sempre sinonimo di buona morte. Buona morte significa essere accompagnati alla fine della vita con il giusto supporto psicologico e, soprattutto, senza dolore. Come diceva appasionata eutanasia e accanimento terapeutico sono due cose molto differenti, Mi creda, non è tanto una questione religiosa quanto umana, io lavoro in una équipe di cure palliative ai malati oncologici in fase avanzata e, nella mia esperienza (oltre 13 anni) non ho mai incontrato un malato che mi chiedesse di morire, ho sempre incontrato piuttosto malati che chiedevano di non soffrire.
Ecco la grande sfida è questa… curare quando non è più possibile guarire!
Secondo me la grande sfida è dare una maggiore libertà di scelta, perchè si tratta di una faccenda così intima e personale che mi pare giusto lasciar scegliere al paziente.
Perchè anche se solo una persona su cento, in casi di condizione di vita disagiate a causa di qualche grave malattia, dovesse scegliere per la morte, è giusto permettergli tale scelta.
E solo legalizzando l’eutanasia si può arrivare ad una tale libertà, che di certo non lederebbe la libertà di chi lotta fino all’ ultimo per vivere.
Ed invece ci troviamo ancora a combattere con l’ingerenza della chiesa in questioni del genere…questo mi da tremendamente fastidio.
Perchè sicuramente la chiesa può pure pontificare quanto vuole su qualsiasi questione morale, etica, sociale, intima, politica etc, dei suoi fedeli, ma si da il caso che la totalità della popolazione italiana non sia fatta solo di cattolici.
Io mi sento privato di un diritto per colpa della chiesa e questo è gravissimo.
Dov’è il rispetto per la MIA vita?
Perchè c’è chi pensa che rispettare la mia vita significhi non permettermi di decidere cosa farne?
Come si permette certa gente di credere di sapere cosa sia meglio per me? Senza neanche conoscermi? Senza neanche provare ad immaginare come potrei sentirmi in determinate condizioni. Senza che io gli abbia neanche chiesto uno straccio di parere.
Questo lo chiamiamo rispetto?
Mi scusi, ma questo suo ultimo commento mi lascia allibita. Per prima cosa lei è soggetto alle leggi dello stato Italiano e non della chiesa, se poi nessun governo legifera pro eutanasia, se la prenda con i governi e non con la Chiesa che giustamente non fa altro che indirizzare conformemente alla propria dottrina.
Lei vorrebbe la legalizzazione dell’Eutanasia per rispettare la SUA vita.. non ha mai pensato quante altre persone potrebbero subire una Eutanasia per decisione di altri (vedasi anziani che stanno sulle scatole ai figli, handicappati ecc.) ? Non ha mai pensato che dovrebbe comunque obbligare un medico, che per etica deve curare e possibilmente guarire, ad uccidere?
Quindi le implicazioni in una eventuale legalizzazione dell’eutanasia sono molte e di aspetto complesso. Mi permetto di dirle, senza malanimo, che mi piacerebbe che fosse lei ad avere più rispetto per la SUA vita.
E’ così, non possiamo guardare a stati dove l’eutanasia è legale e dove purtroppo viene praticata anche a persone che, se in grado di intendere e volere, chiederebbero di vivere.
La legge sull’eutanasia riguarda giustamente lo stato, non la chiesa. Qualora fosse legalizzata la chiesa continuerebbe a diffondere la sua idea in merito, null’altro. Le assicuro inoltre che io, come operatore sanitario, avrei dei seri problemi etici e morali ad eseguire materialmente l’eutanasia ad un malato.
Provi a riflettere su questo.
Non a caso si parla di testamento biologico, citato anche da Appassionata precedentemente. Non sarebbe male renderlo obbligatorio ad esempio.
Oppure l’istituzione di un organo specifico per la questione, diffuso a livello regionale che possa indagare sulle intenzioni dei familiari ove non esista un testamento biologico, potrebbe essere d’aiuto.
Non sto dicendo certo di dispensare morte a destra e a manca.
Sicuramente ci vorrebbe un oculato e attento legiferare, cosa di cui probabilmente non saremmo in grado…
Non dico neanche di costringere tutti gli operatori sanitari a praticare l’eutanasia, ovviamente andrebbe esonerato chi non se la sentirebbe, daltronde se esitono gli obiettori di coscienza per la prescrizione della pillola del giorno dopo…
Cmq vediamo di non prenderci in giro per favore, sappiamo bene come il nostro paese sia ancora fortemente intriso di una anacronistica morale cattolica, che impedisce lo sviluppo di esso sotto molteplici fronti.
Il fatto che nessun governo qui legiferi in tal senso, il fatto che la ricerca in italia sia fortemente ostacolata, il fatto che abbiamo dei Ferrara e delle Carlucci che se ne escono con certe idiozie, etc, è tutta una conseguenza diretta o indiretta della forte influenza della chiesa.
Ancora ricordo con amarezza i volantini cattolici che istigavano a non votare al referendum sulla legge 40, tanto per dirne una.
Senta, io non voglio prendere in giro nessuno, dico solamente quello che penso. Lei è poco rispettoso della libertà degli altri, il testamento biologico non può essere obbligatorio, come mi pare non sia obbligatorio donare gli organi. Ma come, prima mi viene a dire che si sente frustrato dalle “imposizioni della Chiesa” e poi vuole imporre il testamento biologico a tutti, forse esiste qualcuno che tutte queste sue paure sulla fine della vita non le ha e spera di andarsene all’altro mondo tranquillo e circondato dai suoi cari. Io mi sono astenuta sulla legge 40, ho esecitato un mio diritto, lei mi dice che ha provato grande amarezza, mai come quella che avrei provato io se si fosse attuata una indiscriminata sperimentazione genetica sugli embrioni. Credo comunque che potremmo discutere per ore, ma le nostre opinioni rimarrebbero le stesse ed è giusto che sia così, almeno fino a che questo rimarrà un paese libero. Non ho nessun interesse a creare degli adepti e l’assicuro che non desidero portarla sulle mie opinioni, per cui per me finisce qui.
Mi permetto solo di fare un’ ultima battuta anch’io, solo per sottolineare che obbligatorio non significa qualcosa di negativo e frustrante per forza.
I vaccini ad esempio sono obbligatori: non è una cosa negativa che lo siano. Il testamento biologico obbligatorio secondo me, avrebbe la stessa valenza.
Non vedo cosa c’entrino eventuali paure sulla fine della vita. Al massimo potrebbe essere paura di vivere in pessime condizioni.
Ovviamente non volevo convincere nessuno nemmeno io, era solo uno scambio di idee.
Capisco che la fede, per chi ce l’ha, in un modo o nell’ altro sia qualcosa di interno, difficilmente scalfibile con le parole, anche provandoci.
Un saluto.
Non mi sembra che l’esempio sia calzante: le vaccinazioni sono una profilassi contro le malattie, il testamento biologico è qualche cosa di assolutamente personale che si deve poter fare o non fare. Purtroppo la mia fede non è così ferrea da non essere scalfita, ho tantissimi conflitti interiori che un buon cristiano risolverebbe subito con una confessione o con un perdono, tanto per farle un esempio. Per me in questo caso, più che la fede e i dogmi della chiesa vale il rispetto per la vita in generale. Non mi piace vederla manipolata al suo inizio e disprezzata quando si avvia verso la fine. Tutto qui.
Ricambio il saluto.