Verso le dodici di oggi mi ha raggiunto una telefonata dell’ANED, l’Associazione Ex Deportati, una organizzazione di cui mio padre faceva parte da quando era tornano da Mathausen. Mi hanno fatto le condoglianze e mi hano invitato ad una riunione dedicata alla Memoria Familiare. L’iniziativa è stata varata lo scorso anno ed ha avuto molto successo: ora che quasi tutti gli ex deportati se ne sono andati, tocca ai figli e ai nipoti portare avanti il ricordo delle loro sofferenze; così l’ Associazione li ha riuniti e ognuno dei presenti ha parlato del proprio congiunto. Il risultato è stata una grande commozione generale ma anche tanta solidarietà. Mi sento il dovere morale di partecipare e quindi quest’anno ci sarò anch’io, dirò ai miei figli di accompagnarmi. Ora lo scettro della memoria passa nelle mie mani e un giorno passerà nelle loro. Solo così onoreremo le persone che hanno tanto sofferto, il mio papà tra questi, e non permetteremo che gli orrori dei campi di sterminio abbiano a ripetersi.
Questa telefonata inaspettata mi ha unito in un grande abbraccio con il mio papà, me lo ha fatto sentire vicino, ho capito che mi aveva investito di una responsabilità e che contava su di me e questo mi ha commosso. Allora amore e dolore si sono uniti in un pianto irrefrenabile.


