Domani forse sarà una giornata normale, il forse è d’obbligo. La cosa mi solleva molto, confesso che temevo questo Natale, il primo senza mio padre, di solito il giorno in cui tutti “devono” essere buoni, anche se buoni non vogliono essere. E’ passato e io lo saluto senza alcun rimpianto se non quello per il tempo che passa. Ogni anno disprezzo sempre di più il lato consumistico della ricorrenza, vorrei riuscire a dare più valore all’evento della nascità di Gesù, il Natale è solo questo, ma per una cosa o per l’altra non entro in sintonia. Sono lontano da quella grotta e invece vorrei esserci dentro. Siamo vitttime della televisione: ogni giorno ho sentito bollettini di guerra su chi compra che cosa, su come affronteranno gli italiani il pranzo di Natale, su quanti italiani lasceranno la città e su quanti invece festeggeranno in casa. Non una parola su quanti saranno i connazionali che andranno alla Messa .. almeno a Natale. La Chiesa ha le sue responsabilità perchè non si può accettare che ci si accosti alla religione come ad un amburgher e si diventi cattolici solo per far numero, a cominciare dai Battesimi e dalle Prime Comunioni e poi dai Matrimoni. Gente che lo fa solo per consuetudine, può evitare di farlo. Siamo un popolo di cattolici all’acqua di rosa e io mi ci metto dentro e non mi piaccio per niente. Ma ritorniamo al mio Natale: avevo preparato pochissimi pensierini per i miei famigliari e li ho distribuiti, ho rispettato la tradizione. Abbiamo affrontato un imprevisto: la famigliola di mio figlio era tutta allettata per l’influenza quindi ci siamo ritrovati in quattro. Siamo stati bene comunque, abbiamo pranzato senza esagerare e alle tre era tutto finito. Avevo con me la badante di mio padre, ne sono stata tanto felice, lo scorso anno papà e lei erano insieme in ospizio, un Natale umanamente tristissimo. Almeno per lei ho cercato di rimediare quest’anno, per mio padre, purtroppo, non ho avuto la possibilità di farlo. Verso le cinque sono andata a trovare una mia cara amica, scambio di pensierini, un caffè e poi a casa, finalmente tranquilla. Ho avuto e fatto telefonate di auguri che si sono trasformate in piccoli drammi , le mie quattro amiche del cuore erano tutte nei guai, chi per i genitori, chi per i figli, insomma si sono trovate ad affrontare il Natale loro malgrado, con la testa da un’altra parte. Le ho sentite oggi, non vedevano l’ora di ritornare alla normalità. E allora da parte di tutte noi: ciao Natale, alla prossima.
Ciao Natale
pmpWed, 26 Dec 2007 22:31:08 +000031MercoledìUTC 10, 2008 di appasionata
Pubblicato in cattolicesimo, natale, nostalgia, problemi, religione, sacramenti | Contrassegnato da tag natale, regali, cattolicesimo, nostalgia, tradizione, consumismo, ritorno alla normalità | Ancora nessun commento.
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