Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 12,35-38.
Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese; siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!

….E mio padre era pronto il 23 luglio scorso, erano almeno sette mesi che era pronto e aspettava la chiamata, quella mattina torrida era solo in un pronto soccorso di ospedale e non riusciva più a respirare …….ora sono io che non riesco più a respirare senza di lui, quando lo penso sento una fitta al cuore, la sua è una mancanza che mi fa male fisicamente. In questi tre mesi mi sono scoperta simile a lui come non mai, ho ricordato tante piccole, atteggiamenti e modi di fare e di pensare, che erano suoi e che ho capito essere anche miei. Ho ricordato una frase che mi ripeteva spesso e che ora per me ha un grande valore : ” … io e te siamo uguali” , sapevo in cuor mio che era così, ma non mi ero mai sofferamata a rifletterci. Ora invece il fatto di essere come lui mi rende tanto orgogliosa. Era un grand’uomo mio padre, era un papà amorevole e premuroso, sempre presente quando avevamo bisogno, affettuoso con i miei figli ma anche giustamente severo. Quando ero bambina bastava un suo sguardo per intimorirmi, negli ultimi tempi lui non riusciva a parlare e mi bastava un suo sguardo per entrare in sintonia con lui. Non so cosa darei per riabbracciarlo fisicamente, per sentirmi chiamare dalla finestra, per vederlo entrare in casa mia come una valanga…. so che non è possibile, ma so anche che la morte non è niente, che lui è solo in una stanza accanto e che io devo sforzarmi di non essere triste, so che lo incontrerò dietro un angolo di una qualsiasi strada, ma soprattutto sono certa che ora lui sta bene.
Ciao papà, ti mando un grosso bacione, sono sicura che lo riceverai e lo ricambierai con tutto l’amore di cui sei capace.



Un abbraccio
forse tu senti ciò che io ancora non avverto, spero tu abbia ragione.
Credo che i genitori, i nonni, a volte anche qualche zio… in qualche modo vivano dentro di noi… ci hanno dato i nostri tratti del viso, ma non solo. Per me abbiamo anche qualcosa di interiore, qualcosa che non si vede, che abbiamo ereditato. Nessuno potrà mai toglierci questo.
E’ certamene così, ma alcune affinità le scopri proprio quando la persona se ne è andata, è come se si spalancasse una finestra e allora capisci quanto di quella persona è in te.
un bacione